Di seguito il commento di Franco Metta, presidente del movimento politico la Cicogna, sulle dimissioni giunte ieri dell’assessore Enzo Pece.

E’ finita come si sapeva !
Per questo non ci eravamo mai appassionati al cosiddetto “caso Pece”; se non per i mille riflessi negativi che questo ha avuto su una città già martoriata dalla incapacità di gran parte dei suoi amministratori,dalla insulsaggine ed egocentrismo di altri. Giannatempo ha un unico obbiettivo: restare a galla, sempre,ad ogni costo. E per restare a galla – inutilmente a galla – è disposto a sacrificare tutti e tutto. Giannatempo è una “mantide”: uccide tutti coloro con i quali si accoppia. Ha assassinato il PdL,cancellato dalla realtà politica cittadina. Ha “mangiato” Merlicco,facendogli scrivere una serie infinita di miserevoli e pietose bugie. Ha “divorato” Pece. Uccide tutti quelli che gli si avvicinano,pur di restare a galla. Dunque,si sapeva sarebbe finita così. Come già si sa che tra una settimana ci sarà un diverso “caso”.

Dice bene,Pece. Giannatempo è morbosamente attaccato alla poltrona. E’ abituato ad essere sotto ricatto e lo considera uno stato naturale. Questo perché non ha dignità politica e anche dal punto di vista umano ha un folto pelo sullo stomaco; chiama “politica”,l’equilibrismo,la doppia faccia,il dire e non dire,l’affermare e negare. Tutte cose risapute. La tentazione sarebbe quella di chiedere ad Enzo Pece come mai se ne sia accorto solamente ora,quando noi de La Cicogna queste cose le dicevamo da ben prima. Ma questa sarebbe solo una piccola,personale,curiosità. Sorvoliamo sul “quando”,diamo il benvenuto a Pece nel consesso degli oppositori della Giunta Giannatempo,di quella Giunta di cui pure il buon Enzo ha fatto parte,sino a quando non lo hanno cacciato,come egli stesso scrive. Diventare “oppositore”,dall’oggi al domani,dopo aver condiviso (non ho registrato in Giunta un solo,unico,misero dissenso del Pece rispetto al Sindaco, così duramente attaccato oggi) tutte le decisioni, non sarà impresa facile.

Comunque,benvenuto alla opposizione,avvocato Pece. Benvenuto alla opposizione a Futuro e Libertà per l’Italia,con il suo prezioso carico di giovani appassionati alla buona politica,che ora finalmente potranno dedicarsi all’impegno politico cittadino,senza dover mordersi le labbra ad ogni istante,al pensiero che un loro esponente era in questa Giunta Comunale. A Pece,diciamo: il problema non eri tu; come domani non sarà Mennuni e l’UdC; come non sono stati i “quattro dissidenti”. Il problema di questa città si chiama Antonio Giannatempo. E’ lui che se ne deve andare,perché totalmente inadeguato al ruolo, completamente incapace di rappresentare dignitosamente questa città. Il problema è che la sua Giunta sembra un Grand Hotel: gente che va,gente che viene. Il portinaio,però,è sempre lo stesso: inconcludente,incapace,inaffidabile,becero,sotto continuo ricatto,ma incrollabilmente incollato alla poltrona.
FRANCO METTA
MOVIMENTO POLITICO
LA CICOGNA.

6 COMMENTI

  1. Leggo oggi che i consiglieri di maggioranza lamentano lo scarso raccordo tra giunta e consiglieri stessi, in particolare su urbanistica e edlizia.
    Questo è interessante perchè se Giannatempo non ha esitato a cacciare Pece per salvarsi, non sarà tanto semplice per lui ridimensionare Decosmo a favore dei consiglieri. Decosmo è il vero sindaco di Cerignola, colui che manovra a suo piacimento Giannatempo. Quest’ultimo nulla può contro l’assessore all’urbanistica e edilizia. Vorrei proprio vedere cosa potrebbe inventarsi Giannatempo se davvero i consiglieri reclamassero, con minacce di astensioni o voto contrario, come fatto con Pece, una maggior considerazione da parte di Decosmo nel prendere le decisioni!!!

  2. Quello che si legge ora ha veramente dell’incredibile, a nessuno è venuto in mente che questo modo di navigare sotto costa da parte del Sindaco è un film che si ripete, qualcosa di già visto con l’altra Amministrazione.
    Ma quello che fa più senso è il teatrino della politica, L’attuale maggioranza che si regge con i puntelli di: quattro dissidenti, ai quali è stato promesso: la poltrona di Presidente del Consiglio, una presidenza di consulta con “una poltrona per due”; ai due UDC l’Assessorato ed il reingresso del Prof. Borraccino; i quattro UDCap.son lì in attesa di sparare un siluro alla portaerei del Capitano di lungo corso Giannatempo. Pertanto i telespettatori delle telenovelas, scambiati per trinariciuti sono accontentati. Navighiamo per altri due anni sottovento. In barba a programmi ed impegni, tanto sotto sotto gatta ci cova.

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