L’Amministrazione comunale si affiderà ad un pool di professionisti per individuare eventuali crepe nell’iter burocratico che ha portato all’approvazione della costruzione dell’impianto a poca distanza da Borgo Tressanti.

Un pool di professionisti, per analizzare tutto l’iter burocratico che ha consentito al gruppo Marcegaglia di ottenere l’approvazione alla realizzazione del termovalorizzatore in contrada Paglia, nell’agro di Manfredonia, a notevole distanza dal centro abitato della città sipontina ma vicino a Borgo Tressanti. E’ la soluzione proposta dalle commissioni Sanità ed Ambiente, guidate rispettivamente dai consiglieri Savino Laguardia e Marcello Moccia, che ieri si sono riunite congiuntamente per discutere del “regalo” del Comune di Manfredonia.

L’obiettivo è individuare eventuali crepe ed irregolarità al fine di rendere quanto più possibile la vita difficile a una struttura, la cui presenza rischia di creare danni alla salute e all’economia agricola della più popolosa delle borgate di Cerignola. Un obiettivo assolutamente condiviso da tutti gli schieramenti rappresentati in Consiglio Comunale e che si intende raggiungere insieme al Comitato spontaneo di cittadini che stanno conducendo una tenace battaglia contro l’entrata in funzione dell’impianto. Ma l’Amministrazione si sta muovendo anche per sensibilizzare sulla questione i comuni limitrofi, come spiega Laguardia: “Il problema non riguarda solo Cerignola; le ricadute negative della presenza del termovalorizzatore sulla salute e l’ economia dei paesi vicini potrebbero essere notevoli. E’ questo che abbiamo detto ai sindaci del Basso Tavoliere, che stanno dimostrando di avere consapevolezza della gravità di alcune scelte calate dall’alto sulla testa dei cittadini, senza che questi venissero minimamente consultati”. E di questa mobilitazione, lo stesso Laguardia e Moccia hanno informato i rappresentanti del comitato e gli esponenti di gruppi ambientalisti presenti alla riunione delle due commissioni.

Poche ore prima della seduta congiunta delle due commissioni, il segretario provinciale del Partito Democratico, Paolo Campo, parlando dello stabilimento per la produzione di clinker nel territorio comunale di Apricena –  un cementificio che verrà costruito a soli 3 km dal centro cittadino e produrrà sostanze inquinanti quali polveri sottili, ossidi di azoto, ossidi di zolfo, cloruri, acido fluoridrico, metalli, diossine e furani, monossido di carbonio e altro ancora – ha rilasciato una dichiarazione con la quale condanna la scelta di quell’Amministrazione comunale. Scelte operate, ha detto, “senza alcuna concertazione sociale e istituzionale». Per cui, aggiunge, “il Partito Democratico chiede l’intervento dell’Amministrazione provinciale per favorire un’equilibrata programmazione dell’uso del territorio”.A parlare è lo stesso Paolo Campo, fino a pochi mesi fa sindaco di Manfredonia – comune i cui rifiuti vengono peraltro conferiti nell’impianto complesso di Forcone Cafiero, sempre a Cerignola – che negli anni scorsi, proprio in qualità di primo cittadino, ha lottato con le unghie e i denti per strappare alla Regione Puglia l’autorizzazione, poi ottenuta, per la costruzione del termovalorizzatore a due passi da Borgo Tressanti.