Quasi un anno di Governo della città per il Giannatempo – bis. Corre l’obbligo, dunque, di tracciare un primo e, per forza di cose parziale, bilancio dell’attività fin qui svolta. Un Giannatempo stanco ma non sfiduciato, tenace come sempre e schietto nel fornire risposte e spiegazioni. Lo incontriamo nel suo ufficio personale, in quel Palazzo di Città, sede di soddisfazioni ma anche di cocenti delusioni per una squadra di governo forse non del tutto cementata e alla presa con le mille difficoltà di una città complessa come Cerignola. Tante le tematiche toccate, dal Tfr Asia all’urbanistica, passando anche per le amicizie da non tradire e quelle che, forse, tradite lo sono già state. Un Giannatempo a 360°, insomma,  nella speranza di aver ‘inchiodato’ il primo cittadino ed evitato furbeschi dribbling, qui di seguito riportiamo le sue dichiarazioni .

 

 

Una cosa di cui va fiero e un’altra che non rifarebbe nel suo primo anno di governo della città…

“Una cosa di cui vado fiero è proprio il mio comportamento sul caso Pece. Nell’esperienza 2000 – 2005 consiglieri e partiti mi avevano imposto di cambiare la giunta e se fossi rimasto con la giunta  iniziale avremmo ottenuto risultati migliori. In questo caso ho deciso di rischiare, perché sto rischiando, dicendo che la nomina di alcuni assessori sarebbe stata competenza esclusiva del sindaco. In quest’occasione sono fiero di aver mantenuto una mia personale coerenza e di aver così salvaguardato anche i rapporti personali”.

Nella sua lettera, rivolgendosi ai quattro, dice: “Abbiamo ragionato insieme e insieme abbiamo rimosso il vulnus politico con la rinunzia da parte dell’assessore Enzo Pece alla segreteria di Fli”. Che significa ‘insieme’ ?  I quattro sapevano già tutto ?

“Io ne ho parlato sempre con i vertici provinciali del partito, ma anche con i segretari locali. E ai quattro ho sempre detto che avrei risolto il caso. Chiedo scusa a loro se ho fatto capire, con quella espressione, altre cose”.

“Rapporti umani che non mi sento di calpestare anche per la più nobile delle ragioni politiche”, dice nella parte finale della missiva. E’ rinchiuso in queste parole il suo ‘debito politico’ nei confronti di Enzo Pece e del suo sponsor politico, Salvatore Tatarella ?

“Io ho sempre detto che chi va via da questa esperienza amministrativa non lo deve fare perché cacciato da me o da altri. Chi va via andrà via per migliorarsi, per incarichi di alto livello e in questo caso penso, ad esempio, a Roberto Ruocco. Non è che se quattro persone me lo chiedono io devo cacciare una persona. Da parte mia, poi, ribadisco che non c’è nessun debito da saldare”.

Continuando l’esegesi della sua lettera,  su Fli, Lei dice che “è ancora allo stato nascente e che vive una stagione per nulla definita”. La sua posizione rispetto a questa ‘situazione non definita’ qual è ?

“Io non credo che Fli sia un partito, secondo me Fini & company si sono allontanati da Berlusconi ma non dalle idee del Pdl. Si è trattato di una reazione abnorme contro Berlusconi. Fli è un movimento, non diventerà mai un partito. In molti riconfluiranno nel Pdl”.

Ritorniamo all’inizio… Cosa non rifarebbe ?

“Ho perso troppo tempo a costituire la giunta e si è perso troppo tempo anche adesso, sulla questione Pece. In entrambi i casi avrei dovuto essere più chiaro sin dall’inizio”.

La polemica con la Gentile sul Piano Sociale di Zona: alla faccia delle istituzioni che collaborano…

“Io ho sempre cercato il confronto con la Gentile. A me non interessa capire di chi è la colpa dei ritardi. Mi interessa risolverli. Se però mi si attribuiscono tali ritardi allora mi vedo costretto a rispondere. Sugli 1,4 mln di € stanziati per le famiglie non numerose e per il fondo di non autosufficienza, ad esempio, ne son arrivati soltanto la metà; l’altra metà, a detta della stessa Gentile, è arrivata alla ragioneria della Regione. Aspettiamo che da lì ci arrivino. Così come dico che, certamente, siamo in ritardo sull’assegno di cura. In questo caso non cerco scuse o scorciatoie. Stiamo lavorando per sbloccare la situazione”.

Ha creato due agenzie. Una sull’agricoltura e l’altra per i servizi sociali. A ‘Puglia d’oggi’ Morano definisce la prima ‘una bufala’, rivendicando un assessorato specifico. Cosa risponde ?

