L’Assessore alla Sanità, Michele Romano, chiede ai vertici della Asl di affiancare altro personale all’impiegato addetto allo sportello di scelta e revoca dei medici di famiglia, perlomeno in momenti di emergenza come quello attuale.  “Alcuni medici di Cerignola stanno andando in pensione – spiega Romano – i pazienti devono dunque sceglierne un altro al loro posto e per questo si recano agli uffici preposti. Ma qui stanno avvenendo in questi giorni episodi indecorosi, perché il responsabile dello sportello non riesce, da solo, ad evadere le pratiche in questione, per cui si formano lunghe file e c’è  chi perde la pazienza”. Tanto che, aggiungiamo, in alcuni casi sono intervenute le forze dell’ordine per calmare i bollenti spiriti di qualcuno esasperato da ore di attesa. Un nuovo problema per la sanità locale, che si aggiunge a quelli cronici e naturalmente irrisolti: “Le lunghe liste d’attesa; la carenza di medicina preventiva; i disservizi del Pronto Soccorso dell’ospedale “Tatarella” causati dalla carenza di personale; l’insufficiente copertura dei servizi di medicina del territorio; la mobilità passiva in aumento, i turni di lavoro massacranti per il personale sanitario ridotto all’ osso”. Ma il nuovo problema è di natura amministrativa, sottolinea Romano, ed in realtà basterebbe poco per risolverlo: “Servirebbe semplicemente utilizzare altri dipendenti Asl  presso lo sportello delle scelte dei medici e nel contempo allungare gli orari di apertura di questo ufficio, almeno per il tempo necessario a risolvere situazioni di emergenza, come quella attuale: sono 2000, infatti, i cerignolani in attesa di cambiare medico ma che, per i motivi sopracitati, rischiano di rimanere per qualche tempo privi di assistenza sanitaria.  Faccio dunque appello, nel doveroso rispetto dei ruoli, al senso di responsabilità dei dirigenti dell’Asl, perché il problema venga risolto nel minor tempo possibile. Evitiamo che il sistema vada in tilt solo perché cessa la sua attività lavorativa un medico di famiglia con molti pazienti”.

1 COMMENTO

  1. Volevo precisare una cosa. Almeno ieri 26 Maggio le forze dell’ordine non sono intervenute per calmare i bollenti spiriti ma perchè chi scrive assieme ad altri quattro sdegnati cittadini hanno richiesto l’intervento della Polizia. Lo sdegno è stato causato dal lassismo , dall’assenteismo , dall’assenza di amor proprio e dalla scarsa intelligenza del 95% degli impiegati pubblici. Volete sapere come si è risolta la situazione? La dirigente del caso , dopo un colloquio a porte chiuse con gli agenti della polizia , mi ha invitato ad entrare nel suo ufficio e dopo vani tentativi di spiegare e giustificare la situazione infame , ha telefonato lunico operatore addetto al servizio menzionato nell’articolo che in CINQUE minuti ha risolto la mia pratica e quella di un altro cittadino. Non mi sembra che sia questo il modo giusto per risolvere i problemi ( in effetti sono stati risolti i problemi di solo due cittadini). Tengo a precisare che avrei fatto volentieri a meno del servizio sanitario pubblico, ma in questo caso non avevo altre alternative. Ritengo che il settore dell’impiego pubblico sia un triste peso che abbiamo ereditato dai mediocri Democristiani del passato che andrebbe riformato, sfoltito o meglio ancora del tutto estirpato. Certa gentaglia non deve pesare sulle spalle degli altri onesti cittadini lavoratori dotati di amor proprio.

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