Egregio Vice Sindaco, nonché assessore alla “trasparenza”, apprendo da una dichiarazione del Sindaco che Ella avrebbe espresso perplessità – poi superate – sulla delibera n.85 del 12 agosto, con la quale fu affidato al Consorzio “Città Mercato”, cioè alla Confesercenti, cioè – in pratica – a Franco Merafina, la gestione delle aree mercatali durante i tre giorni della Festività della Madonna Santissima di Ripalta.

Mi meraviglia che Ella, così esperto ed avveduto, si sia lasciato successivamente convincere ad avallare una operazione di discutibile correttezza. Aveva visto giusto prima, signor Vice Sindaco.

Secondo il Piano per il commercio su aree pubbliche della città di Cerignola quello dei giorni 7 \ 8 \ 9 settembre è un mercato occasionale. (art.3)

In base al successivo art. 4, egregio Vice Sindaco, “Il Comune può affidare ai Consorzi di operatori la organizzazione e gestione delle aree mercatali………composizione, dislocazione logistica e merceologica dei posteggi”;

nonché: “riscossione dei canoni di occupazione e tributi deliberati e stabiliti dal Comune”.

Quel che la Giunta non può fare – articolo 12 comma 7 legge regionale n.24 luglio 2001 – è delegare a terzi la scelta in ordine al diritto di partecipare a questi mercati.

Avvocato Ruocco, legge regionale: roba Sua! Al comma 7, l’articolo che ho citato, recita:

“ ….i Comuni possono stipulare convenzioni con ……associazioni di categoria degli operatori…..anche prevedenti l’affidamento di fasi organizzative e di gestione …..”

Ciò che non possono fare – invece – è ……….

“ ferma in ogni caso l’esclusiva competenza del Comune per la ricezione delle istanze di partecipazione e la definizione delle graduatorie”.

L’avviso improvvidamente esposto all’Albo del Comune, invece, avvertiva gli aspiranti partecipanti che dovevano rivolgersi al signor Franco Merafina.

E dato che, signor Vice Sindaco,ne convenga, sono dei veri “pisquani”, tradiscono – mi riferisco a qualche Suo collega di Giunta –  l’ immediato nervosismo,tipico di chi l’ha fatta, sa di averla fatta, e desidera coprirla.

Metta alla frase ultima il soggetto che più Le aggrada.

Il Comune avrebbe dovuto mantenere la competenza circa la scelta di coloro che sarebbero stati autorizzati a partecipare al mercato occasionale; tale scelta avrebbe dovuto essere fondata su elenchi e graduatorie comunali;

gestita – non mai dai privati – ma dal pubblico.

Dal Comune!

Invece, caro Vice Sindaco, cosa è successo?

E’ successo:

rivolgetevi al signor Merafina Franco,con tanto di cellulare,per comodità.

Chi si è rivolto al signor Merafina ha avuto il posto al mercato, ma ha dovuto prendere in fitto il relativo gazebo, destinato ad ospitare il punto vendita mercatale.

Caro Vice Sindaco, controlli.

Chi ha aperto, cioè gli operatori che hanno occupato suolo pubblico nei mercati occasionali di questi tre giorni, ha pagato le imposte comunali (almeno, voglio crederlo), ma in più ha sborsato 400 euro per il fitto del gazebo.

NIENTE 400 EURO – NIENTE MERCATO !

NO MERAFYNA – NO PARTY !

A Lei tutto questo pare conforme a diritto ? Condivide ancora ? O – come credo – la Sua buona fede è stata sorpresa, perché non conosceva questo risvolto della vicenda?

Io La ritengo persona onesta: moralmente ed intellettualmente.

Non credo che si farà condizionare nel giudizio dalla Sua notissima avversione nei miei confronti, che – Le assicuro, Le contraccambio con pari intensità. Ma …………..

Questa è una operazione incondivisibile; ingiustificabile; inammissibile. Forse è pure illecità………chissà…………….

Creda,sarebbe sfuggita anche a me. Mi era – infatti – sfuggita!

Poi, a fine Consiglio Comunale, l’agitazione dei pisquani mi ha insospettito forte; ho approfondito.

Ho scritto dieci banalità, convinto che – se avessero avuto la coscienza sporca – avrebbero reagito con spropositi verbali.

E puntualmente ci sono cascati. Hanno sparato irate fanfaluche, sintomo preciso di pessima coscienza.

Chi? Giannatempo, Reddavide, Romano.

Il trio Lescano: le sorelle Bandiera di questa amministrazione.

Che ( ancora non mi capacito) La vede sorprendentemente, stranamente e – spero per Lei – brevemente coinvolto.

Ferma la reciproca antipatia, Suo

FRANCO METTA

CONSIGLIERE COMUNALE

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  • Nino

    400 euro sono davvero un furto…e poi avete visto cosa si vendeva in alcuni di quegli stand…ROBA NON PROPRIO ORIGINALE, diciamo PARALLELA!

  • ciccillo

    Concordo con il commento precedente….tra gli stand chiusi e quelli che esponevano com’è stato detto merce parallela..insomma…Si può in un mercatino di una festa patronale vendere roba contraffatta anche nei gazebo???se fosse passata la finanza per un controllo sapete che scandalo??