Il Partito Democratico, attraverso Luigi Pizzolo (responsabile del Forum Ambiente), si rivolge all’assessore al ramo Stefano Palladino in una lettera aperta con l’obiettivo puntato sul termovalorizzatore Marcegaglia. Nella missiva, l’esponente del PD oltre a condividere la decisione del ricorso avanzato al Presidente della Repubblica, propone delle soluzioni per risolvere l’annoso problema dei rifiuti che riguarda la nostra città. Di seguito il documento completo.

Egregio Assessore,

abbiamo letto e condividiamo il Suo sdegno per quanto pubblicato sul sito della società ETA, del gruppo Marcegaglia, circa il cinismo con cui tratta delle possibili conseguenze sull’ambiente e sulla salute dei residenti in Borgo Tressanti nell’ipotesi in cui il realizzando termovalorizzatore entrerà in funzione. La scelta di localizzare l’impianto in località Paglia è stata sicuramente infelice sotto molti punti di vista. Abbiamo già ricordato, ma è il caso di ribadirlo, che i primi (ed, all’epoca, unici) a cercare di opporsi a tale scelta furono gli amministratori locali, il Sindaco Matteo Valentino, e regionali, l’assessore Elena Gentile, del centrosinistra. Riteniamo, quindi, opportuna la scelta del Ricorso al Capo dello Stato ma, allo stesso tempo, temiamo che questa, anche qualora fosse accolta, non risolva in maniera strutturale i problemi legati alla gestione dei rifiuti nel nostro territorio.

Dire “no all’inceneritore” è senza dubbio legittimo e meritano rispetto quei cittadini, associazioni e forze politiche che tale parola d’ordine hanno adottato. Però, chi ha l’onere e l’onore di avere responsabilità politico-amministrative, così come chi si candida alla guida della Città, deve dare risposte concrete e formulare obiettivi precisi, indicando quali strumenti intende adottare per perseguirli. Nascondersi essi stessi dietro il rifiuto, sic et simpliciter, alla realizzazione dell’inceneritore è un lusso che rasenta l’irresponsabilità politica. Parlare di mirabolanti percentuali di raccolte differenziate non ha alcun senso se non si indicano contemporaneamente risorse e tempi. L’Amministrazione comunale di Cerignola ha ben chiari quali indirizzi fornire e risorse finanziarie dedicare? Quale politica impiantistica realizzare? La posizione nei confronti dell’inceneritore è da intendersi limitata alla sua localizzazione o è un rifiuto netto e assoluto verso questo tipo di soluzione? E, in quest’ultima ipotesi, quali alternative si propongono, stante la circostanza che si va verso la realizzazione del 5° lotto di discarica a servizio del Bacino FG/4 senza che ciò abbia provocato la benché minima indignazione e protesta da parte di tanti neointegralisti ambientali dell’ultima ora?

Sarebbe opportuno rammentare che il Piano Regionale sui Rifiuti, adottato nel 2006 dalla Giunta Vendola, ha ridotto da 11 (tanti ne prevedeva il governo Fitto) a 5 il numero di termovalorizzatori da realizzarsi nella nostra Regione. Il numero, lungi dall’essere casuale, risponde ad una logica ben precisa: realizzare in ogni ambito provinciale – la BAT non era stata ancora costituita – l’autosufficienza impiantistica per una efficiente e non emergenziale gestione dei rifiuti. Purtroppo, ad oggi, non v’è alternativa concreta allo smaltimento dei rifiuti in discarica o presso termovalorizzatori. Del resto occorre pur dare un’ulteriore risposta ad un ennesimo quesito: qualora si raggiungessero vette eccellenti di raccolta differenziata, e cioè si intercettassero tutte le possibili frazioni riciclabili (70/80%), come gestire le restanti quantità non riciclabili? Stiamo parlando di circa 20.000 t/anno nei nove comuni del Consorzio FG/4, di cui circa 9.000 t/anno nel solo Comune di Cerignola. Come si intendono smaltirli? Come vede, Egregio Assessore, dalla questione impiantistica non si può sfuggire. Noi su tali questioni abbiamo idee e proposte chiare e su queste ci confronteremo con la Città. Su queste sfideremo l’Amministrazione Comunale.

Riteniamo prioritaria e necessaria una politica di investimenti che realizzi e comprenda:

– un impianto di selezione multimateriale per raggiungere nel breve periodo percentuali ragguardevoli di R.D.;

– un impianto sperimentale di “dissociazione molecolare” per il trattamento a basse temperature dei rifiuti;

– mezzi e risorse umane per l’attivazione della raccolta “porta a porta”.

