Negli ultimi vent’anni, ad esclusione del triennio 2005-2008, con l’esperienza del progetto “Casa Di Vittorio”, le politiche culturali del comune di Cerignola sono state indirizzate verso strade che non sempre erano coerenti con quella che era la reale memoria storica della città. Sembra quasi che si siano volute scordare le origini contadine e bracciantili proprie della nostra città puntando ad una cultura “alta”. Così è stata svuotata di significato la manifestazione del primo Maggio, unica per la ritualità e per caratteristiche quella di Cerignola, e la figura di Di Vittorio è stata celebrata solo come quella di un illustre cittadino al quale dedicare strade e scuole. Coerentemente con questa scelta politica niente è stato fatto per il recupero di quella che è stata ed è tutt’ora la principale opera d’arte di Cerignola ovvero “Giuseppe Di Vittorio e la condizione del Mezzogiorno” meglio conosciuto come il Murale di Di Vittorio, preferendo investire su beni ed eventi dalla dubbia attrattiva turistica e dal discutibile radicamento nel territorio.

Le vicende del murale sono note a tutti: smembrato per il rifacimento della Piazza, è stato conservato in stato di abbandono in magazzini comunali dove la struttura portante è stata del tutto perduta e i pannelli distrutti in frammenti dalla svariate dimensioni. La Fabbrica di Nichi di Cerignola pensa che il recupero della memoria debba passare attraverso quello che è il recupero visivo dell’identità collettiva. Un’opera d’arte che appartiene al popolo di Cerignola, essendo esso il vero committente, deve ritornare ad essere pubblica. Per questo insieme allo studioso Giovanni Rinaldi, che mai ha abbandonato la lotta per il ripristino del murale propone la nascita di un comitato che dovrà organizzare azioni per sensibilizzare la cittadinanza all’importanza storico-artistica dell’opera e per l’attuazione del ripristino del murale in una sede consona alla sua natura e al suo valore.

Nello specifico il comitato si pone come obiettivi:

  • –          La messa in sicurezza dell’opera con conseguente catalogazione di ogni singolo frammento
  • –          Una raccolta firme per una petizione popolare
  • –          La diffusione tra la cittadinanza e soprattutto tra i ragazzi della conoscenza dell’opera
  • –          La creazione di focus group per raccogliere idee su una potenziale sede per l’opera
  • –          L’ analisi di tutti gli stakeholders per individuare possibili finanziatori
  • –           La creazione di una tavola di esperti per studiare la fattibilità del restauro

Il comitato è aperto ad ogni tipo di suggerimento e accoglie ogni proposta. Potete contattarci sul gruppo face book “Salviamo il murale di G. Di Vittorio”

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  • Palumbo Francesco

    Da ex assessore alla cultura oltre che essere stato il promotore della nascita del progetto poltico-culturale “CASA DI VITTORIO”,sono oltremodo orgoglioso che un gruppo di giovani che ancora si riconosce nella valori di eticità e moralità che il nostro illustre concittadino ci ha tramandato,abbiano accolto con tale entusiasmo l’appello lanciato dall’amico Gianni Rinaldi, con il quale abbiamo sviluppato nel corso del triennio che veniva richiamato una ricca e corposa collaborazione,dando vita,finalmente,ad un percorso di conoscenza e approfondimento della figura di Di Vittorio che credo era il minimo che questa città potesse tentare di fare per questo grande figlio della nostra terra.Approfitto nel segnalare la mia totale disponibilità per cercare di ridare vita e fattibilità ad uno dei progetti a cui l’allora assessorato alla cultura aveva,pur tra mille difficoltà,iniziato ad occuparsene mettendo a punto una progettualità che mirava al ripristino,al restauro ad una sua nuova installazione,affinchè la nostra intera comunità potesse dinuovo fruire di una grande opera artistica oltre che riappropiarsi di una parte della sua storia relativa ad un suo recente passato.Un affettuoso saluto con un grande BUON LAVORO