“Sull’agricoltura sono pochissime le competenze degli enti locali, quindi creare un ente scevro dalla burocrazia amministrativa dove convogliassero le istanze e le esigenze degli agricoltori per me era importante.  E i risultati li stiamo ottenendo, non è mica vero che stiamo facendo solo convegni. Esemplificativo il caso Uma, dove chi ha presentato il libretto ha subito avuto l’autorizzazione, scavalcando così Caf, patronati ed associazioni e recuperando un ruolo istituzionale nel settore. Per quanto riguarda Morano, è vero che all’inizio ha insistito parecchio per l’assessorato, ma è altrettanto vero che, alla fine, abbiamo insieme concordato per questa soluzione. Lui sa che il direttore, Barrasso, opera in completa autonomia e mi sorprende che oggi definisca l’Agenzia una ‘bufala’”.

E l’Agenzia sui servizi sociali ?

“Era necessario creare un coordinamento tra le forze che operano nel sociale. Prima erano costrette a venire a questuare finanziamenti o sostegni vari. Oggi, invece, creando questa costola dell’amministrazione, si è data loro la possibilità di conoscere il bilancio e di decidere in base a questo come operare. Ultimamente, ad esempio, ci hanno dato dei consigli su come spostare alcune poste di bilancio in alcuni settori che ne avevano un urgente bisogno”.

A proposito di ‘sociale’: novità sul ‘Palazzo del Volontariato’ ?

“In questi giorni la ditta ci consegnerà la struttura. È stato fatto un bando ed adesso gli aventi diritto saranno tutti spostati lì a Torricelli”.

Torno sulla crisi a Palazzo Città: i quattro hanno mai chiesto altro oltre la testa di Pece ?

“Pece è la punta di un iceberg. I quattro mi hanno sempre lamentato un loro scarso coinvolgimento nelle scelte amministrative. Dobbiamo lavorare perché ognuno si senta protagonista attivo dell’azione amministrativa”.

Scarso coinvolgimento lamentato in particolare modo sulla materia urbanistica. In generale, su questo fronte, non crede che sia mancata quantomeno una certa linearità programmatica ? Un solo esempio in tal senso: su via Russia e via Trieste il trio Distefano, Vitullo e Marro, dopo una approvazione all’unanimità, proposero un documento in cui recepivano alcuni appunti sollevati dall’opposizione…

“Chiariamo che sulle F3 il Comune non può dettare la linea, tu devi controllare solo se il privato rispetta gli standard ed in quel caso li rispettava. In quel caso, bene hanno fatto quei consiglieri ad integrare il progetto iniziale. Li il problema era che la strada che serviva come accesso privato ai garage dovesse essere anche pubblica. Grazie all’apporto di quei consiglieri, la cosa è stata rivista dalla ditta, recependo le osservazioni di consiglieri della maggioranza e dell’opposizione”.

Censimento agricolo e caso Mandrone: c’è mai stata una questione morale nel Giannatempo – bis ?

“Mi citi due episodi specifici. Nel primo caso mi assumo la responsabilità del ritardo con cui è stato fatto il bando. Abbiamo dato fretta alla commissione, inducendola a non esaminare con serenità. So i commenti che sono stati fatti, le domande approssimative che sarebbero state fatte. Ripeto: non è stata quella una valutazione serena e ci sono stati in quella sede dei comportamenti che, anche a me, sono sembrati anomali. Sul caso Mandrone poi… Lui è dirigente da tempo, la gran parte dei concorrenti hanno avuto rapporti con lui. A parer mio la frequentazione di una persona candidata da parte di uno degli esaminatori, in questo caso il presidente, dovrebbe essere evitata. Però questa è una questione di opportunità, sono gli organi inquirenti a dover giudicare e nel caso Mandrone lo hanno fatto”.

Lei è ‘vittima politica’ di Didonato e Calice ?

“Quando uno è a posto con la coscienza, sapendo di poterlo gestire, è disposto a discutere anche con il diavolo per fare il bene della propria comunità. Per me né  Calice né Alicino sono dei diavoli, ma anche qualora lo fossero io devo garantire opportunità di sviluppo per la mia città”.

Il Comune, un po’ di tempo fa, fece un comunicato in cui annunciava la costituzione di parte civile dell’Ente in un eventuale processo contro i trafugatori cerignolani della salma di Mike Bongiorno. Ti lancio una provocazione: si  costituirebbe parte civile, in un eventuale processo, vs chi ha ‘fregato’ i soldi del Tfr Asia ?

“A parte che sono rimasto molto deluso che nessun capogruppo abbia fatto propria quella proposta in consiglio comunale. La storia dell’ Asia, poi, non è così semplice. Io non credo che qualche amministratore abbia mai potuto fregarsi dei soldi, non te li puoi mettere in tasca, hai la Corte dei conti come una spada di Damocle sulla tua testa. Sicuramente però c’è stata una gestione leggera dei soldi pubblici. La responsabilità va riscontrata nel non aver sollevato l’azienda da alcuni servizi”.

