Nuova e decisiva evoluzione nel caso dell’assassinio di Anna Perrucci. Stamane, accompagnato dal suo avvocato, si è costituito Carmine Cucchiarale, 50 anni, a quanto pare con precedenti penali. Egli avrebbe agito a causa di litigi in famiglia, tra donne nello specifico: la moglie dell’uomo è la cognata della zia della vittima, con cui esistevano vecchi rancori. Ieri gli inquirenti avevano escluso la pista della vendetta trasversale e, nel frattempo, in città iniziavano a circolare voci su una consistente somma di denaro che il killer avanzasse dalla vittima. Ma questa mattina il caso ha avuto una svolta, con la presentazione spontanea in commissariato dell’omicida, a conferma del fatto che non si fosse allontanato dal centro dauno, come ipotizzato dagli investigatori. Ricordiamo che l’omicidio è avvenuto sabato 28 agosto, quando la Perrucci è stata freddata davanti al portone dell’abitazione dei suoceri mentre aveva la figlia di un anno e mezzo in braccio. Fortunatamente le condizioni della bambina sono in netto e costante miglioramento ed è stata dichiarata fuori pericolo dai medici.

Aggiornamento ore 12.29 Emergono i primi particolari della vicenda: Cucchiarale si sarebbe presentato alle 7 in compagnia del suocero, consegnando anche l’arma utilizzata per il crimine. Alle domande del magistrato si è avvalso della facoltà di non rispondere, affermando però di essere stato il solo a fare fuoco contro la donna. Il sostituto procuratore di Foggia, Paola De Martino, ha emesso un decreto di fermo per il reo confesso. Gli inquirenti hanno fatto un’opera di convincimento in questi giorni sui parenti dell’omicida, affinchè questi si consegnasse, evitando di poter dar vita ad una cruenta e più sanguinosa faida familiare. (da teleblu)

Aggiornamento ore 14.53 Era già noto alle forze dell’ordine Carmine Cucchiarale, consegnatosi per l’omicidio di Maria Perrucci. L’uomo ha precedenti per droga e rapina ed il suo nome era comparso nell’operazione “Cartagine”, dove fu smantellata la mala cerignolana: per questi reati Cucchiarale ha scontato 21 anni di reclusione. (da teleradioerre) <<Non ce la facevo più, erano cinque giorni che non dormivo, ma non voglio dire altro al momento>>. Queste le parole dell’omicida interrogato dal sostituto procuratore De Martino. Ora si trova nel carcere di Foggia e nei prossimi giorni vi sarà l’interrogatorio del gip del tribunale del capoluogo dauno.

Aggiornamento ore 19,03 Stavolta è un parlamentare a parlare. Si tratta di Michele Bordo, deputato del PD e componente della Commissione bicamerale Antimafia, il quale – apprendiamo dal sito di Teleradioerre – si complimenta con gli inquirenti per la celerità nella risoluzione del caso. «L’intelligenza investigativa e l’impegno operativo della magistratura e delle forze dell’ordine – afferma Bordo – hanno restituito serenità ai cittadini di Cerignola, scossi dall’efferatezza del delitto». Inoltre «è stata esercitata sin da subito una pressione tale da ottenere la sua costituzione – continua l’Onorevole del Pd – e ciò grazie anche alla collaborazione dei familiari delle vittime e dei cittadini che sono stati testimoni della tragedia. Un positivo esempio di collaborazione che, anche in questo caso, ha favorito il rapido ripristino della legalità».