In Italia, oggettivamente, non abbiamo alcuna data minimamente paragonabile al 14 luglio francese o al 4 luglio americano. Ragioni storiche, politiche e sociali hanno portato, da sempre, gli italiani, a “scegliersi” la propria data preferita. Il 25 aprile, anniversario della Liberazione, ha, storicamente, rappresentato una data – simbolo per l’intero popolo della sinistra. L’elemento unitario, pur presente, soccombe difronte alla giusta rivendicazione degli ideali antifascisti e, soprattutto in passato, la celebrazione della Resistenza tendeva a ribadire il riconoscimento della libertà d’azione politica solo e soltanto a movimenti e partiti che per la Costituzione avevano lottato e che, nella Costituzione, quindi, si riconoscevano. Il 4 novembre, Giorno dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate, il cosi detto giorno della Vittoria, che celebra la Prima Guerra Mondiale come compimento del processo di costruzione nazionale, è stato sempre fortemente caldeggiato dalla Democrazia Cristiana, come una sorta di contro altare al ‘rosso’ 25 aprile: orgoglio nazionalista, onore ai caduti in guerra e fedeltà alle istituzioni ne erano il più autentico contenuto. Infine, il 2 giugno, giorno in cui gli italiani sceglievano la ‘forma repubblicana’, ha sempre rappresentato il “figlio minore e bistrattato” del calendario storico italiano. Un ibrido in cui era presente sia la retorica della ‘scelta democratica’, tanto cara alla sinistra, ma anche un revival della parata del 4 novembre con sprazzi di nazionalismo tanto cari ai partiti più conservatori. Una ‘insignificanza’, quella del 2 giugno, che nel 1977 portò il governo Andreotti, a spostarne la celebrazione alla prima domenica di giugno. Fu soltanto il presidente a Ciampi a recuperare l’importanza simbolica della data, reintroducendola come festività a tutti gli effetti con legge dello Stato n. 336 del 20 novembre 2000. Ora, al di la di come ognuno di noi la possa pensare, scegliendosi la propria data preferita, sentendosi ogni giorno dell’anno orgogliosamente italiano o magari rifiutando qualsiasi tipo di celebrazione, un fatto è certo: e cioè che, l’intera cittadinanza di Cerignola, quest’anno è stata privata di una delle festività di cui sopra, ovvero quella del 25 Aprile. E’ un atto violento, una scelta arbitraria con cui chi solo momentaneamente occupa le istituzioni di una città, ha deciso di scegliere per tutti. Una scelta solitaria che, nessun altro Comune in Italia sembrerebbe aver, anche solo minimamente, preso in considerazione. “Cadeva il Lunedì dell’ Angelo e comunque era Pasquetta” – hanno fatto sapere a Palazzo di Città. E chi decide come è meglio passare un Lunedì dell’ Angelo o la Pasquetta ? Giannatempo e la sua maggioranza ? Per fortuna la città ha risposto, con le iniziative e dell’opposizione e delle associazioni (Anpi Giovani in testa) che hanno ancora ben chiaro il senso della storia. Un senso della storia che dice che il 25 aprile e il 2 giugno sono sì intimamente collegati, ma con un segno distintivo diverso. Il 2 giugno gli italiani scelsero la forma repubblicana. Abbandonando la monarchia, passarono dallo status di ‘sudditi’ a quello di ‘cittadini’. Ma per essere ‘cittadini’ bisognava, innanzitutto, essere ‘liberi’. ‘Liberi’ come solo la Resistenza ci ha insegnato ad essere.

Stefano Campese

5 COMMENTI

  1. ASSOLUTAMENTE D’ACCORDO CON TE STEFANO,IN TUTTO E PER TUTTO,SOLO QUESTA CITTA’HA AVUTO L’ANOMALIA DI FESTEGGIARE IL 25 APRILE ED IL 2 GIUGNO,PROPRIO OGGI,MI SPIACE DOVERLO DIRE DA CITTADINO ITALIANO E NON DA CRONISTA DI QUESTO GIORNALE,HANNO”TOPPATO”CLAMOROSAMENTE MI VERGOGNO!!!!!!!!!!1E’NON PER MODO DI DIRE.

  2. IERI SERA C’E STATO UN BELLISSIMO SPETTACOLO IN VILLA MA SOLO 4 GATTI AD ASSISTERVI…..PECCATO.

  3. Il 25 Aprile è la liberazione dal giogo fascista, dalla condizione di popolo asservito alla volontà di pochi, senza garanzie, costretti a vivere secondo prospettazioni liberticide, senza poter esprimere il sacro dissenso. Tanto, con buona pace dei revisionisti che cercano e trovano la macchia in quella stupenda storia che è stata la nostra resistenza, anche della nostra terra e dei nostri concittadini e di tutti coloro che non sopportavano la tirannide..Quest’anno, come e forse più di sempre, noi Italiani abbiamo ripensato a quel tempo, all’attualità del senso di riscossa dalla superficialità, dalla mediocrità, dalla mancanza di eticità …. Noi abbiamo festeggiato tempestivamente la nostra liberazione, con una speranza in più..

  4. Peccato che al corteo, ai discorsi, alle commemorazioni e al concerto la villa era strapiena. Solo a concerto inoltrato, verso le 22,30 i cittadini hanno cominciato a lasciare la villa. Era tardi. Puoi vedere le foto presso la ditta Belviso, in modo che ti convinci di ciò. Sei la solita denigratrice. Togliti i paraocchi. E cerchi di lavorare per la città e non solo di criticare. Chi critica sono quelli che non hanno mai fatto niente nella vita.

  5. ALL’ANONIMO INTERLOCUTORE,PROBABILMENTE SFUGGE UNA COSA DI NON POCO CONTO,PERCHE’SE FACCIAMO BENE I CONTI,IN PASSATO SIA IL 25 APRILE CHE IL 2 GIUGNO,SI SONO SVOLTI NEI GIORNI FISSATI E POI IL SUCCESSO DI PUBBLICO PER IL CONCERTO E LE CELEBRAZIONI NON LO METTE IN DUBBIO NESSUNO.ORA X CIO’CHE MI RIGUARDA,VORREI ANCHE RICORDARE CHE PER CIO’CHE HO DETTO,IN PRECEDENZA MI SONO PURE”BECCATO UNA ”STAFFILLATA” IN DIRETTA RADIOFONICA,N SOLO RIMANGO FERMO SU CIO’CHE HO DETTO,IL PENSIERO E’DEL CITTADINO,ANCHE XCHE’TUTTI SANNO CHE LA LIBERTA’DI PENSIERO IN QUALUNQUE FORMA VALE X TUTTI….IO X FORTUNA HO QUESTA PASSIONE GIORNALISTICA,E NE SONO FELICE NON PER VANTARMI,MA PERCHE’RACCONTARLE E’IL MIO MESTIERE,L’AFFETTO DELLE PERSONE X ME E’INDISCUTIBILE,PER LE ALTRE STIMA CERTO,MA DISSENTIRE DALLE OPINONI,DI UN SEMPLICE CITTADINO COME ME,IN MANIERA SERENA E TRANQUILLA E’GIUSTA QUALUNQUE ARGOMENTO SIA.

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