Pubblichiamo una nota del Consigliere Metta sull’Autoconvocazione del Consiglio Comunale per discutere dei problemi degli ex dipendenti Asia. Il Presidente de “la Cicogna”, in accordo con il dott. Gianni Ruocco (MpT), vorrebbero al più presto chiarire la questione del Tfr dovuto e mai versato ai lavoratori. Di seguito il documento completo.

Questa storia, meritevole di molti approfondimenti, ma VERA e già interessante, è dedicata ai dipendenti ASIA, andati in pensione, che aspettano ancora di riscuotere la liquidazione loro dovuta. SOLDI CHE NON SI SA CHE FINE ABBIANO FATTO: Amministrava il centro destra, Comune ed Asia, quando si pensò bene di acquistare un impianto per il recupero dei pneumatici. Una bella idea. Il 68% del denaro occorrente per l’acquisto venne da fondi europei. Il resto ce lo mise ASIA. Totale importo dell’investimento una cifra più vicina ai due milioni di euro, che al milione e mezzo. Previsti importanti ritorni economici: l’impianto sarebbe stato subito molto produttivo, perché all’epoca all’avanguardia; nonché, un piccolo sollievo per i disoccupati cittadini; erano previsti 15 addetti all’impianto. Spesi i soldi, l’impianto restò inutilizzato. Con il centrodestra. E, poi, anche con il centro sinistra. I macchinari buttati da qualche parte. Disoccupati sempre più disperati; soldi dell’ASIA dispersi. Succede, poi, dopo qualche anno, che l’ASIA sia stata posta in liquidazione. Montagne di debiti. Inspiegabili, inspiegati e ancora in attesa che l’azionista unico – Il Comune di Cerignola – cioè NOI, faccia luce sul come e perché l’azienda sia andata a scatafascio. Se ci sono debiti, ci sono anche i debitori. E questi si sono dati da fare per cercare di recuperare quanto avanzano. Pignorarono, dunque, anche questi macchinari, lasciati in stato di abbandono. I creditori – però – si sono, recentemente, dimenticati un termine procedurale. Questo termine è scaduto. Il pignoramento è diventato inefficace. Manna dal cielo per il dottor Paradisi, che è il liquidatore dell’ASIA. Non appena i beni sono ritornati nella Sua disponibilità, Paradisi se li è venduti. Furono pagati quasi due milioni di euro. Esiste una perizia estimativa, redatta nella fase della liquidazione, che calcola in 400 \ 500 mila euro il valore di questi macchinari, in questo momento. Una decina di macchina per un valore residuo, dopo anni di abbandono, di circa 50 mila euro a macchina. QUESTI BENI SONO STATI IMMEDIATAMENTE, VELOCEMENTE, VENDUTI DAL PARADISI. Mentre scrivo, ore 13 del 23 di marzo, i compratori – una azienda di Corato – stanno caricando sui mezzi le macchine e se le stanno portando via. PREZZO PAGATO 80 – 100 MILA EURO. Devo verificare alcuni  particolari, ma la notizia è vera ed è certa. Le cifre, non esatte al centesimo, ma vicinissime alla realtà.  Dedico l’informazione ai dipendenti Asia, pensionati senza liquidazione, perché a loro è andato subito il pensiero, quando sono stato informato di questo scempio. Che forse si può ancora impedire. Va, infatti, immediatamente affrontato e risolto il problema del controllo da parte del Comune, azionista unico di Asia, nella fase della liquidazione. Dopo aver distrutto un gioiello, ci stiamo semplicemente disinteressando di quanto succede, come se ormai quelli non fossero anche interessi nostri. Il liquidatore Paradisi opera senza alcun controllo; senza informare nessuno; senza confrontarsi con nessuno. LA CICOGNA ED IL CONSIGLIERE GIANNI RUOCCO HANNO AUTOCONVOCATO – NELLA INERZIA DI GIANNA E SOCI – UN CONSIGLIO COMUNALE PER DISCUTERE DELLA LIQUIDAZIONE AI PENSIONATI, MA ANCHE DELLA FASE DI LIQUIDAZIONE DELLA SOCIETA’, DELLA QUALE SAPPIAMO SEMPRE MENO E TROPPO POCO. Un altro esempio di opposizione sterile, vero Sindaco? Invece proficuo è discutere da mesi su Pece sì, Pece no? VERGOGNA.
FRANCO METTA

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