Prosegue la caccia al presunto assassino di Anna Perrucci. Pare si tratti di un pregiudicato sui 50 anni già coinvolto nel maxi-processo «Cartagine». Prende sempre più corpo l’ipotesi che la donna possa essere rimasta vittima di una vendetta trasversale. Infatti solo a poche ore prima dell’agguato mortale in via Brindisi, pare ci fosse stata un violento litigio tra la moglie del presunto omicida e la moglie di suo fratello, zia della vittima, che ne era la figlioccia. Da tale litigio la violenta reazione da parte dell’omicida e l’aggressione al padre della vittima, nella sala giochi da lui gestita. Alle 22, gli spari. Ignoti ancora i motivi dei litigi familiari che hanno così logorato i rapporti. E inoltre rimane ancora sconosciuto l’eventuale ruolo di Anna Perrucci nella disputa tra i due fratelli e tra le rispettive mogli. Dato inquietante è la freddezza con cui il presunto assassino in fuga ha portato a termine il suo progetto. Sotto la palazzina ha persino incrociato Michele Cirulli che stava avvicinandosi alla sua «Fiat Punto» chiedendogli dove fosse la sua compagna, con cui si sarebbe sposato il prossimo 13 settembre. Questi, ignaro, gli ha risposto che Anna stava scendendo. L’assassino allora, entrato nel portone, ha sparato sette volte contro la donna, con una pistola calibro 7.65. I proiettili hanno raggiunto Anna Perrucci al petto ed al collo uccidendola e all’addome la figlioletta. Intanto proseguono le ricerche del fuggitivo che, secondo la polizia, non può essere andato molto lontano.

(parte delle notizie sono state riprese dall’articolo pubblicato su GdM di oggi)