Pubblichiamo di seguito una nota del forum ambiente Pd sulla tassa rifiuti e sulle presunte responsabilità dell’attuale Amministrazione in tal senso.

…E IL GOVERNO DISFA LA TELA DI GIANNATEMPO
Il Consorzio di Igiene Ambientale FG/4, presieduto dal Sindaco di Cerignola Dott. Antonio Giannatempo, aveva deliberato, nella scorsa estate, di iniziare l’iter per il passaggio dalla Tassa sui rifiuti (TARSU) alla Tariffa di Igiene Ambientale (TIA) da applicarsi sui nove Comuni ricadenti nell’ATO FG/4. Incarico affidato, studio (pare) completato ma…….inapplicabile!! Infatti, il Governo con il D. Lgs. 23/2011, nella parte relativa al famigerato “federalismo municipale” ha introdotto una cervellotica distinzione tra una TIA 1, attualmente già applicata in oltre 1.000 comuni italiani e che fa riferimento dal Decreto Legislativo 22/97 (c.d. Decreto Ronchi) e ai relativi Regolamenti applicativi, e una TIA 2 (TARIFFA INTEGRATA AMBIENTALE) che dovrebbe riferirsi al D. Lgs. 156/2006 (c.d. Decreto Mattioli) priva, ad oggi, di qualsiasi regolamento che ne garantirebbe la determinazione e l’applicabilità. Ora, visto che i Comuni che non hanno adottato la TIA 1 sono obbligati ad adottare la TIA 2, siamo al punto di partenza! Ma vi è di più. Il soggetto che avrebbe dovuto deliberare l’adozione della tariffa è l’Autorità d’Ambito (ATO). Ma gli ATO sono stati formalmente soppressi dal 31.03.2011. Quindi, non si potrà più parlare di Tariffa d’ambito ma di Tariffa Comunale. Fuori dai tecnicismi si pone un problema pratico e impellente: come finanziare le attività legate alla gestione dei rifiuti? Annunciare, come ama fare l’Assessore Palladino, mirabili percentuali di raccolta differenziata non ha alcun senso se la proprietà di SIA (i nove comuni del Consorzio) non si pone seriamente il problema di dotarsi di una seria strategia industriale e delle relative risorse per realizzarla. Non si fanno le nozze con i fichi secchi. Occorre un’assunzione seria di responsabilità e denunciare con forza la politica del governo Berlusconi – Bossi che, riducendo drasticamente trasferimenti ai Comuni, nega servizi essenziali per le comunità cittadine. Il tema di dove e come reperire risorse per garantire politiche ambientali adeguate è una responsabilità a cui nessun amministratore cittadino può sottrarsi.