I carabinieri del comando provinciale di Foggia hanno arrestato due romeni accusati di sfruttamento della manodopera clandestina straniera, estorsione e maltrattamenti. Le indagini dei militari, che hanno portato alla luce settimane di caporalato e di sfruttamento a Cerignola, sono iniziate dopo la richiesta di aiuto di un bracciante immigrato che non mangiava da giorni. Grazie alle testimonianze di altri sette stranieri che lavoravano nei campi per la raccolta del pomodoro e dell’uva, ora si sta cercando di fare luce sul reclutamento e lo sfruttamento della manodopera. Gli immigrati vivevano in condizioni disumane, costretti a stare in 20 su un soppalco ricavato all’interno di un piccolo locale al piano terra. Erano arrivati in Italia con la promessa di una paga di 40 euro giornaliere; invece, dopo essere stati privati dei documenti personali, erano stati costretti a lavorare nelle campagne almeno nove ore al giorno senza mangiare e con la promessa che sarebbero stati pagati solo alla fine della stagione. Gli immigrati che si ribellavano venivano minacciati di morte e spesso anche picchiati.

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