Per sapere l’esito del ricorso presentato dal Comune di Cerignola  in data 11 febbraio di fronte  al Consiglio di Stato è ancora presto. Nel frattempo però non sono mancate le bordate senza esclusione di colpi tra le controparti in campo. Ѐ stato Antonio Marcegaglia ad innescare la polemica sabato scorso sostenendo l’inevitabilità della costruzione dell’ inceneritore in località Paglia. Un baldanzoso commento che piacque poco all’assessore all’ ambiente Stefano Palladino, il quale nella giornata di ieri proprio al Quotidiano di Foggia ricordò che «in fondo è già successo che la Cogeam abbia perso, come nel caso di Modugno e Conversano». E mentre si attende con trepidazione la conferenza stampa dell’avv. Tommaso Esposito, consulente legale del Comune nella controversia, e che si dovrebbe tenere proprio in settimana a Tressanti, ecco che si aggiunge una nuova voce al coro delle polemiche: quella di Roberto Garavaglia, amministratore delegato del gruppo Marcegaglia, che lo scorso 15 aprile 2010 partecipò all’ultima ‘Conferenza dei servizi’ in Regione, quella che di fatto dette il via libera definitivo all’impianto. Raggiunto telefonicamente rilascia in esclusiva per il Quotidiano di Foggia le seguenti dichiarazioni.

                                                                

Garavaglia ha saputo delle ultime dichiarazioni dell’ assessore Palladino ?

 «Ho letto di sfuggita della polemica con Antonio Marcegaglia, ma che ha detto di preciso l’assessore ?»

 Ha detto che per Cerignola c’è speranza. Il vostro gruppo non è invincibile, come dimostrano i casi di Modugno e Conversano…

 «Certo che Palladino fa dichiarazioni di guerra continue. E poi bisognerebbe sapere che a Modugno, ad esempio, l’impianto è stato ormai dissequestrato e a Conversano verrà rifatto il bando di gara».

 Ci spieghi meglio….

 «A Modugno la Procura, dissequestrando l’impianto, ha praticamente ammesso che non era assolutamente vero che lì utilizzavamo delle tecnologie obsolete. Le nostre tecnologie, come sempre, sono anche li delle migliori e sono state analizzate ed approvate da persone esperte del settore. Ora per l’attivazione dell’impianto manca soltanto qualche autorizzazione, ma quel che è certo è che la Procura non c’entra più niente».

 E a Conversano come la mettiamo ? 22 milioni di euro spesi per un impianto bloccato da un ricorso al Consiglio di Stato…

 «In questo caso c’è stata una irregolarità venale. Semplicemente un errore nelle fotografie dell’ area interessata fatte dall’aeroplano (sembrerebbe che sia stata fotografata la città di Molfetta invece che quella di Conversano). Intanto però le do una notizia: il nuovo bando di gara per quella struttura prevede che chiunque vinca ci paghi la stessa somma che noi abbiamo speso per la costruzione».

 Il ricorso davanti al Consiglio di Stato ve lo aspettavate ?

 «Cerignola ha diritto ad impugnare. Certo che noi abbiamo fatto tutto quello che dovevamo fare nell’ arco di una vicenda che va avanti ormai da undici anni. Soltanto il procedimento ‘Aia’ è durato due anni, abbiamo davvero passato tutti i setacci. Mi aspetto che dopo tutti gli esami di sangue ed urine cui siamo stati sottoposti l’ Amministrazione sia disposta ad interloquire».

 In che senso scusi ?

«Nel senso di aprire un vero tavolo di confronto con il nostro gruppo. A me in tutti questi anni non è mai capitato che qualcuno m’invitasse a sedermi ad un tavolo di discussione. La città ha diritto ad essere tranquillizzata e noi da questo punto di vista siamo pronti».

 E allora perché non lo si è fatto ?

 «Perché evidentemente a qualcuno fa comodo la mancanza di chiarezza, così è più facile tirare l’acqua al proprio mulino».

 Assessore ed avvocato si dicono fiduciosi circa l’esito del ricorso. E voi ?

 «La fiducia ci viene da chi ci ha analizzato la domanda e concesso le autorizzazioni. Sono loro che ci hanno dato ragione».

 Andando oltre il ricorso, Cerignola ed il suo agro potranno guadagnarci qualcosa da questa storia in termini occupazionali ?

 «C’è già il Contratto d’Area a disciplinare questa materia e a prevedere l’assunzione di persone della zona. Ora noi non è che staremo a fare l’analisi del Dna per capire se uno è di Cerignola o di Manfredonia».

Quanti sono i posti di lavoro in ballo ?

 «Ѐ scritto sulle carte. Sono almeno 32 posti di lavoro come impieghi diretti. Poi ovviamente, come nel caso della manutenzione dell’impianto, ci sarà la possibilità di impieghi indiretti. Non stiamo parlando certo della Fiat, però è comunque un investimento importante in questo territorio. Del resto in Calabria o a Massafra, ad esempio, si ha adesso l’interesse a mantenere le strutture».

 Adesso le do io una notizia: Esposito la settimana prossima verrà a fare una conferenza stampa.

«Strano… gli avvocati sono di solito così restii a parlare ai media. Certo che in questa vicenda siamo ormai pronti a vedere di tutto».

Stefano Campese (Quotidiano di Foggia 27/02/2011)