Significa che la Sia sarà ‘alleggerita’ ?

“Certo. La Sia non può occuparsi del verde ad esempio. Sarà un’operazione da fare al più presto”.

Le agenzie servono a sburocratizzare, abbiamo detto prima. Però oggi abbiamo  Commissione e Consulta per la Cultura. Piccola contraddizione ?

“La Consulta riunisce tutte le associazioni, il Presidente riferisce all’amministrazione i risultati di questo contatto diretto con la società civile. La Commissione, invece, recepisce le proposte della Consulta. Sburocratizzare significa anche saper ascoltare la gente”.

C’è un assessore che sta lavorando meglio degli altri ?

“Sono soddisfatto di tutti gli assessori. Nei consiglieri,invece, forse c’è qualcuno che deve ancora capire cos’è una macchina amministrativa. Hanno, però, l’attenuante della giovane età”.

I suoi battibecchi con Metta rivelano qualcosa d’irrisolto tra voi, che va oltre la dimensione politica. Quasi un’amicizia, o quantomeno un patto, tradito. E’ così ?

“Io non avevo nessuna voglia di fare il sindaco, me l’ha chiesto il partito. Considero Metta molto capace e dotato di un’intelligenza brillante, ho fatto le scuole insieme e per un certo periodo anch’io sono stato convinto che lui potesse rappresentare un momento di svolta per il partito e per la città. E’ stato il partito, però, a chiedermi, ai vertici alti, di scendere in campo. Io, comunque, a Metta, non toglierò mai il rispetto umano. Non so se lui sia capace di fare altrettanto”.

Chiudiamo con l’inceneritore. Il ricorso al Consiglio di Stato è ancora pendente. Nella nefasta possibilità che i lavori non vengano sospesi Lei Ha mai chiesto al Gruppo Eta delle garanzie sulla struttura ? Intendo dire in ambito occupazionale, ambientale, ecc…

“L’unica cosa che chiederò sarà una commissione super – partes, composta da tecnici indicati dai Comuni di Manfredonia e  Cerignola, più rappresentanti dei movimenti spontanei per garantire un monitoraggio continuo sulle ripercussioni della struttura sul territorio circostante. Questo lo pretenderò insieme al sindaco di Manfredonia Riccardi ed è questa l’unica cosa che m’interessa. E’ ovvio poi che premeremo perché il gruppo riconosca alla borgata una sorta di ‘risarcimento’ e si prodighi per la  sistemazione di strade, la costruzione d’impianti sportivi o strutture a rilevanza pubblica”.

 

5 COMMENTI

  1. il Sindaco giannatempo èla persona più falsa del mondo quando dice che non voleva fare il sindaco, ma che gli è stato chiesto. Ha utilizzato tutti i mezzi più meschini e falsi per farsi nominare. Tutti coloro che seguono la politica Cerignolana da vicino sanno quanto questo è vero.

  2. Il Sindaco le bufale le dice e come, esempio emblematico il caso UMA, nessuc caf scavalcato ed innumerevoli disagi per gli operatori, segno questo ancora una volta che il Sindaco non sa cosa gli succede in casa…….

  3. raga nonvi preoccupate….se si votera’ a livello nazionale vedrete veramente le carte in tavola.

  4. Giannatempo ha preteso di essere candidato sindaco di Cerignola. Ha soffiato la candidatura a Onofrio Giuliano mettendo con le spalle a muro Fitto.
    Inutile, chi nasce tondo non muore quadro. Giannatempo non smetterà mai di mentire.

    • Sono molto d’accordo con Giupy che Giannatempo ha meschinamente soffiato la candidatura a sindaco sia a Giuliano che demonte. Ha letteralmente messo con le spalle al muro Fitto minacciando un suo sostegno alle regionali per la Polibortone invece che sostenere Palese candidato prescelto da Fitto stesso. Chi nasce tondo non diventa quadrato.
      Giannatempo la vittoria (al Ballottaggio) la deve sia ad una debolissima condizione della sinistra che usciva con Valentino in modo disastroso e con un debole candidato; sia perchè Metta non ha convinto con i suoi modi e il suo passato gli elettori.
      Quindi, un candidato forte del PDL, con una così precaria condizione degli avversari, AVREBBE DOVUTO VINCERE AL PRIMO TURNO.
      Lui invecesi esalta per una sua maglificenza e capacità politico/amministrativa e di consenso.
      Sono convinto che qualunque sia stato il candidato del PDL in quella situazione o al primo turno o alballottaggio avrebbe vinto.
      In ultimo dico, Giannatempo deve la sua presenza sulla poltrona più alta della città solo grazie alla sua proverbiale e sfacciata meschinità, tipica di persone definite….. lascio a voi la considerazione finale.

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