“Credo che Antonio Marcegaglia stia sottovalutando il ricorso presentato dal Comune di Cerignola al Presidente della Repubblica contro l’inceneritore in Contrada Paglia”. E’ la replica dell’Assessore all’Ambiente, Stefano Palladino, all’amministratore delegato dell’omonimo gruppo industriale, il quale, nei giorni scorsi, si era detto certo che la costruzione dell’impianto, ubicato a pochi chilometri di distanza da Borgo Tressanti, sarebbe stata ultimata senza problemi, perché sono state ottenute tutte le autorizzazioni necessarie alla realizzazione della struttura. Una volta incassato il beneplacito al progetto di tutti gli enti coinvolti nella questione, insomma, nessun ostacolo può più essere frapposto al completamento dei lavori. Non è esattamente così, afferma Palladino: “Tutte le autorizzazioni necessarie le aveva anche lo stabilimento di produzione di Cdr di Conversano, costato 22 milioni di euro, facente capo al gruppo Marcegaglia, bloccato da un ricorso al Consiglio di Stato. E le stesse autorizzazioni erano state date al gruppo Marcegaglia anche per l’inceneritore di Modugno che però, probabilmente, non entrerà mai in funzione perché si è scoperto che ricade su un ‘area assoggettata a vincolo  paesaggistico”.

Contro l’inceneritore voluto dal Comune di Manfredonia a ben 30 chilometri dal centro abitato della città sipontina ma a soli 5 dalla più importante e popolosa borgata agricola di Cerignola, appunto Tressanti, è stato costruito un ricorso con l’apporto di un gruppo di amministratori, di tecnici e cittadini, che si basa su pochi ma fondamentali elementi: “L’obsolescenza di un impianto e di una concezione di chiusura del ciclo dei rifiuti nata oltre dieci anni fa; la mancata comunicazione nei tempi previsti al Comune di Cerignola di alcuni documenti fondamentali quali il piano di monitoraggio e controllo ed il parere dell’ARPA; il mancato coinvolgimento delle amministrazioni di alcune città che, pur non confinando amministrativamente con il Comune di Manfredonia, sono vicinissime all’impianto, e che giustamente hanno richiesto ufficialmente la riapertura della conferenza dei servizi”. Vanno riviste molte cose, dunque, secondo l’assessore, per il quale “Marcegaglia farebbe bene a sospendere i lavori, perché questa storia potrebbe avere un epilogo uguale a quello degli impianti di Conversano e Modugno”.

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  • G.Iaco

    Avanti così… questo scempio del nostro territorio non sa da fare.
    Il pregiudicato Antonio Marcegaglia non deve averla vinta!

    ad maiora.