Alcuni giorni fa, il movimento politico La Cicogna, attraverso il suo esponente Giuseppe Lemma, in un documento ha evidenziato alcuni rilievi sull’approvazione del rendiconto di gestione comunale dell’anno 2010. Nel comunicato che segue, c’è la risposta a tali osservazioni da parte dell’assessore al bilancio, Nicola Gallo, il quale cataloga come inutili le «blaterazioni» dei cicognini.

Per cercare di capire quali siano state le illogiche osservazioni della Cicogna, dopo un Consiglio Comunale in totale silenzio, tranne un’incomprensibile intervento del Consigliere Lepore, proveremo a fare un esempio: “Il 30 dicembre un gelataio acquista 10 gelati al prezzo di 1 Euro. Non ha soldi quindi li acquista a credito accordandosi con il fornitore di pagarli entro 30 giorni. Li mette in vendita al prezzo di 2 euro e ne vende immediatamente 8, incassando quindi 16 euro. Il 31 dicembre bisogna chiudere i conti e fare il resoconto dell’attività. Il gelataio comincia la sua analisi, e considerando solo i debiti e crediti (?),  valuta che ha 10 euro di debiti e 2 euro di crediti…con un saldo negativo di 8 euro. Un completo fallimento…penserebbe la Cicogna!!! Un attimo però! Qualcosa non quadra! Considerando che il gelataio ha acquistato 10 gelati a 10 Euro, né ha venduti 8 a 16 euro, vuol dire che forse il gelataio oltre ad aver recuperato i 10 euro da pagare al suo fornitore e ad aver guadagnato 6 euro, ha ancora altri 2 gelati da poter rivendere.”

Altro che fallimentare…l’attività è remunerativa eccome, penserebbe anche un bambino!! Sembra assurdo, ma seguendo lo stesso criterio di valutazione nell’analisi del Rendiconto della Gestione per l’esercizio 2010 del Comune di Cerignola, potendo scegliere tra le due soluzioni la Cicogna sceglie la prima, quella più illogica, quella che anche un bambino di seconda elementare saprebbe valutare come errata, eppure è questa la logica del suo ragionamento. Analizzando il bilancio consuntivo 2010 del Comune di Cerignola e valutando i residui attivi (crediti) minori dei residui passivi (debiti) arriva alla conclusione che il bilancio comunale è prossimo allo sfascio, non importa quanto ho incassato o pagato prima, per il solo fatto che tale saldo è negativo per la Cicogna il Comune di Cerignola è in dissesto. Assurdo!! Come è assurda la logica dell’analisi adottata.

La nota riporta testualmente “ Prescindendo dal riporto dei saldi al 01/01/2010 (sarebbe a dire dimentichiamoci di quello che ho già incassato e/o pagato prima) e soffermando l’attenzione solo su quanto accaduto nell’anno 2010, dalle risultanze del conto del Tesoriere emerge che i pagamenti effettuati sono stati maggiori delle riscossioni realizzate con un saldo negativo di € -2.478.195,46.”, ma questo significa solo che si è riusciti a spendere di più rispetto a quello che si è incassato, il chè può accadere per varie ragioni quali tempistica dei trasferimenti, disponibilità di risorse di cassa, etc. tutti fattori che certamente possono determinare un saldo finanziario tra incassi e pagamenti negativo ma che sono ben lontani dall’indicare dei segnali di squilibrio.

Poi la nota continua nel paradossale dilemma del problema di seconda elementare esposto inizialmente: “Passando all’analisi in dettaglio della composizione dei residui attivi o crediti, che sono tutte le somme accertate e non riscosse nel corso dell’esercizio 2010, e di quella dei residui passivi o debiti, spese impegnate e non pagate entro la fine dello stesso esercizio, si evince la prevalenza di questi ultimi per una differenza negativa pari a € -2.765.882,65. I debiti sono quindi maggiori dei crediti. Del fatto che dal punto di vista economico – finanziario e patrimoniale al Comune di Cerignola non tutto procede effettivamente per il verso giusto”, ed è qui che io mi chiedo: ma di che stiamo parlando!?

L’Avanzo di Amministrazione, che è il risultato dell’esercizio finanziario 2010, non può prescindere nè dai Saldi iniziali, né dalla consistenza di Cassa che contribuisce a determinarlo, e che guarda caso per il Rendiconto finanziario 2010 ammonta a circa 8 milioni 619 mila euro, e che a sua volta è il risultato degli incassi e pagamenti precedenti. La Cicogna ancora una volta fa ragionamenti, astrusi e forvianti oltre che privi di ogni logica e ragionamento. È vero sì che il Collegio Sindacale ha messo in evidenza che alcuni indicatori finanziari sono da tenere sotto osservazione quali:

– residui attivi rapportati alle entrate;

– residui passivi rapportati agli impegni di spesa corrente;

– procedimenti di esecuzione forzata rapportati alle spese correnti;

– debiti di finanziamento rapportati alle entrate correnti

cioè 4 dei 10 parametri di riscontro della situazione di deficitarietà strutturale previsti dal Decreto del Ministro dell’Interno del 24/09/2009, ma due di questi, come si evince, sono dipendenti dalla gestione delle Entrate, sempre più compromessi dai continui e progressivi tagli erariali che annualmente pongono sotto stress finanziario tutti gli enti locali, non solo il Comune di Cerignola, e sui quali si sta già da tempo intervenendo con manovre di recupero di risorse proprie oltre che ad adottare incisive manovre sul recupero dei residui attivi.

Inoltre nel corso del 2010 il Comune di Cerignola non ha praticamente fatto ricorso ad ulteriori risorse di indebitamento, non stipulando sostanzialmente nessun altro mutuo passivo, il che ha fatto abbassare ulteriormente la soglia di indebitamento dell’Ente all’ 8,33 %. Esattamente nella direzione delle prescrizioni fatte dal Collegio Sindacale. Pertanto, in considerazione del fatto che comunque si sono rispettati tutti gli step di valutazione ai fini del rispetto del Patto di Stabilità per il 2010 (il vero banco di prova su cui testare i conti dell’Ente Comunale), non mi sembra il caso di strillare inutili allarmismi sulla città di Cerignola che potrebbe non comprendere l’elevato tecnicismo di una polemica fine a se stessa e senza alcun fondamento.

L’Assessore al Bilancio

Dott. Nicola Gallo