Gli imprenditori cerignolani salutano con entusiasmo il varo del provvedimento, da parte del Parlamento, riguardante la proroga delle agevolazioni per le assunzioni dei braccianti, richiesta dall’Amministrazione comunale e dalle organizzazioni di categoria. Il Sindaco Giannatempo: “Abbiamo detto che non avremo lasciato soli gli imprenditori: senza sostegno all’agricoltura non si va da nessuna parte”. Finalmente una bella notizia per gli agricoltori: il Parlamento ha approvato alcune misure riguardanti la fiscalizzazione degli oneri sociali, che di fatto consentono la proroga delle agevolazioni per le assunzioni dei lavoratori del settore. Gli imprenditori agricoli continueranno a versare circa il 50% dei contributi per i braccianti, vale a dire una quota giornaliera di quasi 11 euro. E’ esattamente quello che i diretti interessati chiedevano: da quando, infatti, il provvedimento non era stato più finanziato, vale a dire dal 31 luglio, le giornate di lavoro dichiarate all’Inps erano crollate. “Il rischio, insomma, era che il sommerso finisse con il monopolizzare tutto il lavoro agricolo – commenta Salvatore Morano, presidente della Consulta comunale per lo Sviluppo e Programmazione Aree Produttive – il regime di contribuzione agevolata è un provvedimento che dà linfa al settore: senza questa misura, il crollo delle assunzioni sarebbe proseguito e avrebbe provocato ulteriori perdite di reddito per gli agricoltori per svariati milioni di euro, senza contare i danni per il sistema previdenziale”. Nell’ultima riunione della Consulta, tenutasi ieri, i sindacati di categoria hanno sottolineato il concreto interesse mostrato dall’Amministrazione Comunale per i problemi dell’agricoltura. Un apprezzamento che il primo cittadino, Antonio Giannatempo, commenta così: “Avevamo detto che non avremmo abbandonato gli agricoltori, e ci stiamo muovendo in questa direzione con iniziative concrete, contrariamente a quanto afferma una parte dell’opposizione, che si esercita quotidianamente in polemiche pretestuose che non producono nulla di positivo. Siamo pienamente consapevoli del fatto che se non si garantisce un sostegno a questo settore, a Cerignola non si va da nessuna parte”. Un concetto condiviso dal direttore per l’Agenzia comunale per l’Agricoltura, Pasquale Barrasso: “Il percorso che stiamo seguendo prevede un confronto continuo con gli agricoltori su tutte le questioni riguardanti il settore. I numerosi incontri finora avuti significano che vogliamo procedere congiuntamente per dar vita a una strategia in grado di  migliorare la situazione”. Sempre ieri, le organizzazioni di categoria hanno denunciato l’esistenza di un numero enorme delle cosiddette figure miste: persone che nella vita fanno i meccanici piuttosto che gli imbianchini ma che risultano assunte come braccianti da aziende agricole del territorio, pur non sapendo nemmeno che cos’è il lavoro della terra. “Le organizzazioni hanno sollecitato un intervento dell’Amministrazione comunale anche in questo senso – ha spiegato Morano – è chiaro che la verifica di situazioni di questo tipo compete all’Ispettorato del Lavoro; noi, come Comune, possiamo lavorare perché non cali l’attenzione su questo versante. Al tempo stesso, i sindacati hanno sottolineato l’ abnorme utilizzo di cittadini extracomunitari, molti dei quali irregolari e naturalmente sfruttati. C’è bisogno di un nuovo giro di vite in termini di ripristino della legalità”. Se il numero di lavoratori stranieri sfruttati raggiunge percentuali che rimangono da record a livello nazionale – come ai tempi dell’inchiesta di Fabrizio Gatti sull’Espresso – quello dei braccianti, sia italiani che stranieri, specializzati, tocca livelli irrisori. “Per questo – conclude Morano – stiamo pensando di organizzare corsi di formazione professionale per poter contare, in futuro, su manodopera altamente qualificata. Anche e anzi soprattutto in questo modo possiamo far decollare la nostra agricoltura”.