Ci giunge in redazione un comunicato stampa del consigliere comunale del PdL, Arcangelo Marro. L’architetto esamina gli scenari che aspettano il maggiore partito di maggioranza alla luce dei risultati elettorali delle recentissime Amministrative, spostando l’attenzione poi su Cerignola e sui passi da intraprendere per riorganizzare il Pdl stesso.

L’ultima tornata elettorale dovrebbe farci riflettere. Su ben undici amministrazioni comunali chiamate alle urne, soltanto in tre comuni ha vinto il Pdl. Non dobbiamo nasconderci dietro ad un dito poiché bisogna palesemente riconoscere che il Popolo della Libertà sta attraversando un periodo di crisi. Urge mettere in atto un’organizzazione che in fondo non c’è mai stata non solo a livello cittadino ma anche e soprattutto a livello nazionale. Apprezzo, per esempio, la nomina di Alfano a coordinatore unico così come apprezzo la volontà di intraprendere quanto prima la realizzazione di congressi nazionali ma non c’è più tempo da perdere, anche a Cerignola: bisognerebbe addirittura riuscire ad anticipare i tempi, bisognerebbe creare dei congressi che, seppur non ufficiali, possano servire al partito per iniziare ad intraprendere i primi passi su una strada che altrimenti potrebbe rivelarsi catastrofica. Un ruolo importante dovrà essere giocato dalla comunicazione: bisognerà utilizzare qualsiasi mezzo di comunicazione per far conoscere alla città quelli che sono i nostri programmi, bisognerà utilizzare l’importantissimo strumento del comizio al fine di parlare alla città costantemente, per far capire alla gente che non siamo un partito in via d’estinzione. Ancora,  bisognerà riconquistare il cuore e la fiducia delle persone in qualsiasi modo perché non dobbiamo rischiare di rimanere soltanto un gruppo di simpatizzanti ma un vero partito, e non un partito degli eletti. L’unico modo per riuscirci, è riuscire a trovare la coesione e disciplina. Molto spesso si fa l’errore di confondere, o meglio, di far coincidere il Pdl con l’intera amministrazione comunale. Il Pdl è certamente il partito di maggioranza ma deve essere soprattutto un organo critico e propositivo nei confronti dell’amministrazione stessa.

Ricordiamo infine che tra meno di 2 anni saremo richiamati alle urne per le elezioni provinciali e sarà soprattutto in quel caso che non dovremo farci cogliere impreparati. Apprezzo molto il lavoro che Michele Distefano e Romano D’Antonio stanno facendo: hanno nominato un direttivo, hanno promosso numerosi incontri ed avuto un ruolo fondamentale nella risoluzione della crisi, credo tuttavia sia necessario nominare un coordinatore unico. Inoltre, sarebbe opportuno“partorire” subito i nomi dei rappresentanti per le prossime elezioni provinciali poiché ritengo sia contro produttivo ridursi all’ultimo minuto; i candidati devono farsi conoscere dalla città, presentare i propri programmi e, preferibilmente, dovranno essere tutte le persone vicine al partito a scegliere i propri rappresentanti che non dovranno essere imposti dall’alto come accaduto fin ora. Le primarie? Perché no. L’importante è che venga tutelato sempre l’interesse della nostra città e quello dell’intera capitanata.