Gli accadimenti del Consiglio comunale di questa mattina, con lo scioglimento della seduta per mancanza del numero legale di presenti, hanno delle inevitabili eco nella cronaca politica cittadina. Di seguito, la personale opinione sui fatti di Franco Metta, presidente del Movimento politico La Cicogna: tra i passaggi più significativi della sua nota, l’avvocato si chiede cosa aspetti Giannatempo a dimettersi, ma nel contempo spiega i motivi della ritrosia del sindaco a «lasciare la poltrona».

CRISI O FIGURACCIA ?
Sinceramente non so se quella di oggi per la Giunta Giannatempo sia crisi irreversibile o semplicemente una figuraccia degna dei peggiori peracottari. So solo che fosse capitata ad un politico,con un minimo di dignità personale e di decoro pubblico,si sarebbe già dimesso. Del resto il Gianna biforcuto l’aveva già dichiarato. Se i quattro contestatori – De Feudis,Laguardia,Morano e Netti – non si presenteranno in Consiglio Comunale,io mi dimetterò. Qualche buon tempone ci aveva anche creduto. Dimenticando che per Giannatempo è sempre Carnevale. Non gli ho creduto io,che con Giannatempo sono andato a scuola, e so bene che non è proprio capace di scrivere la parola “dimissioni”. Nemmeno nel momento della maggiore e più avvilente,mortificante,squalificante umiliazione. Con la abituale faccia di bronzo,costatato che i “quattro” non erano presenti, Giannatempo s’è rimangiato tutto: niente dimissioni,proviamo a prendere per i fondelli la città ed il Consiglio Comunale. E’ finita come sapete: la maggioranza non aveva i numeri e s’è squagliata! Dimostrando ampiamente quanto avesse ragione La Cicogna già in campagna elettorale. Con una maggioranza raccogliticcia,di gente che non ha un progetto comune,una idea condivisa,un ideale collettivo,al massimo puoi vincere le elezioni, sommando tra loro voti eterogenei. Ma di sicuro non riesci a governare,nemmeno se sei una ballerina equilibrista come Giannatempo e nemmeno se indossi il più bel tutù di raso e chiffon. Non so se sia una crisi definitiva o una super – mega figuraccia. Nemmeno mi interessa molto,in questo momento. So solamente che tutto quello che avevamo predetto e previsto si è puntualmente verificato. Giannatempo ed i Suoi non sono in grado di governare. A prezzo di indicibili compromessi s’è assicurato una poltrona,alla quale resterà abbarbicato per chissà quanto altro tempo,incapace com’è di declinare impegno politico e serietà istituzionale. Interessato com’è semplicemente a vivacchiare,a sopravvivere,a “durare” ad ogni costo,come già fece durante i suoi indimenticati primi cinque anni di mandato. Cerignola non ce l’aveva nel cuore Giannatempo………..………. al più sotto al sedere. Io mi sarei dimesso oggi stesso alle 14: un quarto d’ora dopo la figuraccia in Consiglio. E non credo che avrebbe fatto diversamente,che so,un Tatarella o un Farina. Lui no! E’ scappato. Letteralmente. Dopo un intervento ben al di là del limite dell’isterismo e della rabbia cieca, al momento decisivo,ha piantato baracca e burattini ed è scomparso,per non assistere al liquefarsi della sua inesistente compagine politico\amministrativa. L’opposizione – Cicogna e PD – non ha fatto altro che prendere atto che la maggioranza non era in grado di sostenere i suoi provvedimenti e di assicurare la prosecuzione del Consiglio Comunale. Non per una improvvisa e sfortunata epidemia di dissenteria,ma perché il partito,cosiddetto di maggioranza,che di maggioranza non è,perché da solo ha preso molti meno voti del “povero” Franco Metta,si è squagliato come neve al sole. Quel che farebbe un politico ed un amministratore serio è chiaro come la luce di una giornata d’estate: SI DIMETTEREBBE! Giannatempo non è capace di gesti di dignità e di orgoglio politico. Proverà a prendere sotto braccio questo o quello. Magari anche a convocare,inutilmente,qualche consigliere di minoranza,nella speranza che ancora una volta le sue illusorie promesse trovino un “Pinocchio”(o meglio più “pinocchi”) di turno disposti a credergli. Proverà a tirare avanti alla meno peggio,come fece nel precedente quinquennio, con un rimpasto ogni tre mesi,una crisi ogni due. Tutto pur di non mollare la poltrona. A scapito della città e dei cittadini. Che hanno fatto l’errore clamoroso di eleggerlo Sindaco; e che già da mesi si mangiano le mani,pensando all’occasione persa; che non vedono l’ora,come succede ad ogni uscita pubblica del Sindaco,di manifestargli tutto il loro disappunto e la loro delusione. “Vattin”, gli urlano da più parti. Ma Giannatempo tirerà a campare;incollato alla sedia,difendendo a costo di ogni umiliazione e di ogni sbeffeggiamento quella poltrona che gli resta infallibilmente incastrata intorno alle reni. Peccato. Cerignola non si meritava questo ulteriore ludibrio. Ma i miracoli qualche volta si avverano. Che sia questa la volta buona? Sperare non costa nulla,ma – credete a me, che lo conosco bene. Gianna è di gomma! Puoi fargli di tutto: sfiduciarlo come è stato oggi; sbeffeggiarlo, svillaneggiarlo,offenderlo in ogni modo. Ma dentro di Lui resta soldo l’unico principio in cui crede: la conquista del potere! Povera Cerignola.
P.S. Due righi finali dedicati a Armandino Di Stefano. Colui che – il giornale “Cerignola Città” è ancora in edicola – ha avuto la faccia di bronzo di accusare La Cicogna per i ritardi nella approvazione delle lottizzazioni in zona F\3. Per quanto si affanni,non riuscirà a far sparire le tracce di quell’articolo falso,diffamatorio, insulso. La gente fa ancora in tempo a leggerlo,rileggerlo e spernacchiare l’autore. Ma tanto ……… la promozione a dirigente l’ha portata a casa. Ed in alcune case questo basta ed avanza per giustificare un presunto, disinteressato, impegno politico.
FRANCO METTA
M.P. LA CICOGNA.