Trascorso praticamente un terzo del campionato di Eccellenza, proviamo a tracciare un primo bilancio del torneo, con particolare attenzione alla squadra della nostra città. Non ci sono esagerate sorprese in testa alla classifica: Martina capolista solitario con 24 punti, a seguire due formazioni accreditate alla vigilia come Bisceglie e Copertino, poi Vieste e Cerignola. Le maggiori pretendenti sono lì, ad eccezione forse proprio del Racale che è attardato ad otto punti dagli itriani, ma sul cui organico non ci sono obiezioni in termini di potenzialità. Il Manfredonia invece è la più deludente finora; d’accordo il fallimento e l’allestimento della squadra in tutta fretta, però un punto in dieci gare è davvero un bottino striminzito pur volendo concedere tali attenuanti. L’Audace dunque: la posizione in classifica è buona, in zona playoff, l’ambito di competenza fissato in estate dalla società. I diciotto punti conquistati sinora rendono merito ad un gruppo di giocatori che vale almeno quella posizione, e la riprova si ha nella semifinale raggiunta in Coppa Italia ed una striscia di otto risultati utili in campionato interrotta tre giorni fa. Per la finestra di mercato di dicembre sembra doveroso acquistare un altro attaccante che sopperisca alle giornate storte di Giacco ed un altro centrale che faccia rifiatare i vari Lasalandra e Trovato già colpiti da infortuni. La sconfitta interna contro i leccesi porta con sé ancora delle tracce ben visibili su due fronti. Il primo riguarda le giuste lamentele del presidente Dinisi e dell’intera dirigenza sull’operato di certi arbitri, e il caso del sig. Iovine ne rappresenta l’ultimo esempio. Il patron gialloazzurro afferma che i direttori di gara fuori regione non danno garanzie di migliore qualità, che alla sua squadra non viene fischiato un rigore da due anni, che gli sforzi per ambire a certi traguardi vengono vanificati da direzioni di gara così scadenti. Non abbiamo santi in paradiso -continua- né sponsor che facciano pressioni sui “poteri forti”. Non mettiamo in dubbio le parole del massimo dirigente; il dato di fatto è (semplice considerazione, non volendo intentare una polemica) una sorta di mancanza di “presenza” della società nelle alte sfere della federazione. Con questo non si vuole dire che bisogna accomodarsi gli esiti di alcune partite per tale via, semplicemente per esigere maggiore rispetto e trasparenza di azione allo scopo di ottenere un trattamento uniforme, il più possibile per tutti. E Dinisi si muoverà in tal senso, facendo visionare quanto successo al “Monterisi” domenica. Il secondo “caso” si focalizza su presunti sgarbi nell’accoglienza delle società avversarie: nel penultimo turno casalingo, il Locorotondo si era lamentato per atteggiamenti intimidatori rivolti a giocatori e dirigenti; il presidente del Racale invece ringrazia per l’ospitalità impeccabile, sperando di poter fare altrettanto al ritorno. C’è un fatto strano però: sul sito ufficiale della società salentina si legge testualmente: «meglio non fare nessun accenno di cronaca in quanto dovrebbe essere un elencare di atti che con lo sport non hanno niente a che fare», riferendosi anche a tali “precedenti” nei confronti di altre compagini. Chi dice la verità? Il presidente De Lorenzis o il sito ufficiale della società? In verità per chi era allo stadio, a parte comprensibili manifestazioni di dissenso e contestazioni all’arbitro, non ci sembra si siano verificati episodi incresciosi. Intanto si avvicina la trasferta di Martina: entro domani le decisioni del giudice sportivo sui provvedimenti da adottare per i tesserati dell’Audace. Con la speranza che non vi sia un contraccolpo mentale negativo per ricominciare a lottare contro le altre pretendenti, e con fischietti che non si aggiungano agli undici canonici giocatori avversari.