Nel corso di un incontro a Bari, l’ Assessore all’Agricoltura Stefàno si è detto disposto a sottoporre la questione  all’attenzione della prossima Conferenza Stato-Regioni. Piena concordanza di vedute con il sindaco di Cerignola Giannatempo, che sta premendo per ottenere un incontro con il ministro Galan. L’obiettivo è portare l’aliquota dal 10 al 4%, così da dare un po’ di respiro agli operatori del settore.

 La Regione Puglia sostiene la richiesta di riduzione al 4% dell’aliquota Iva sull’Iva sull’uva da vino, avanzata nei giorni scorsi dal Sindaco di Cerignola, Antonio Giannatempo, e dagli imprenditori agricoli del territorio. Ha avuto un esito positivo, infatti, l’incontro di oggi pomeriggio a Bari tra l’ Assessore regionale all’Agricoltura, Dario Stefàno, e una delegazione di produttori locali guidata da Salvatore Morano, presidente della Consulta per le Attività Produttive del Comune di Cerignola. Stefàno, infatti, si è detto disponibile a portare la questione alla prossima Conferenza Stato-Regioni e a confrontarsi sul tema con gli atri assessori regionali competenti. “L’atteggiamento dell’assessore  ci è sembrato molto propositivo – spiega Morano- tanto che ha garantito la sua partecipazione anche ad un incontro pubblico con gli agricoltori eventualmente organizzato a Cerignola sull’argomento. Stefàno non ha nascosto le sue perplessità sulla buona riuscita della mobilitazione, ma adesso è importante sapere che almeno c’ è una concordanza di vedute tra Comune e Regione sui passi da fare per portare a casa il risultato che stiamo cercando di raggiungere”. A tal fine, Giannatempo, facendosi portavoce dei disagi dei viticoltori, sta premendo per ottenere un incontro con il ministro delle Politiche agricole, Giancarlo Galan, al quale ha inviato una lettera alcuni giorni fa, nella quale ha sottolineato la pesante incidenza dell’aliquota Iva sul vino, fissata attualmente al 10%, sul costo del prodotto e conseguentemente sul reddito dei viticoltori: “Un’incidenza tanto più grave se si pensa che questa viene versata dagli imprenditori ancor prima di incassare i guadagni della vendita dell’uva. E’ dunque necessario portare dal 10% al 4% l’aliquota, come per tutti gli altri prodotti agricoli”.

Secondo Giannatempo, inoltre, l’ abbassamento dell’aliquota Iva al 4%, oltre che essere una misura di equità sociale,  “avrebbe un’incidenza minima sul bilancio dello Stato, visto che, considerati i prezzi al ribasso, l’introito fiscale annuo si ridurrebbe di poche decine di milioni di euro. Una riduzione, questa, che, tuttavia, sarebbe compensata da una minore evasione e dalla maggiore circolazione economica del vantaggio per i produttori ed inoltre eviterebbe o ridimensionerebbe forme di illegalità diffusa”.  Nella mobilitazione a favore degli operatori del settore, il primo cittadino di Cerignola sta lavorando per coinvolgere altri amministratori locali: la lettera a Galan, infatti, è stata inviata, oltre che allo stesso Stefàno e al presidente della Regione Puglia, Vendola, anche ai presidenti della Provincia di Foggia e della Bat, Pepe e Ventola, agli assessori provinciali competenti, Santarella e Campana, e ai sindaci degli altri 61 comuni della provincia di Foggia e dei dieci comuni della Bat.