Ci giunge in redazione una precisazione sulla Tassa sui Morti, così definita dal Movimento Politico la Cicogna, riguardo i costi della stessa e le mansioni di alcuni protagonisti della politica cittadina nella riscossione di tale tributo. Nello specifico il capogruppo Metta s’interroga sul presunto conflitto d’interesse (a suo dire) del Consigliere Franco Conte (UdC) nello svolgere la mansione di Priore di una Confraternita pur sedendo tra i banchi della maggioranza in Consiglio Comunale. Di seguito riportiamo il documento completo.

Per quanto io non sia proprio una “mammoletta” e pensi tutto il male possibile dei nostri amministratori, non immaginavo proprio che potessero arrivare a tanto. Devo aggiungere qualcosa – dunque – dopo aver approfondito ulteriormente l’argomento, a quanto ho scritto ieri a proposito della tassa sui morti,che la nostra Civica Amministrazione si è protervamente inventata. Già è noto di cosa si tratti. Ogni cittadino che utilizza una lampada votiva a suffragio e memoria dei propri defunti,per ciascuna lampada e,quindi,per ciascun defunto, dovrà pagare un “tassa” di euro 3,60, quale contributo alla Amministrazione per l’attività di vigilanza del cimitero. Come se, per assicurare la vigilanza a Palazzo di Città o all’edificio di una scuola elementare, si chiedesse una sommetta a ciascuno studente o a ciascun cittadino,richiedente – che so – una carta di identità o un certificato! Ma si è fatto di peggio. I 3,60 euro di tassa sono richiesti per la lampada votiva standard,quella con il minimo consumo di energia elettrica. Ma se un cittadino dispone, per il Suo caro defunto, di una lampada avente una maggiore potenzialità rispetto a quella minima, dovrà pagare in proporzione altri 3,60 euro per ogni multiplo di potenza elettrica utilizzata. In soldoni, se hai una lampada votiva, una sola, ma più grossa, paghi due \ tre \ quattro volte 3,60 euro. Sempre per “la vigilanza al cimitero”. Come se cambiasse ed aumentasse l’impegno a vigilare, a seconda del voltaggio della lampada. Un perfezionamento dell’iniquità. Secondo aspetto,ancora più grave ed iniquo. Il cittadino DEVE  pagare: per forza; senza possibilità di contestare l’indebito pagamento. A questo risultato si è pervenuti – CLAMOROSAMENTE –  grazie alla inopinata disponibilità del coordinamento delle Confraternite Religiose. Questo, infatti, ha permesso che la maggiorazione fosse legata, indissolubilmente, al pagamento del canone annuale dovuto alla Confraternita. Per cui, se non vuoi che la lampada votiva davanti alla tomba del Tuo caro defunto venga spenta, DEVI soggiacere a questo sopruso. Perché la Confraternita non accetta il pagamento ordinario, ma IMPONE IL PAGAMENTO MAGGIORATO. E’ incredibile che si sia prestato a questa opera iniqua, illegittima, contraria alle disposizioni della convenzione che disciplina i rapporti tra Confraternite e Amministrazione Comunale, un persona apprezzata ed avveduta – a cui confermo tutto la mia stima – quale il dottor Colangione, coordinatore delle Confraternite della città. Il tutto senza alcuna informazione alla Curia Vescovile; quindi, senza il consenso della stessa;anzi, penso di poter dire senza tema di smentite, CONTRO l’opinione della stessa. Mi chiedo quale ruolo abbia avuto in questa insana decisione il signor consigliere comunale Franco Conte, facente parte del citato coordinamento. Osservo che del tutto INOPPORTUNAMENTE al consigliere comunale Conte si consente di mantenere l’incarico di Priore di una Confraternita,quando l’assomarsi dei due incarichi provoca indiscitubilmente problemi di compatibilità. Se la legge non ritiene di sancire la incompatibilità del Consigliere Comunale Conte, con la Sua carica di Priore; almeno le Confraternite dovrebbero impedire che chi rivesta l’incarico di Priore sia anche Consigliere Comunale. Noto che il Conte ha una vocazione per ciò che riguarda l’illuminazione. Credo abbia avuto un ruolo nella poco chiara vicenda delle luminarie natalizie. Ora, torna in ballo per i lumini cimiteriali. Dalle luminarie ai lumini:……….lo dovremo chiamare, dunque, “lampadina”?