“Pece,neo assessore? Buon lavoro. Un voto augurale,sincero,non esclude una valutazione politica,che è di grandissima preoccupazione ed imbarazzo. Per l’uso personalistico,strumentale e privo di scrupoli,che, ancora una volta fa’,delle istituzioni e anche delle persone Antonio Giannatempo. Leggo di riserve e critiche da parte di Castellano,per il PdL, e di Borraccino,per l’UdC. Si acquietino: contano quanto il due di coppe,se briscola è denari. Come pretendono che il Sindaco si curi dei partiti,se utilizza come zerbino le istituzioni e gli individui. L’incarico a Pece non è che la mossa finale dello “scacco” al Re,orchestrato da “sin sin”,in danno del nemico personale n.1: ROBERTO RUOCCO. Che intontito dalla “trombatura”,ancora di più che dal Suo telefonino incorporato,assiste tramortito al proprio declino personale e politico,senza avere la capacità di una benché minima reazione. Per comprendere quel che sta succedendo,come in ogni romanzo di appendice, bisogna fare,insieme ai lettori,un “passo indietro”. All’indomani delle elezioni,il gruppo ruocchiano e tarquiniano( dimenticarsi degli interessi cerignolani di Tarquinio è un grosso errore che stanno commettendo tutti i commentatori e gli osservatori politici) pensò di tenere “sotto schiaffo” il Sindaco. Gli indirizzò un chiarissimo “statti attento”,quando in sei: Vitullo e Di Stefano,Bombino e Casarella,Netti e De Feudis si autoproclamarono “gruppo” e,persa la battaglia per l’assessorato a Vitullo, ingiunsero al Sindaco “un alto profilo” nella composizione della Giunta. Voleva essere minaccioso l’avvertimento,era solamente funzionale al giochetto che “sin sin” aveva già in mente. Farsi scudo con il Suo peggior nemico; nascondersi dietro alla massiccia sagoma di Robertino,per proteggersi da complicazioni,che apparivano gravi ed imminenti e,per Lui, esiziali. Ma l’Uomo,non sarà una vetta,ma furbo lo è di certo. Ruocco,nel suo stordimento,insensibile agli appelli accorati dei Suoi stessi amici e sostenitori,accettò l’abbraccio mortale di Gianna. Nella sua cieca supponenza pensava di condizionare o limitare o controllare il Sindaco,che,viceversa, facendosi scudo del corpaccione del Suo principale ed assoluto nemico, aveva il tempo di svuotargli il panierino dei consensi politici,con un abile mercimonio delle istituzioni stesse. Difendendo oltre ogni ragionevole considerazione urbanistica la lottizzazione “Santa Barbara” si è accontentato Vitullo,facendo la gioia di Pasquale Alicino e di Cianci,i due lottizzatori principali,entrambi vicini vicini al capogruppo del PdL. Promuovendo,oltre ogni ragionevole pudore,a dirigente comunale la moglie di Mario Di Stefano,Giannatempo ha messo a segno il secondo punto: meno due,dunque. Onofrio Bombino,mentre scrivo,sta firmando il contratto di lavoro a tempo indeterminato per la SIA: auspice Giannatempo,obbediente,come al solito, l’architetto Vasciaveo,che ad una città che desidera spazzini,continua a regalare impiegati: meno tre. L’effervescente attivismo di Casarella è stato azzittito con la promessa che la delega alla Cultura,trattenuta dal Sindaco,sarà di fatto esercitato dal consigliere pidiellino; stessa promessa fatta a Franco Conte; ognuno dei due pensa di essere il prescelto; ad ognuno dei due Gianna garantisce che sta prendendo in giro l’altro; ma le due promesse sono eguali e contrarie; di fatto si annullano a vicenda,tanto della cultura il Gianna non sa che farne. Svuotato il gruppo Ruocco \ Tarquiniano,Gianna ha proceduto alla fase due: l’eliminazione dello stesso Ruocco. La nomina di Pece contiene questo messaggio a Ruocco: “Non conti niente; se resti, resti alle mie condizioni; se te ne vai,mi fai un grande piacere”. Due ore prima dell’ufficializzazione della nomina, Robertino ancora millantava credito e potere; garantiva che mai e poi mai Pece ( quello delle “dieci buone ragione per non votare Ruocco) sarebbe entrato in Giunta. Invece Pece in Giunta c’è! E Ruocco s’è arrabbiato: di brutto. E ha provato a reagire: e finalmente s’è accorto che …….non conta più un niente……….Ha convocato i “suoi”,ma non s’è presentato quasi nessuno. S’è lamentato con Tarquinio,ma solamente per apprendere dall’ex amico che,purtroppo,questa è la politica. Ciao Robertino,chi ha cartucce spara; Tarquinio non ha più bisogno di un politico in estrema unzione. Nella circostanza Tarquinio ha comunicato a Ruocco che il prossimo coordinatore cittadino del PdL sarà Michele Di Stefano; in quota Tarquinio: Tarquinio e basta! Ditelo a Castellano,così fa’ a meno di farsi inutilmente cattivo sangue. Sistemato Ruocco,Pece serve anche ad altro: a tenere un piede in Futuro e Libertà. In gioco ci sono le prossime politiche. Con Ruocco in calo; Farina in crescita;Giannatempo a cavallo di Fini e Berlusconi; di Pdl e Fli: indifferentemente. Pronto a cacciare Pece,esattamente come fece l’altra volta – dopo avergli promesso falsamente che le dimissioni sarebbero state respinte – se l’opzione futura non prevedesse il sostegno di Tatarella. Che quadretto edificante! A Ruocco non rimane che provare ad attivare gli amici romani; ma quello che fu un ascoltato capo corrente,sia pure di livello provinciale; oggi altro non è che un petulante questuante. Alle cui telefonate si risponde,ma solamente dopo aver premesso: “ Oh Dio,ancora questo: di che si lamenterà questa volta?”. Intanto i miei dirimpettai in Consiglio continuano ad alzare mani. Sempre meno convinti,sempre meno giulivi. Sempre più con l’impressione che,alle loro spalle………..Bé non c’è bisogno di spiegare. Intelligenti pauca! E,poi, alle spalle,alle vostre spalle,che potrà mai succedere?

P.S. Ancora tutti convinti che Merlicco s’è dimesso per ragioni “familiari”? E allora ditelo,che stanotte i “morti” hanno portato dolci ai bimbi buoni; carbone a quelli cattivi.”

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