Un’emozione infinita,un racconto straordinariamente suggestivo e intenso visto con gli occhi delle donne, che fa venire i brividi e ci riconcilia con il modo reale. La morte e la resurrezione di Gesù Cristo è una storia interpretata con grande impegno, sicurezza e passione da tutti i protagonisti coinvolti, nessuno escluso; un gruppo dove c’e amicizia vera, non per modo di dire,e si valorizzano le singole qualità. E’ ciò che è accaduto per i  protagonisti de ’’Il Risorto’’ Opera Rock, di Vito Berteramo, dell’Associazione musicale Studio 7, con la Regia di Nico Orlando, andato in scena domenica scorsa al Teatro Mercadante, con il patrocinio del Comune. Un’opera riadattata da Vito Berteramo, rispetto alla versione originale di Daniele Ricci, decisamente interessante, per quantità e qualità di contenuti e musiche. La rappresentazione della Storia che da vita al percorso narrativo sullo sfondo della scenografia di Francesco Chiappinelli, in un primo atto da adrenalina pura, dove si snoda la vicenda di Gesù (Vincenzo Guercia), vista con gli occhi di Maddalena (Ombretta Cellamaro), della Madonna (Valeria Vitone), di Salomè (Antonella Memola), Claudia (Erica Olivieri), Tommaso (Pasquale Siciliano), Pietro (Ezio Barzon). La storia prosegue con il tradimento di Giuda (Giampaolo Cianci), catturato dai Romani. Gesù è portato davanti a Ponzio Pilato (Giampiero Bellapianta), che lo crede un folle e chiede al popolo di scegliere fra colui che si definisce il Re, e Barabba: la folla sceglie Gesù. Un intenso calvario lo porta al crocifisso dove muore dopo essere stato torturato e seviziato dai soldati, davanti agli sguardi attoniti delle donne e dei suoi discepoli. Un momento, questo, vissuto intensamente anche dal pubblico in sala che ha seguito l’intero percorso della storia in religioso silenzio. Il secondo atto si apre con una rivolta delle forze della natura che scuotono i presenti: dopo tre giorni, fra l’incredulità generale, arriva la resurrezione, ed è grande gioia per il Cristo risorto e per gli uomini di buona volontà. Ottima la scelta delle musiche: si è spaziato dal lirico al classico al pop-rock, scomodando grandi artisti fra i quali anche Alex Baroni; nel cast anche il corpo di ballo, diretto da Tea Cappiello, e gli altri interpreti che, pur se hanno avuto un ruolo minore, nella storia sono anch’essi meritevoli di essere ricordati: Pierluigi Lapollo, Giuseppe lattanzio, Carlo Cariello, Davide Cappiello, Vittoria Quaranta, Elisabetta D’Angelo, Alessandra Montemarano. Alla fine tutti soddisfatti per il successo  ottenuto, e la consapevolezza che chi fa questo mestiere, per passione vera, sa che il successo è garantito.