Casarella a Metta: “preferito chiacchiericcio di strada”. Peter Pan infiamma la politica
Sul progetto "Peter Pan e l'isola ecologica che c'è" Metta accusa inadempienze. Casarella risponde per le rime
Prosegue la polemica che ha caratterizzato gli ultimi giorni della politica cerignolana del 2011. Casarella, Consigliere in forza al PdL, e Metta, Presidente e Consigliere d’opposizione del Movimento Politico la Cicogna, erano ritornati sul progetto comunale per educare alla differenziata “Peter Pan e l’Isola ecologica che c’è”, in modo diametralmente opposto: il primo, ricordando il grande successo e rivendicando la bontà di quanto prodotto; il secondo sottolineando le inadempienze dei pagamenti per la realizzazione dello stesso progetto. In verità il problema della presunta fattura non pagata alla tipografia di Taranto, era stato sollevato proprio dal cicognino, il quale in comunicato datato 19 dicembre dichiarava, con una sana dose di ironia «Ma a Voi risulta che Peter Pan fosse un “cattivo pagatore”? Va bene che è l’idolo dell’isola che non c’è. Ma non risulta che non pagasse i debiti. La scoperta di questo vizietto nascosto del nostro “Peter”, la dobbiamo alla Tipografia Desi di Taranto. Presso questa tipografia (a Cerignola i tipografi notoriamente sono tutti morti) il Comune ha stampato vario materiale per il Progetto Peter Pan – continuava il Presidente del MPC - ma poi si è dimenticato di pagare. Hanno fatto i debiti, a nome di Peter Pan. Per cui la tipografia si è rivolta all’avvocato, l’avvocato al Giudice, il Giudice ha ingiunto a questi mal pagatori di scucire i 7.194.00 euro alla tipografia, oltre interessi, svalutazione, spese legali e quant’altro. Che hanno fatto i “nostri”? Hanno fatto opposizione al decreto ingiuntivo. Nello spirito dei migliori pataccari, mal pagatori, bidonisti…». Una denuncia forte e apparentemente priva di una possibile smentita, almeno fino a oggi quando, proprio il Consigliere Pdl, ha fatto chiarezza sull’accaduto, non risparmiando il collega d’opposizione di qualche frecciatina al modo di fare politica, «è tutto vero , ma il vero pataccaro è chi omette un piccolo dettaglio rilevante: il Comune si è opposto al decreto ingiuntivo perché aveva pagato la fattura. Non farlo, sì, avrebbe rappresentato un’anomalia. È accaduto – spiega Casarella – che la fattura della Tipografia ionica Desi, partner dei proponenti il progetto, sia stata saldata con qualche mese di ritardo. Il 4 ottobre la Desi aveva fatto depositare al Tribunale di Taranto il ricorso per decreto ingiuntivo. L’atto veniva notificato a Cerignola solo il 26 ottobre. Ma le due date importanti sono quella del deposito dell’atto in cancelleria a Taranto, il 7 ottobre, e il mandato di pagamento di Cerignola, che reca la data del 7 ottobre. Insomma, mentre la Desi li chiedeva, il Comune ha provveduto a liquidare i 7.194 euro dovuti. Va da sé che al ricevimento dell’ingiunzione, nei giorni successivi, ci siamo opposti». La smentita, anche se con un po’ di ritardo, si propone di porre fine alla vicenda, facendo finalmente chiarezza sull’accaduto.
L’episodio, seppur concluso almeno nel suo aspetto pratico, non ha sottratto la possibilità ai due politici di riprendere una polemica, fatta di critiche alle modalità operative delle rispettive organizzazioni che, fervente nel periodo di campagna elettorale, si era quasi completamente affievolita dopo l’elezione di Giannatempo Sindaco. Infatti, nelle conclusioni del suo comunicato/denuncia, Metta sottolineava «facciamo opposizione e perdiamo tempo. Poco male che il debito da 7 diventerà 10 mila euro… L’importante era finire su una pagina di giornale. Soddisfare il proprio “io” traballante… Fatto, anche se non avevamo i soldi per pagare. Fatto a spese dei poveracci che hanno avuto la sventura di lavorare con il Comune di Cerignola. Il risultato è raggiunto. E adesso i debiti sono nostri…». Di contro, Casarella, oggi replica «capisco che certe opposizioni si basino soltanto sul nulla gridato, ma agitare spettri di malaffare, trucchi ed imbrogli sempre e comunque denota incapacità analitica. Prima di parlare, sarebbe bastato andare negli uffici comunali a chiedere documentazioni. Appare evidente che si sia preferita la strada del chiacchiericcio di strada a quella dei fatti. È sempre così, cercano di sminuire sempre tutto, alla ricerca di improbabili scoop, troppo spesso scadendo in squallidi insulti personali».
Una polemica che ha evidenziato come troppo spesso in politica, sulla scorta dell’esperienza tutta italiana, ci si affanna nel tentativo di scovare l’inghippo, che quasi sempre c’è, e ancor più frequentemente non si perde occasione per denigrare l’operato dei colleghi, perché questo fa parte di quel “contorto gioco” che è la politica, a Cerignola come nel resto del mondo.
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