In Parlamento il “Popolo della Libertà” ha votato compatto la fiducia al Governo su cinque punti programmatici volti a un rilancio dell’azione di governo nell’interesse del Paese, dimostrando di seguire le indicazioni sia del Presidente del partito sia dei tre coordinatori nazionali. Fin qui la questione può sembrare semplice e comprensibile. Ma mentre Fini si appresta a fondare un nuovo e ulteriore partito, nel PdL, in particolar modo a livello locale, la situazione non è chiara e limpida come può apparire, ma oserei dire che sia alquanto confusa e incomprensibile. Provo a spiegarmi: differentemente dal “Fini pensiero”, io non penso che il PdL non sia mai nato o che non esista più, perché altrimenti non si sarebbero registrate una serie di vittorie elettorali consecutive e a volte anche schiaccianti. Credo che il Popolo della Libertà sia ancora all’inizio del suo percorso politico e sia come un bambino in fasce, perciò merita cure e attenzioni da parte di chi gli vuol bene affinché questi contribuiscano alla sua crescita. E’ risaputo che il progetto del Presidente Berlusconi fosse quello di dar vita ad un soggetto politico moderno, innovativo e più flessibile rispetto ai vecchi partiti. Questa visione modernizzatrice può esser da un lato positiva per via del cambiamento impresso alla politica, ma da un altro può risultare fonte d’incapacità e d’impossibilità di sviluppo e radicamento del “Progetto PdL” nei territori lontani da Roma o dai centri apicali e strutturali del partito. Prendo ad esempio la mia città, CERIGNOLA (FG), premettendo che si tratta di semplici considerazioni personali riguardo la situazione del PdL cittadino; è una mia personale fotografia sullo stato del partito. Esisteva un partito (Alleanza nazionale), poi confluito nel PdL, che aveva una propria struttura ben definita. Era guidato linearmente da un Presidente legittimato ed eletto tramite Congresso cittadino (cosa fondamentale nella democrazia interna del partito!)  e da un Esecutivo che settimanalmente si riuniva presso la sede del partito.
Tutto questo non c’è più. Dov’è il PdL di Cerignola? Il partito a Cerignola non da segni vita e non è percepibile la sua presenza politica. Non abbiamo un Coordinatore legittimato ma ben due Commissari locali con poteri limitati, quindi se non c’è un Coordinatore, risulta paradossale avere un esecutivo cittadino, ovviamente. Di conseguenza le riunioni di partito, l’organizzazione delle attività politiche del partito e la sua gestione ordinaria risultano”momentaneamente assenti”. Perché non si provvede ancora a nominare un nuovo Presidente pienamente legittimato (anche se sarebbe di gran lunga preferibile avere un Coordinatore ELETTO)? Infine il movimento giovanile del PdL è anch’egli inesistente a Cerignola, mentre sono a conoscenza di altre realtà in cui agisce fattivamente e realmente. Detto ciò, attualmente, pur con dispiacere e rammarico debbo constatare che il Popolo della Libertà, inteso come partito nel senso classico del termine, ovvero ben organizzato e strutturato sul territorio, non funziona come dovrebbe. A Cerignola, ma credo anche in diverse realtà, esiste solo il “partito degli eletti”. Non che questo sia un male, ma sono convinto che gli eletti si debbano riconoscere in una linea di partito dettata in modo autorevole, chiaro e lineare. Un partito del 30 – 35 % non può essere carente di organizzazione proprio nella base della struttura, ovvero nei territori. Con questo non intendo minimamente dar colpe ai nostri Commissari cittadini, ma mi preme solo sottolineare lo stato attuale del Partito cercando di indirizzare, dal lato del mio poco peso politico, il PdL verso una svolta: Congressi locali e provinciali entro la primavera del 2011. Da questo punto di vista mi sento in linea con la proposta lanciata mesi fa dal Sindaco di Roma Gianni Alemanno: “Non dei congressi di tessere, ma delle assemblee che, attraverso un voto ponderato, siano il risultato della somma delle preferenze espresse da eletti, iscritti ed elettori”. Anche il Presidente Berlusconi si è detto d’accordo su questa linea: “Dobbiamo far crescere il nostro partito, organizzarlo sempre meglio sul territorio, garantendo la piena partecipazione democratica a tutti gli iscritti e a tutti gli elettori secondo quanto previsto dallo statuto per lo svolgimento dei congressi comunali e provinciali”. Quindi intendo rilanciare la proposta di petizione dell’On. Alemanno per indire i Congressi per l’elezione dei Coordinatori Comunali e Provinciali del PdL entro la primavera del 2011.

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