L’Assessore alla Sicurezza, Franco Reddavide, e il comandante della Polizia Municipale, Giuseppe Mandrone, non hanno commesso alcun reato, alcuna irregolarità nell’espletamento delle procedure del concorso per titoli ed esami per l’assunzione di quattro vigili urbani svoltosi nello scorso dicembre Il Gip del Tribunale di Foggia, Salvatore Casiello, ha archiviato definitivamente  il caso, rigettando ancora una volta la opposizione– questa volta presentata da Antonio Bonavita, uno degli esclusi dal concorso – alla richiesta di archiviazione del procedimento già avanzata dal Pm lo scorso 18 maggio.

“Gli elementi acquisiti nel corso delle indagini – scrive il Gip – non sono idonei a sostenere l’accusa in giudizio, per le ragioni poste dal Pm a sostegno di tale richiesta. I fatti denunciati sono stati già oggetto del procedimento n.59/11, conclusosi con provvedimento di archiviazione di questo giudice, in persona di altro magistrato, del 21 febbraio 2011 su richiesta del Pm del 16 febbraio 2011. Nella denuncia querela del 2 aprile 2011 che ha determinato l’instaurazione del presente procedimento, la parte opponente critica gli esiti delle indagini espletate in quel procedimento e la valutazione operata dal Pm e dal Gip degli atti acquisiti”.

Il Gip aggiunge: “ Per sottolineare l’infondatezza degli specifici rilievi mossi dall’opponente nell’atto di opposizione alla richiesta di archiviazione del Pm, va sottolineato che, benché nel richiamato procedimento già archiviato non si sia proceduto ad iscrivere alcun indagato, il procedimento stesso è stato archiviato non perché siano rimasti ignoti gli autori del reato o dei reati ipotizzabili sulla scorta degli atti acquisiti, ma perché a carico dei presunti autori di tali reati, non erano configurabili reati in relazione ai quali fosse sostenibile l’azione in giudizio”.

L’Amministrazione Comunale spera di poter vedere così scritta la parola ”fine” ad una vicenda che è stata strumentalizzata a fini meramente politici con un ricorso alla Giustizia intentato prima dal movimento politico La Cicogna e poi dal signor Antonio Bonavita, difeso dall’avvocato Tortorella, sostituito in udienza nella discussione del procedimento dall’avvocato Franco Metta, leader dello stesso movimento politico. Va preso però atto che le intentate azioni giudiziarie hanno avuto quali uniche conseguenze l’’ulteriore inasprimento dell’agone politico e l’accollo a carico dell’Amministrazione Comunale delle spese legali sostenute dall’assessore Reddavide e dal comandante Mandrone.