I necessari investimenti potranno essere finanziati tramite:

– POR Puglia – Obiettivo III ;

– Passaggio dalla Tarsu alla TIA (Tariffa di Igiene Ambientale);

– Destinazione del contributo socio-ambientale incamerato annualmente dal Comune di Cerignola alle fasce economiche più deboli per neutralizzare gli eventuali effetti negativi della TIA.

Agli annunci preferiamo i fatti.

Cordialmente.

Luigi Pizzolo

Responsabile Forum Ambiente P.D. Cerignola

5 COMMENTI

  1. Non è nel mio stile partecipare ai forum e ai dibattiti, specialmente quando questi hanno, se pur in maniera ragionevole, delle basi politiche. Ma è sicuramente nel mio stile leggere rileggere ed interpretare tutto ciò che ritengo importante per la mia personale conoscenza.
    E’ la prima volta che scrivo in un forum ( o come sotto definito post comment)
    La mia non è una critica contro o pro qualcuno o gruppo politico, ma è solo un voler mettere un ordine a ciò che è stato scritto.
    Rispetto le idee di tutti ma l’Ambiente è qualcosa che ha un compromesso solo ed esclusivamente tecnico e normativo.
    Rispondo a ciò che è stato scritto dal signor (o dott) Luigi Pizzolo sulla questione 70% 80%.
    La convenienza di un inceneritore con recupero energetico è dettata dalla sola questione del recupero energetico, ma di fatto nel bilancio massico ambientale, non vi è nessun criterio positivo (non spiego il perchè, ma internet ha le spiegazioni alle mie affermazioni, ma chiaro dovrebbe essere il concetto di CDR – Q comunque un rifiuto, ma inceneribile – ancora per poco)
    Uno dei tanti problemi dell’incenerimento (come la parola spiega) sono le ceneri, calcolate se tutto va bene nel 30% del combustato.
    Cioè proprio pari alla rimanente frazione di una raccolta differenziata di rifiuti (come il signor Luigi afferma giustamente)
    Non vorrei rispondere affermando che il signor Luigi ha dimenticato un passaggio, quindi ribalto a Lui la risposta al quesito che propongo:

    20 – 30% di ceneri da incenerimento (discariche speciali – per pericolosi – che per quello che io ne sò non mi sembra essere in zona o in Italia, costi trasporto altissimi oltre a quelli di stoccaggio)
    20 30% di RSU non differenziati derivanti dalla cernita per riciclo o recupero (CDR – Q) normalmente chiamato sottovaglio (discarica per RSU – tipica dell’ ATO)
    Quesito:
    Cosa per lui è più conveniente dal punto di vista di sostenibilità ambientale? (vista la sua conoscenza sull’ambiente non spiego cosa si intende per sostenibilità)

    La ringrazio anticipatamente per la sua cortese e sicura risposta.
    Chiedo scusa se non mi firmo, ma assicuro è meglio che non lo faccio.

    • Rispondo brevemente al cortese, seppur anonimo, interlocutore.
      Sono assolutamente d’accordo con lei circa i seri problemi di impatto ambientale che il ricorso all’inceneritore comporta. Come del resto, anche se per motivi diversi, alle discariche.
      La sua domanda, però, contiene in sè il problema: non vi è alternativa concreta ed efficace (purtroppo) agli attuali impianti di smaltimento.
      Io non sono convinto che le discariche siano da preferire sotto il profilo della “sostenibilità ambientale”. Decine e decine di ettari di coltivazioni agricole sono stati, ad oggi, sacrificati.
      Non può essere solo questa la strada da perseguire.
      Cordialità

      • GRAZIE PER LA RISPOSTA, NON SONO ANONIMO PER TIMORE MA PER VOLONTà è MEGLIO STARE FUORI DA IDEE LEGATE ANCHE A UNA BASE POLITICA (SEMPRE GIUSTA COME IDEOLOGIA)

        RISPONDO AL QUESITO:
        IL 30% DERIVANTE DALL RSU TRATTATO E RICICLATO è UN SECCO, QUINDI SENZA PROBLEMI DI UMIDITà

        IL 30% DERIVANTE DA INCENERIMENTO è SECCO MA POTENZIALMENTE ALTAMENTE PERICOLOSO, ECCO PERCHè E PRASSI COMUNE MA SCENTIFICAMENTE PROVATO CHE SE SI RAGGIUNGONO ALTI POTENZIALI DI RACCOLTA DIFFERENZIATA L’INCENERIMENTO NON AVREBBE SENSO, ANZI LE DICO DI PIù, NON SI RAGGIUNGEREBBERO I POTERI CAROLIFERI INFERIORI CHE POSSANO SPINGERE BENE UNA TURBINA A CORREDO (CIOè VAPORE ACQUEO O AQUEO) CON LA RIMANENTE PARTE DEL RECUPERATO O MEGLIO RICICLATO

        INOLTRE LA RISULTANZA DI UNA RACCOLTA DIFFERENZIATA DOPO SEPARAZIONE NELLE AZIENDE SPECIALIZZATE, PROTREBBE ESSERE ANCORA UTILIZZATA DOPO ESSERE STATA AL MAX SPINTA CON LA BIOSTABILIZZAZIONE (SE NON SI è SICURI DELLA STABILITà) COME RIPRISTINO AMBIENTALE O COSE SIMILI, TIPO RIINTEGRI, O ANCORA COME SI è ORMAI SPERIMENTATO BASE PER PROFILATI IN CEMENTO.

