Un nuovo comunicato del Movimento politico La Cicogna: questa volta il tema è la costituzione del cosiddetto “Incubatore di impresa”, che prenderà il posto dell’Interporto. Gli autori del documento, Metta e Lemma, si soffermano sulle perplessità e sui dubbi che accompagnano questa operazione, affinchè non si ripetano gli errori del passato. Di seguito il testo completo.

DOPO L’INTERPORTO ANCHE L’INCUBATORE DI IMPRESA ?

LA GIUNTA ALL’OPERA

UN’ALTRA CATTEDRALE DESERTA ?

Non si dica che a noi della Cicogna piace solamente criticare. Proviamo a segnalare per tempo agli Amministratori le “cappellate” che fanno o si accingono a fare. Lo facciamo in tempo utile,perché si ponga rimedio agli errori. E’ il caso dell’Incubatore di impresa,che si accinge a diventare un’altra Cattedrale,questa volta “deserta”. Giusto una piccola premessa,per capire di cosa stiamo parlando. INVITALIA è una agenzia nazionale per lo sviluppo dell’impresa e l’attrazione di finanziamenti. Tra i suoi compiti anche la realizzazione dei cosiddetti incubatori di impresa. INCUBATORI DI IMPRESA sono centri integrati per servizi alle imprese. Uno spazio che ospita nuove imprese e mette loro a disposizione servizi materiali e professionali. Invitalia ha realizzato un incubatore di impresa a Cerignola;oggi munito di certificato di collaudo ed agibilità: dunque,pronto all’uso. Ma …… sopraggiungono i dilettanti allo sbaraglio. La Giunta Comunale adotta una prima delibera – la n.77 dell’1 marzo,dal contenuto clamorosamente sbagliato. Scrivono i nostri Amministratori “le spese che graveranno sull’Ente sono esclusivamente quelle inerenti al canone annuo da versare ad Invitalia,pari a euro 2.000 annue”. Questo perché INVITALIA resta la proprietaria della struttura,mentre il Comune decide di assumerne direttamente la gestione. Decisione di assoluta erroneità,come dirò da qui a breve. La delibera è errata. Prevede quale unica spesa il canone di 2.000 euro all’anno. Non si tiene conto,ad esempio, del costo,a carico del Comune,della obbligatoria polizza assicurativa per un valore di euro 2.800.000; dunque,con un premio annuo piuttosto elevato. Ma c’è di più e di peggio. Sette giorni dopo l’Amministrazione si accorge di aver scritto cose infondate e prova a rimediare.(delibera di Giunta dell’8 marzo 2011 n.99) Si accorge,infatti,di non aver previsto le spese per la custodia,manutenzione e conservazione dell’Incubatore. Rimedia prevedendo a tal fine 15.000 euro ed emendando la prima deliberazione. Errore rimediato? Nemmeno per sogno. Oltre ai 2.000 euro previsti originariamente; oltre ai 15.000 aggiunti con la “pezza a colore”,restano privi di copertura finanziaria gli impegni di spesa che il Comune deve assumersi,nel momento in cui decide di gestire direttamente la struttura. In questo “spazio” bisogna,come dicevo,assicurare alle nuove imprese servizi. Non attrezzeremo questi spazi? Non dovremmo fornire dei servizi ? Faremo semplice  sub-affitto di locali ? Noi pagiamo il canone all’INVITALIA; Voi costruttori pagate il canone al Comune. Amen. Gestire un Incubatore significa mettere a disposizione delle imprese,oltre che quattro muri,anche i servizi materiali e professionali  ! E per servizi materiali cosa si intende, se non almeno uno spazio “attrezzato”? Senza stanziamenti e coperture finanziarie,come si attrezzano gli spazi.? Se tutto questo fosse a carico delle imprese che dobbiamo o dovremmo attirare in loco o,comunque,aiutare nelle fasi dell’avvio della attività, quale sarebbe l’utilità per le imprese medesime? Cosa prevede la nostra Giunta per i servizi immateriali; per i servizi professionali. Ognuno pensa e provvede per sé ? Ed ancora una volta: l’utilità per le nuove imprese quale sarebbe ? Gestendo direttamente l’Incubatore quali servizi immateriali – di consulenza del lavoro,di consulenza legale, di consulenza commerciale e finanziaria – potrà mai il Comune mettere a disposizione dei giovani imprenditori da aiutare,invogliare,proteggere e cautelare nelle fasi di avvio di una attività imprenditoriale ? A quali professionalità potrebbe mai rivolgersi il nostro Comune,pescando all’interno della propria struttura,già inadeguata ad assolvere i compiti istituzionali? Dunque: idee confuse sulle spese da fronteggiare; sui servizi da garantire; sulle modalità per assicurare questi servizi. Nessun effettivo aiuto materiale e professionale alle aziende. Un semplice sub – affitto: io pago Invitalia;Voi pagate me, per l’utilizzo dei locali;per i “muri” dell’incubatore. Come meravigliarsi se la struttura resterà deserta ed inutilizzata? Come meravigliarsi se lì finiranno qualche scalcinato raccomandato,che può vantare di essere assistito dal commercialista giusto ? Cerignolano o romano che sia? Esautorato ancora una volta il Consiglio Comunale. Impedito un dibattito che avrebbe arricchito l’iniziativa dei contributi di qualcuno che “incubatore di impresa” sa cosa significa e saprebbe come farlo funzionare. C’è di più! La scelta di gestire direttamente l’incubatore è una scelta perniciosa,che si rivelerà infallibilmente fallimentare. Utile solamente a chi vuol fare clientelismo spicciolo. Parliamoci chiaro. Anche strutture più grandi;attrezzate di tutto punto; che assicurano alle aziende ben altri servizi,stentano o potrebbero avere difficoltà a decollare. Basti pensare all’incubatore di Candela,che di queste caratteristiche, molto più qualitativamente elevate del nostro, già dispone. Che fare? Semplice: immaginare soluzioni alternative ad una impossibile,inefficiente,clientelare gestione comunale. Perché non affidare la gestione al GAL ? Che a questo titolo potrebbe ottenere anche ulteriori finanziamenti regionali? Perché non assecondare la vocazione agro\industriale della nostra economia,dotando il nostro Gal di questo ulteriore strumento operativo? Coinvolgendo anche i Comuni limitrofi,che dovrebbero sempre di più individuare in Cerignola il loro baricentro economico? E’ una ipotesi. Altre se ne potrebbero avanzare. Se fosse data la maniera a chi istituzionalmente avrebbe questo compito di interloquire. Se non si pretendesse di fare tutto,senza sapere fare nulla. Deliberando senza copertura economica, salvo tornare precipitosamente sui propri passi,a distanza di una settimana. Raccontando favolette ( che l’abbia scritta il Sindaco in persona la seconda delibera?),tentando di non far emergere gli errori di improvvisazione e incompetenza commessi. Le similitudini con l’Interporto sono tante e sono inquietanti. Soldi pubblici spesi. Gestione improvvisata,magari affidata a qualche altro fratellino di assessore; con la sola aspirazione di gestire un modesto,piccolo potere da sottobosco politico;sistemare magari il cognatino o lo zietto. Perdendo un’ altra occasione di sviluppo. A spese di questa nostra sfortunata città.

Cerignola, 21 aprile

GIUSEPPE LEMMA

FRANCO METTA

MOVIMENTO POLITICO LA CICOGNA