La cooperativa sociale “Pietra di Scarto” di Cerignola, con il patrocinio dell’Amministrazione Comunale e in collaborazione con il coordinamento cittadino di Libera, dà inizio alle operazioni di raccolta delle olive sul terreno confiscato alla criminalità organizzata e ricevuto in gestione a giugno di quest’anno. Il podere, situato in contrada “Toro”, è stato ripristinato nel corso dei mesi estivi anche grazie al lavoro di dieci volontari di Libera provenienti dalle regioni del Nord Italia. Il progetto per il suo riutilizzo a fini sociali prevede la conversione all’agricoltura biologica. I frutti di questa terra “liberata” non diventeranno dunque solo simbolo di legalità ma anche di un’agricoltura sana e attenta a preservare e valorizzare le risorse del territorio. Le olive, appartenenti alla pregiata varietà “Bella di Cerignola”, saranno raccolte a partire da martedì 12 ottobre da operai specializzati e da volontari. Inoltre, grazie al coinvolgimento dell’Associazione Superamento Handicap, alla raccolta parteciperanno anche ragazzi portatori di diverse abilità. Il progetto di riuso sociale del bene confiscato ha infatti come obiettivo l’inclusione lavorativa di soggetti svantaggiati a cui spesso è precluso l’accesso al mondo del lavoro. Partner dell’attività, oltre all’Associazione Superamento Handicap e al Comune di Cerignola, saranno anche la Cooperativa Sociale “Altereco” e la Cooperativa “Santo Stefano” entrambe di Cerignola. Il laboratorio di legalità e di sviluppo sostenibile che sorgerà sul terreno confiscato e che sarà prossimamente inaugurato sarà intitolato a Francesco Marcone, Direttore dell’Ufficio del Registro di Foggia ucciso dalla mafia nel 1995.