AGGIORNAMENTO ORE 23.55 Dopo l’approvazione anche del sesto punto all’ordine del giorno si passa all’esame del settimo accapo: il cosiddetto “piano commercio”, sulla implementazione di aree commerciali del centro cittadino. Metta incalza ed esordisce nel dibattito affermando che innanzitutto la perimetrazione dell’area è stata modificata rispetto all’origine. Il piano a suo dire non è tipizzato, non ha elementi di novità, senza studi sulle aree di parcheggio, sul traffico, sostanzialmente incompleto e non ponderato per la città. Non vi è un censimento degli esercizi attuali per settori e merci, senza contare il fattore extracomunitari. Conclude dichiarando che la aree di media grandezza che saranno in caso costruite sono eccessive e penalizzanti per i piccoli esercenti. L’assessore Romano ribatte alle questioni sollevate dicendo che il piano è a posto, supportato poi dagli interventi a favore di alcuni consiglieri di maggioranza quali Di Stefano, Laguardia, Reddavide. “Contrario” invece Morano, che si fa portatore delle istanze dei piccoli commercianti ricordando il periodo di crisi. Perplessità anche da Ratclif della Cicogna, Dalessandro e Giurato del PD e Ruocco dei Moderati. Scoppia un caso però nella maggioranza: Mennuni dell’Udc chiede di ascoltare i due tecnici presenti a supporto di Romano per chiarire alcuni punti critici emersi nel dibattito, ma al diniego del Presidente Curiello in aperto dissenso con lui e il sindaco Giannatempo abbandona l’aula. Pare che fuori dall’aula consiliare Laguardia e Carbone abbiano avuto un diverbio con Mennuni, il quale non si lascia convincere al rientro e se ne va. Problema in vista per Giannatempo? Il sindaco dopo le ulteriori parole di bontà sul piano predisposto dette da Romano chiude il dibattito e spera che l’approvazione sia condivisa il più possibile, chiedendo l’unanimità. Vengono proposti degli emendamenti e ancora le solite, intense polemiche incrociate tra l’assessore Romano e Metta, che si scaglia anche contro la maggioranza. La votazione ha esito positivo: maggioranza e PD a favore, La Cicogna contraria, Ruocco astenuto. Punto approvato e la seduta è tolta alle ore 23.55.

AGGIORNAMENTO ORE 20.30 La discussione sui debiti fuori bilancio è accesa e prolungata: Metta in un intenso intervento espone le sue ragioni sinteticamente riducibili qualche pillola: Gallo nasconde i debiti, il deliberato che si propone è falso, possibile che tutti i debiti siano fuori bilancio? E chiede un atto di responsabilità all’assessore: ammettere gli errori, chiedendo un approfondimento sulla questione. Inoltre La Cicogna contesta il fatto che non siano stati consegnati tutti gli atti registrati. Ancora interventi e ancora polemiche. Iniziano le dichiarazioni di voto, ed Allamprese del PdL afferma di non voler partecipare alla votazione in quanto in situazione di incompatibilità per alcune cause in corso contro il Comune, chiedendo allo stesso tempo se altri colleghi siano nella stessa posizione. Metta risponde che la richiesta non è congrua, poichè l’astensione si verifica in sola condizione di vantaggio, rivolgendosi al giovane collega dicendo di aver perso un’occasione per stare zitto. Ruocco dei MpT chiede ed ottiene l’approvazione di due emendamenti tranne il favore della maggioranza. Il voto sul deliberato è favorevole alla fine: maggioranza con Ruocco, contrario il PD, astenuti i componenti della Cicogna. Si passa poi al punto successivo.

AGGIORNAMENTO ORE 18.50 Il terzo e il quarto punto all’ordine del giorno vengono approvati all’unanimità: l’adesione a due campagne; una mondiale contro la morte dell’iraniana Sakineh, l’altra adesione alla campagna “Comuni liberi dalla pubblicità che offende le donne”. Il quinto punto è di acceso dibattito: interviene Casarella (PdL) il quale denuncia i debiti comunali nei confronti della associazioni sociali richiedendo un impegno a sanarli dell’Amministrazione. Tonti (PD) sostiene che gran parte delle posizioni debitorie sono dovute a spese legali, di contenzioso e chiede una lista di avvocati alla quale rivolgersi per le cause per non favorire gli stessi che difendono il Comune da anni. L’assessore al ramo Gallo, risponde che le situazioni di debito sono pregresse, dovute ad amministrazioni precedenti e al periodo di commissariamento. La parola passa a Mansi dell’Udc, che snocciola dati sui debiti dell’ente: oltre il 50% per spese legali pari a 1,6 mln di euro; 300 mila per la polizia municipale; 580 mila per servizi sociali. Conclude affermando che la maggioranza vigilerà sulle spese dell’Amministrazione. Monterisi (La Cicogna) accende gli animi. La delibera proposta è diversa da quella consegnata in precedenza ai consiglieri, ci sono soldi in più rispetto a quanto si evince, incongruenze con gli esatti importi tra le varie voci. Fa un esempio: con i soldi spesi per la stagione culturale provenienti da variazione di bilancio, si potevano pagare gli ammanchi verso polizia municipale, servizi sociali ed affari generali. Chiede il ritiro della delibera con l’inserimento di tutte le poste certe, sanando l’incompleto elenco a suo dire dei documenti presentati. L’assessore Gallo ribatte dicendo che la delibera in possesso ai consiglieri è stata varata poi in commissione. Il dibattito prosegue ancora con altri interventi.

AGGIORNAMENTO ORE 17.10 Il consiglio comunale parte alla seconda convocazione alle 16.30: dopo l’inno, iniziano i lavori e subito Franco Metta della Cicogna pone delle interrogazioni urgenti da porre alla Giunta. La prima riguarda la sporcizia in città e in particolare negli edifici scolastici e in quartieri di periferia la situazione è critica con la presenza di roditori all’interno delle scuole. Il sindaco Giannatempo risponde che le misure adottate in questi giorni sono palliative, poichè non è periodo di sanificazioni a tutti i livelli, ed afferma ancora il primo cittadino, non crede che il problema riguardi altre scuole cittadine. La seconda interrogazione posta dalla Cicogna è focalizzata sulla Ladisa, la ditta che produce pasti per le mense scolastiche ma operante in zona industriale. Il sindaco risponde che le tesi sostenute dall’avvocato sono opinabili, tanto più che la proprietaria dei locali dove la Ladisa opera ha comunicato la diversa destinazione dei capannoni. Per entrambe le interrogazioni, Metta si dichiara insoddisfatto delle risposte.

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