Celebrazioni, festoni, inni cantati a squarciagola con tanto di mano sul petto. Sono state anche questo le celebrazioni per i 150 anni del Belpaese che nella nostra Cerignola hanno riscosso un discreto successo con una partecipazione popolare non indifferente. Un misto di riscoperto patriottismo e voglia di concordia nazionale che però, nel Paese dei guelfi e dei ghibellini, non poteva non essere colorato da spruzzi di sana e vivace polemica. Come nel caso della partecipazione delle Scuole ai festeggiamenti della ricorrenza. Non è andata giù, ad esempio, alla dirigente ed ai docenti del Terzo Circolo Didattico ‘G. Di Vittorio’, l’ attenzione, anche mediatica, che sono riusciti ad attirare su di se soltanto due dei tanti istituti coinvolti, ovvero la scuola elementare ‘G. Marconi’ e la Scuola Secondaria di Primo Grado ‘G. Pavoncelli’. Un malumore esternato pubblicamente con una lettera aperta al settimanale ‘La Scopa’ ma che traspare in maniera dirompente anche dalle stizzite dichiarazioni che rilasciano in esclusiva al Quotidiano di Foggia. «Sembra che soltanto la Dirigente della scuola Marconi (con tutto il rispetto per la persona stimabilissima) sia riuscita a sensibilizzare i suoi docenti al punto da stimolarli a bardare la scuola di bandiere a tutte le finestre – esordisce la docente Antonietta Scardigno, firmataria della missiva assieme alla collega Claudia Granato -. Il problema è che molte persone ingenuamente credono a ciò che leggono dai giornali (molte volte sono solo racconti!), come alcuni genitori che ci hanno mandato la copia del giornale in questione per dirci che nella nostra scuola l’argomento Unità d’Italia non ha avuto una cassa di risonanza come quella della “Marconi”». Ed invece le iniziative snocciolate dalla Scardigno travolgono come un fiume in piena la superficialità con cui si è riconosciuto merito soltanto agli istituti di cui sopra: «Ѐ dall’inizio del’ anno che stiamo analizzando il tema dell’Unità d’Italia. Innanzitutto con degli approfondimenti storici di natura curriculare, poi con alcune attività extracurriculum, come la partecipazione con un lavoro dei nostri ragazzi alla rassegna ‘Cerinteatro’ (la cui referente è la prof.ssa. Di Terlizzi, moglie del sindaco Giannatempo). A questo si aggiunge il progetto di lungo corso ‘Sana e robusta Costituzione’ che il 29 di aprile avrà come momento conclusivo la visita dei ragazzi del IV e del V anno al Parlamento». Punto di eccellenza all’interno della programmazione delineata è stata sicuramente la rappresentazione teatrale ‘C’era una regina che guardava al mar’, spettacolo interattivo curato da Lucilla Falcone e dall’ associazione ‘La buona creanza’ di Lavello, che ha messo in scena la Storia dell’Unità d’Italia vista dall’ angolo visuale del Regno delle Due Sicilie. Anche la stessa discesa in piazza dei rispettivi alunni, per l’occasione patrioti in versione bonsai, non ha lasciato indifferenti, marchiando a fuoco una iniziativa dal sapore unitario almeno nelle intenzioni: «L’ iniziativa in Piazza della Repubblica da parte della  Pavoncelli e della Marconi è avvenuta addirittura un giorno prima rispetto a quanto stabilito dalla circolare dell’ Ufficio Regionale che indicava il 16 di marzo come giornata dedicata a tali festeggiamenti – continua la Scardigno -. Tutte le altre scuole sono state scarsamente coinvolte. L’unica spiegazione che mi do è la centralità delle due scuole e qualche legame personale con l’attuale amministrazione. E pensare che il dirigente della Pavoncelli è rimasto completamente indifferente alle iniziative, senza alcuna funzione di sensibilizzazione e stimolo». Un’ accusa di scarso coordinamento tra scuole e di riflettori puntati soltanto sui ‘soliti noti’ che si spiega con ragioni molto più profonde, che non possono non lambire la politica, come sottolinea la stessa Lucia Lenoci, dirigente del Terzo Circolo Didattico ‘G. Di Vittorio’: «Mai come in questo caso abbiamo avvertito il peso dell’assenza di un’ assessore alla Cultura. Da me un giorno si presenta Palladino con dei progetti sull’ambiente, un altro giorno Franco Conte con delle sue iniziative. Lanciano progetti ma poi nessuno ne cura il prosieguo coordinando l’attività con gli altri istituti. In tema di Scuola e Cultura a Cerignola stiamo vivendo una vera e propria ‘triarchia’: Casarella, Conte ed il dirigente Casamassima. E pensare che prima c’era anche Allamprese. A questo punto comincio davvero a rimpiangere l’ex assessore Marco Merlicco, perché qui si rischia davvero la schizofrenia». 

Stefano Campese  (Quotidiano di Foggia 27/03/2011)