Una banda di sette rapinatori cerignolani che periodicamente faceva la spola con il Nord Italia per “ripulire” le banche. Quattro sono stati arrestati in un ristorante di Rimini dove stavano pranzando al ritorno da un raid in una banca di Verbania, ad altri due complici già in carcere per altri motivi è stata notificata un’ordinanza di custodia cautelare, un settimo è stato arrestato dagli agenti del commissariato di Cerignola. In terra romagnola sono stati fermati Matteo Guglielmi, di 44 anni, Vincenzo D’Achille, di 21 anni; Michele Dazzeo, di 27 anni; Lorenzo Cormio di 26 anni: erano stati arrestati giovedì scorso dopo essersi fermati a consumare un pranzo di… lavoro in un ristorante di Rimini. All’uscita hanno trovato una trentina di carabinieri che… hanno saldato il conto. Secondo gli inquirenti erano di ritorno da Verbania, dove avevano messo un colpo alla locale filiale della Banca popolare di Lodi portando via circa 7500 euro. Altre due ordinanze in carcere sono state notificate ad Antonio Rubbio, di 20 anni, e Matteo Merra, di 29 anni. Il settimo arrestato è Mauro Renna, di 21 anni: è stato rintracciato nelle vicinanze di casa e alla vista dei poliziotti ha tentato di disfarsi di una sim telefonica e di un cellulare. Veniva invece bloccato e trasferito al carcere di Foggia a disposizione dell’autorità giudiziaria. (da daunia news)

Gli agenti del Commissariato di Polizia di Cerignola, sono riusciti a bloccare, a circa 15 chilometri dal centro abitato, il pregiudicato Alberto Macchiarulo, di anni 26, latitante da luglio scorso. L’uomo è arrestato mentre, insieme al fratello, percorreva la provinciale 62 Cerignola – Trinitapoli: probabilmente si stavano recando in un altro nascondiglio. Allo stesso gli è stato notificato il provvedimento restrittivo, emesso dall’ Ufficio Esecuzioni Penali della Procura Generale della Repubblica di Bari, per il quale dove espiare 3 anni , 8 mesi e 14 giorni di reclusione, per i reati di resistenza a Pubblico Ufficiale, rapina in concorso, omicidio colposo ed altro e successivamente dopo le formalità di rito, veniva tradotto presso la Casa Circondariale di Foggia per l’espiazione della pena.
(da teleradioerre)

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