Pubblichiamo di seguito un comunicato stampa del Movimento Politico la Cicogna, a firma Franco Metta, nel quale il gruppo ritorna sulla questione dell’ex plesso dell’Acquedotto Pugliese. Ecco il documento completo.

Era domenica 27  settembre del 2009.

Centinaia di Cerignolani firmarono la petizione popolare da noi proposta,per protestare contro la chiusura degli uffici dell’Acquedotto Pugliese a Cerignola e chiedere la loro riapertura.

Già allora denunciamo come lo scippo, l’ennesimo in danno di questa Città, fosse diretto ad una operazione di bassa speculazione edilizia.

L’acquedotto chiudeva a Cerignola,mortificava Cerignola e i Cerignolani,non per ragioni o esigenze aziendali serie ed effettive;

ma per FARE SPECULAZIONE EDILIZIA sul palazzo degli uffici,che già da marzo del 2009 l’Acquedotto aveva messo in vendita.

I R R E G O L A R M E N T E.

Perché la destinazione di quell’immobile è vincolata;

perché lì ci dovevano essere solo ed esclusivamente UFFICI PUBBLICI.

Protestammo molto noi.

E protestò un AUTOREVOLE CONSIGLIERE REGIONALE:

ROBERTO RUOCCO!

Riporto testualmente da “ La Gazzetta del Mezzogiorno”, pagina XI del dorso provinciale, del 25 marzo 2009:

Dal versante opposto è giunta all’assessore Introna e al Presidente Vendola una interrogazione urgente del presidente del gruppo regionale di AN-PDL,Roberto Ruocco,il quale rimarca gli effetti dell’ennesimo scippo ai danni della città di Di Vittorio e di Tatarella”.

“Nella interrogazione urgente Ruocco chiede di conoscere le motivazioni reali della assurda decisione dell’AQP di privare Cerignola…..”.

Le “motivazioni reali” erano quelle di portare a termine una bieca speculazione edilizia,a danno di questa città.

Ma per portare a compimento l’ “impresa” occorreva ed occorre la complicità degli Amministratori Comunali.

Si presta volentieri il prima furente ed indignato Roberto Ruocco.

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Sulla stessa Gazzetta del Mezzogiorno, questa volta del 14 maggio 2011, leggo che:

il Vice Sindaco Ruocco  “ ha raggiunto un accordo con l’acquedotto”.

Lo stesso Ruocco che interrogava Vendola sulle “motivazioni reali”, consente che queste siano conseguite.

Promette edificabilità residenziale,raggiunge accordi; poi, bontà sua,precisa che l’intesa – già raggiunta in privato – verrà ratificata in Consiglio Comunale.

Peccato che tanto faccia non per propria scelta,ma perché costretto.

Gli ha imposto di venire allo scoperto proprio un Suo collega di Giunta:

l’ assessore Pece,che ha dato la notizia delle, fino ad allora segrete, trattative su Puglia d’Oggi,giornale di Fabrizio Tatarella e del FLI.

Non fosse stato per questo nessuno sarebbe stato informato.

Ora Ruocco promette di passare in Consiglio Comunale.

Il “passaggio” avrebbe dovuto essere effettuato prima di raggiungere l’intesa,non dopo;

fidando sulle mani alzate e sulle menti inconsapevoli dei consiglieri di maggioranza.

Umiliati ancora una volta e costretti al mero ruolo di passivi spettatori.

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Domenica 22 maggio La Cicogna tornerà in piazza: nello stesso,identico posto,in cui il 27 settembre del 2009 anticipò facilmente quello che sarebbe accaduto:

mortificazione per Cerignola;

danno per i Cerignolani;

speculazione edilizia.

Questa volta chiederemo le firme per portare subito l’argomento in Consiglio Comunale!

Perché sia il Consiglio ad esprimersi.

E non soltanto sull’accettare o meno l’accordo che Ruocco ha concluso;

MA PER DISCUTERE NEL MERITO DI QUELLO CHE, COME AMMINISTRATORI DI CERIGNOLA, VOGLIAMO IN QUELLA ZONA,PER QUEL QUARTIERE.

CIO’ CHE E’ UTILE NON SOLAMENTE ALLE MIRE SPECULATRICI DELL’ACQUEDOTTO E DEI SUOI GIA’ INDIVIDUATI COMPRATORI,BENSI’ QUEL CHE SERVE A QUESTA CITTA’.

Vedremo quel che emergerà dal dibattito.

Vedremo chi farà proposte e che proposte farà.

Valuteremo se proprio lì questa città abbia bisogno di un’altra colata di cemento per ABITAZIONI DI LUSSO O SUPER LUSSO.

IN UN CONTESTO URBANO GIA’ DEGRADATO, ANCHE IN QUELLA ZONA CENTRALISSIMA, PER SOVRAFFOLLAMENTO DI ABITAZIONI,TRAFFICO CAOTICO,INQUINAMENTO ACUSTICO ED AMBIENTALE.

Sollecitiamo la mobilitazione dei cittadini a difesa,non solamente della vivibilità del centro cittadino di questa città,ma anche a tutela delle prerogative degli organi di rappresentanza di questa Città,puntualmente ignorati.

Anche dal finora catatonico Roberto Ruocco.

Miracoli dell’ acqua dell’ acquedotto pugliese.