Un luogo per ricordare 19 fedeli servitori dello Stato morti per aver portato un contributo di pace in un Paese in guerra. E’ stata inaugurato ieri, a Cerignola, Piazzale Caduti di Nassirya, nel quartiere di San Gioacchino, intitolato ai militari italiani che il 12 novembre 2003 caddero vittime di un attentato terroristico in Iraq. La cerimonia ha visto la presenza del Sindaco, Antonio Giannatempo; dell’ Assessore alla Sicurezza, Franco Reddavide, di altri esponenti della Giunta comunale; dei vertici locali delle forze dell’ordine operanti in città, e soprattutto di alcuni membri della Associazione Vittime del Dovere d’Italia, della Criminalità organizzata e del Terrorismo. Dopo la partenza da Palazzo di Città, il corteo si è mosso prima in direzione di Palazzo Carmelo, sede del vecchio municipio, dove è stata deposta una corona al monumento al Milite Ignoto, poi verso il piazzale di San Gioacchino, adiacente via Micca e via Forero. “L’intitolazione, nella nostra città, di un luogo come questo ai Caduti di Nassirya – ha affermato Giannatempo nel suo intervento – significa voler dire grazie, un grazie che arriva dal profondo del cuore, a questi nostri connazionali che, in nome della pace, si sono sacrificati in una terra lontana come l’Iraq, perdendo la vita per aiutare popolazioni soggiogate per anni dai conflitti e da una feroce dittatura e privando, per sempre, della loro presenza, mogli, figli, padri e madri, nel difficile cammino della vita”.

Il primo cittadino ha sottolineato come anche nelle nostre terre, ogni giorno, si combatta una guerra, ”nella quale, ad imbracciare le armi, seminare morte e arrecare danni gravissimi alla convivenza civile non sono guerriglieri ostili a un esercito straniero, ma figli della nostra stessa terra che hanno sposato una causa criminale, fatta di prevaricazioni e intimidazioni a danno di altri concittadini, quelli onesti”. Questa è una guerra, ha sottolineato il primo cittadino, nella quale “le forze dell’ordine sono impegnate a garantire la nostra sicurezza, la nostra tranquillità. Siamo qui per ricordare i nostri militari ed anche per dire ai loro colleghi, ai poliziotti, ai finanzieri, che operano sul nostro territorio, che non verrà mai meno il nostro impegno di amministratori per fare di questa città una città più sicura, perché ognuno di noi deve ergersi a garante dei diritti di una intera comunità”. Un concetto pienamente condiviso dall’assessore Reddavide: “Le forze di polizia stanno svolgendo un lavoro eccezionale, così come i militari in passato impegnati in Iraq e attualmente in Afghanistan ed in altre aree di guerra. Ai loro sforzi vogliamo associare il nostro lavoro quotidiano, che si esplica nell’ascoltare le persone, nel soddisfare per quanto possibile, le loro esigenze, nel fare in modo che il malcontento per la situazione economica non sfoci nell’allargamento della fascia si soggetti dediti al crimine. E’ uno sforzo durissimo, inutile nasconderlo, perché le situazioni di disagio si moltiplicano: ma questo non significa cambiare marcia nel contrasto a tutte le forme di illegalità che si manifestano nella nostra città. Non recederemo di un millimetro dalle nostre posizioni nella battaglia che abbiamo deciso di intraprendere sul fronte del ripristino della legalità, del rispetto di quelle regole che costituiscono il fondamento di una serena convivenza civile”.