La Scopa è uno degli organi di stampa locali che da anni informa nella nostra città. Inutile nascondere la storica appartenenza politica. Oggi però il settimanale di Enzo Pece si candida ad essere l’unico foglio di informazione cartaceo, ma soprattutto assiduo, della nostra città. Abbiamo allora posto alcune domande all’avv. Pece, con lo scopo di capirne di più.

Innanzitutto la nuova grafica. C’è un progetto? Se si, quale?

«Continueremo così fino a giugno sicuramente. Con questa nuova grafica. Con i soli sforzi miei e di poche attività commerciali, pur essendo un valido e unico veicolo pubblicitario per cerignola, almeno per quanto riguarda la stampa. Il progetto nasce da lontano, quando con Tatarella nel 1993 fondammo la testata. Da allora esistiamo e continueremo ad esistere. Poi sono sei anni che usciamo con una regolarità impressionante, mai vista per un periodico cerignolano».

Ci sono anche nuovi collaboratori?

«C’è un bel gruppo di persone che si avvicinano al giornalismo e la cosa ci fa molto piacere. Ce ne sono sempre di nuovi. Anzi da quando, guarda caso, organizzai un corso di giornalismo, circa 5 anni fa, con Ciccarelli che secondo me è il migliore giornalista della provincia, è scoppiato il boom di testate e nuovi volti locali che scrivono».

E sul web? Ci avete pensato?

«Il web non sono riuscito a renderlo come vorrei. E proprio nei prossimi giorni dovrei rinnovarlo. Ma non come fate voi. Ci siete già voi che fate un ottimo lavoro interloquendo con la città. Io vorrei solo migliorare la grafica e il web stesso».

Sul numero di oggi c’è la pubblicità di un sito di informazione cerignolano, MarchioDoc, ed un articolo tratto da lì. Sta nascendo una collaborazione?

«Sono dell’idea che dobbiamo fare squadra. Siamo colleghi del resto! Sono contento quando si fa informazione, significa che la città la facciamo crescere. Quindi se possiamo collaborare…ok»!

Essere a capo di un organo di informazione, essere avvocato, essere imprenditore turistico, fare politica, essere assessore, appartenere al nascente FLI di sicuro è impegnativo. Come si gestisce tutto questo?

«Ho alcuni interessi. Del resto, Berlusconi come fa? Nei corsi di formazione personale ti insegnano l’importanza di delegare e controllare, tutto qui! Si può fare. Anzi ti confido che ho anche qualcosina da gestire ai Caraibi, certo non è chissà che, ma funziona. E mi diverto a fare tutto ciò. Non ho mai capito come fanno alcuni a lavorare ma non a divertirsi con il loro lavoro. E poi sanno tutti che gestisco Ippocampo da oramai 13 anni. Anzi vivo anche qui, sul mare. Questo il motivo per cui nella scorsa campagna elettorale mi hanno detto di andarmene a Manfredonia, ed io ho appoggiato Gatta, che è di Manfredonia».

Giornalisticamente prima e politicamente poi, quali sono i provvedimenti più urgenti per Cerignola?

«Giornalisticamente ritengo che negli ultimi anni abbiamo fatto passi da gigante. Prima esisteva solo la cronaca de La Gazzetta del Mezzogiorno. Invece oggi l’informazione locale è più la nostra che di quest’ultima. Potremmo, e secondo me dovremmo, mettere insieme le nostre forze. Ecco questo sarebbe un bel progetto che mi piacerebbe portare avanti».

«Politicamente, invece, ritengo che l’urgenza sia far ripartire la città, e Giannatempo e co. lo stanno facendo puntando tanto sull’edilizia, dove le accuse possono essere tante, ma alla fine è così che si può riavviare l’economia locale. Che altro farei? Farei solo l’ordinarietà, cioè le piccole cose: l’arredo urbano, le strisce pedonali, i semafori, le multe, far pagare l’occupazione di suolo pubblico ai tanti che evadono e così via. Ecco. Fare il quotidiano. E sarebbe già tantissimo!»

Gennaro Balzano