Pubblichiamo di seguito una nota di Rino Pezzano (Pd) sulla posizione dell’attuale amministrazione comunale. Il consigliere provinciale ricorda che forse oggi sarebbe meglio concentrarsi sui problemi del paese, piuttosto che pensare alla questione Pece. Ecco il documento completo.

Il consigliere provinciale interviene sulla crisi dell’amministrazione Giannatempo a Cerignola «Con i debiti addirittura nei confronti dei diversamente abili, Giannatempo e la sua pseudo maggioranza intendono accapigliarsi sulla figura di Enzo Pece in giunta e sull’appartenenza dell’assessore a questo piuttosto che a quell’altro schieramento». Rino Pezzano, consigliere provinciale del PD , commenta la crisi di giunta a Cerignola. «Giannatempo deve pensare a governare la città senza rincorrere i consiglieri che evidentemente hanno altre pretese: ci sono cooperative senza stipendio, ragazze madri che aspettano la retta mensile, strade dilaniate ogni volta che piove ed una microcriminalità che non aspetta nessuno e settimanalmente colpisce in ogni angolo del paese; cosa interessa ai cittadini- commenta Pezzano- con chi sta Pece e se svela l’età anagrafica dell’ottantenne coordinatore provinciale del Pdl?». La crisi amministrativa odierna ripercorre in sostanza la piaga delle giunte comunali degli ultimi 15 anni: «Quando i consiglieri non seguono più il leader o quando decidono, anche in gruppo, di prevaricare gli interessi della città, allora è finita. Se Giannatempo non ha i numeri si dimetta perché Cerignola ha bisogno di essere portata su un piano diverso rispetto alla sciatteria e alla protervia amministrativa a cui stiamo assistendo». Al centro del dibattito, inoltre, l’approvazione del bilancio e la tempistica utilizzata nella «costruzione a tavolino» della crisi: «Pece è stato nominato ad ottobre 2010, perché il Pdl si ricorda di sollevare la questione dopo cinque mesi? Forse perché si avvicina la data dell’approvazione del bilancio di previsione e l’occasione diventa ghiotta per alzare il prezzo? Se il sindaco ha imparato qualcosa dalle esperienze amministrative passate- conclude il consigliere provinciale- non ceda ai ricatti e vada avanti, ma se la situazione di confusione persiste abbia uno scatto d’orgoglio -prima personale e poi politico- e si dimetta. In quel caso metterà fine a comportamenti lontani dalla buona politica che hanno condizionato negativamente l’ultimo decennio di amministrazione della nostra città».