Oggi in Consiglio Comunale il riconoscimento al Dirigente del Commissariato di Pubblica Sicurezza, che lascia il suo incarico dopo sei anni nella nostra città. Il Sindaco Giannatempo: “Esemplari le sue doti professionali e la collaborazione fornita in ogni momento a questa Amministrazione”

Dopo sei anni, Luciano Di Prisco lascia il suo incarico di Dirigente del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Cerignola. Sei anni, quelli vissuti nella nostra città, contrassegnati da risultati importantissimi nella lotta al crimine in un territorio alquanto difficile. L’Amministrazione comunale ha voluto ringraziare Di Prisco per la sua opera conferendogli la cittadinanza onoraria nel corso della seduta del Consiglio comunale tenutasi stamane. “Se le forze dell’ordine, in questi anni, hanno retto alla pressione della sempre aggressiva criminalità organizzata e hanno assicurato un efficace controllo del territorio, buona parte del merito è sua – ha detto il Sindaco Antonio Giannatempo riferendosi a Di Prisco – in un’area come questa, contrassegnata da un’altissima densità criminale e in cui vengono commessi i reati più disparati, il dirigente ha saputo coordinare al meglio le risorse umane a sua disposizione. Ho avuto modo di apprezzare le grandi doti professionali del dottor Di Prisco, la sua abnegazione ed umanità, e non posso non rimarcare l’esemplare collaborazione da lui fornita in ogni momento e in tutti i modi al Comune di Cerignola”. Il primo cittadino, sottolineando le innumerevoli operazioni condotte contro gruppi dediti allo spaccio di droga, alle rapine, ai furti e a diversi altri tipi di reati, ha sottolineato che tutto ciò è avvenuto in condizioni di lavoro disagiate, “in un territorio che richiede la presenza di nuove unità, perché quelle a disposizione, seppure si contraddistinguano per  l’ altissima professionalità, purtroppo non bastano. Per quanto ci riguarda, solleciteremo il ministero dell’Interno a venirci incontro, in modo da ottenere un ulteriore rafforzamento dell’organico del locale Commissariato”. Giannatempo ha infine ribadito che la sicurezza dei cittadini rappresenta un obiettivo prioritario per quest’Amministrazione: “E’ determinante ripristinare il pieno rispetto delle regole in tutti gli ambiti della vita cittadina, riaffermare in tutte le maniere possibili il primato della legalità. Cerignola è dei cittadini che la abitano e la amano e non si piegherà mai al giogo di chi ha tentato, tenta e tenterà di trasformarla in una terra di nessuno”  Anche il Presidente del Consiglio, Natale Curiello, ha voluto ringraziare Di Prisco per ciò che ha fatto per la città: “ Non solo ha saputo garantire un efficace controllo del territorio, ma è anche riuscito a creare un dialogo con la popolazione, con cui ha creato un’ empatia positiva in anni in cui la sfiducia verso le istituzioni ha assunto dimensioni preoccupanti”.

E Luciano Di Prisco, visibilmente commosso, ha ringraziato l’ Amministrazione e il Consiglio comunale “per questo gesto, che mi gratifica moltissimo”. “Perché – ha aggiunto – per un servitore dello Stato, non è cosa di tutti i giorni ricevere un riconoscimento come la cittadinanza onoraria. Se a Cerignola abbiamo raggiunto risultati importanti nella lotta alla criminalità, è anche perché ho sempre potuto contare su grandi interlocutori istituzionali, come il sindaco Giannatempo, il commissario prefettizio Michele Di Bari e l’ex primo cittadino Matteo Valentino, e perché il mio compito è stato facilitato dal personale con il quale ho lavorato, di altissimo livello, tanto che il nostro Commissariato è preso a modello in Puglia. E ciò, consentitemi di dirlo, mi rende due volte felice, perché questo è un territorio molto difficile, dove va compiuto uno sforzo comune nel trasmettere i valori della legalità: le scuole, le istituzioni, le parrocchie. Tutti, insomma, sono chiamati a collaborare”.

Il Consiglio comunale ha poi approvato l’istituzione di una commissione consiliare d’inchiesta per verificare l’eventuale esistenza di un collegamento tra la morte per cirrosi epatica di alcuni ex dipendenti dell’ Asia e il lavoro che svolgevano. La commissione sarà composta da sette consiglieri – che lavoreranno gratis-  quattro della maggioranza e tre della minoranza. La presidenza andrà all’opposizione. Entro otto mesi si impegneranno a fornire i risultati del loro lavoro. “Da parte mia non c’è nessuna volontà accusatoria nei confronti dell’Asia – spiega il consigliere del Pdl Michele Allamprese, che ha richiesto la creazione di questa commissione – spero di cuore che non venga accertato alcun nesso tra la morte di queste persone e il loro lavoro. Mi fa piacere che anche l’opposizione abbia riconosciuto il fine nobile dell’iniziativa”. Rinviati gli altri ordini del giorno, l’analisi dei provvedimenti adottabili per la sicurezza del cimitero comunale e il dibattito sulla sanità, in particolare sulla situazione dell’ospedale Tatarella”.