Qualcuno cominciava già a darla per spacciata, impantanata ormai nelle logiche e nei retaggi della vecchia politica. Ed invece torna a far parlare di sé “La Fabbrica di Nichi” di Cerignola, che dopo gli entusiasmi iniziali aveva conosciuto un periodo di stand – by. Un lungo periodo, durato qualche mese e che aveva fatto temere il riflusso dei singoli operai nelle loro formazioni politiche d’origine (per chi ce l’avesse), incapaci oramai di comunicare ed interagire tra di loro. Anche il problema della sede aveva avuto le sue ripercussioni negative sul gruppo che infatti ha tenuto gli ultimi incontri direttamente presso la sede di Sinistra Ecologia e Libertà. Ѐ ancora una volta il ricorso al “vecchio” a permettere all’ avamposto vendoliano di tornare protagonista. “Un vecchio che non invecchia”, se così si può dire, capace di dire ancora molto alle future generazioni. Stiamo parlando di Peppino Di Vittorio, lo storico fondatore della Cgil nato a Cerignola e del murale a lui dedicato  risalente al 1975. L’opera, intitolata “La condizione dei lavoratori nel Mezzogiorno” fu realizzata dal Centro Arte Popolare a Fiano romano, guidato tra gli altri da Ettore de Concilliis. Installata in un primo momento in Piazza della Repubblica fu da li poi rimossa a metà degli anni 80’ per la ristrutturazione della stesa piazza. Oggi i tasselli del murale giacciono ancora nel deposito comunale (quello della vecchia Asia per intenderci) abbandonati all’oblio del tempo e all’incuria delle nostre amministrazioni. Eppure c’è chi allo stato delle cose non si è rassegnato e ormai da tempo sta conducendo la difficile battaglia per il recupero dell’opera. Motore dell’iniziativa è stato sicuramente lo studioso di storia e tradizioni popolari Giovanni Rinaldi, già anima del progetto “Casa Di Vittorio” all’epoca dell’ amministrazione Valentino, che nel mese di marzo arrivò addirittura a a fare effettuare un sopralluogo dell’opera alla restauratrice romana con radici cerignolane Natalia Gurgone. Un sopralluogo resosi necessario anche in virtù delle fibre di amianto presenti nei tasselli e che richiedono dunque una previa “messa a sicuro” del murale. Ѐ proprio su questo che si giocherà la partita più importante, con un sindaco, Antonio Giannatempo, che pur apprezzando l’impegno profuso per il recupero di un pezzo di memoria della nostra città, si è detto già in passato, ribadendolo di recente, scettico circa l’effettiva fattibilità del progetto. Il problema restano i costi, si presume ingenti, per “neutralizzare” l’amianto dei tasselli. Intanto però i membri della Fabbrica sono tornati a farsi sentire organizzando una raccolta firme per il salvataggio del murale. Partita sabato scorso e continuata nella giornata di domenica, conta al suo attivo già 400 firme. Ricordando che il presidio sarà presente per tutto il mese di febbraio nei pressi della villa comunale, il sabato pomeriggio dalle 17.30 alle 20.30 e la domenica mattina dalle 10.30 alle 13.30. Perché i buoni operai lavorano anche nel week end.

Stefano Campese   (Quotidiano di Foggia del 16/02/2010)