        PER QUEL CHE RIGUARDA LA SOSTENIBILITà AMBIENTALE, L’INCENERITORE NON è ASSOLUTAMENTE VANTAGGIOSO IN NESSUNO DEI TRE ELEMENTI CHE CARATTERIZZANO LA SOSTENIBILITà STESSA, OSSIA:

        SOCIETà
        AMBIENTE
        ECONOMIA.
        L’INTERSEZIONE DI QUESTI CREA LA SOSTENIBILITà

        L’INCENERITORE HA SOLO UNA PARVENZA DI ELIMINAZIONE, MA NON ELIMINA UN BEL NIENTE,
        ANZI LE DICO DI PIù SE SI PROVASSE A BRUCIARE LO SFRIDO DELLA SEPARAZIONE CI SAREBBE NON SOLO UN POTERE CALORIFICO BASSO, MA UNA TEMPERATURA A CAMINO CHE NON RAGGIUNGEREBBE GLI 850 GRADI E QUINDI UNA MAREA DI DIOSSINE CHE FAREBBERO ANDARE IN TILT LE CENTRALINE DI RILEVAMENTO DI TUTTA ITALIA. SI PERCHè FORSE NON è NOTO CHE SE GLI INCENERITORI NON RAGGIUNGONO UNA TEMPERATURA DI 850 E PIù LE DIOSSINE SAREBBERO UN GRAVISSIMO PROBLEMA, (LOGICAMENTE INCENERITORI A LETTO FLUIDO). SE PROPRIO NE VUOLE SAPERE ANCORA (MA LEI QUESTE COSE LE SA) GLI INCENERITORI A LETTO FLUIDO HANNO I COMBUSTIBILI AUSILIARI TRADIZIONALI PER REGGERE LA TEMPERATURA QUANDO IL CDR NON è DEL TIPO Q. CHIARO ORA TUTTO?????

        QUESTA è LA RISPOSTA.
        PERCHè USANO GLI INCENERITORI? PERCHè HA CHI CI GUARDA DALL’ALTO PIACE FUMARE AHAHAHAHAH.

        RIFLETTI BENE SU QUELLO CHE TI HO DETTO (PERDONAMI IL TU MA TI SENTO AMICO) O MEGLIO SCRITTO (ANCHE SE è POCO) POTREI STARE DELLE GIORNATE A CHIARIRE UN Pò LE IDEE, MA NON è IL CASO TROPPA POLITICA NELL AMBIENTE CHE INFLUENZA LA SUA SOSTENIBILITà NON CONSIDERANDO UNO DEI TRE PUNTI SU SCRITTI, O MEGLIO DUE AMBIENTE E SOCIETà.

        qUESTO MONITO NON è ASSOLUTAMENTE ALLA TUA PERSONA, MA HAI PALLEGGIATORI POLITICI DI UNO O DELL’ALTRO FRONTE, COMPRESI QUELLI CHE SI DICHIARANO IMMUNI DALLA POLITICA E PENSANO DI FAR IL BENE CIVICO (SEMPRE A PAROLE)
        GRAZIE CARO AMICO PER AVERMI DATO QUESTA POSSIBILITà, COMUNQUE ANCHE IO SONO DEL PARERE CHE IN GIRO CI SONO TROPPI ECOLOG……. DELLE P…… AROLE E NON DEI FATTI. MA QUESTA è LA NOSTRA SOCIETà. QUINDI è MEGLIO STARE ZITTI, E LAVORARE DIETRO PER UNA SOCIETà MIGLIORE (FORSE)

  2. DIMENTICAVO, LE EMISSIONI CADONO SUI TERRENI SEMPRE CON LA PIOGGIA, ETTARI E ETTARI DI TERRENO………….. (NON VEDERE LE DISCARICHE DEGLI ANNI 70, CIOè DEI FOSSI, MA OGGI SI PROGETTANO (PRIMI BALUARDI DEL DECRETO RONCHI POI AMPLIFICATO CON I SUCCESSIVI)

    GRAZIE – CDR-Q

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