Pubblichiamo di seguito una nota inviataci dal Consigliere PdL Savino Laguardia in merito alle dimissioni di Pece e a come si è arrivati a un simile epilogo. Si precisa, inoltre, che il dissenso dei quattro era dovuto a un motivo squisitamente politico, e non era finalizzato all’ottenimento di poltrone o altri favori, seppur c’è stato il voto contrario sui punti caldi nell’Assise di ieri. Ecco il documento completo.

Dopo un periodo di silenzio, finalmente Enzo Pece comincia a riconquistare le luci della ribalta di un teatrino, ove ha dimostrato di essere una buona marionetta nelle mani di chi l’ ha saputo manovrare con grande abilità. Infatti, rinominato nuovamente coordinatore del Fli, un po’ di mesi fa, ben consigliato, aveva pensato di abbandonare l’ amata carica, pur di rimanere seduto al tanto sospirato scranno assessorile, del quale purtroppo ha dovuto fare a meno. E’ ancora nitido il ricordo delle sue dimissioni da coordinatore cittadino di Fli, motivate dall’ amore per la sua Cerignola, per la quale avrebbe fatto di tutto pur di salvarla dallo sfacelo nel quale versava. Ma, nello stesso tempo, per non tradire i suoi amici futuristi, si sentiva autorizzato a sputare nel piatto dove mangiava, offendendo le più alte cariche del Pdl, lo stesso Pdl e tutti quelli che ne facevano parte. A questo punto c’è da chiedersi: “ Se Pece teneva tanto a cuore il bene della città, come mai ha sparato a zero su un partito di cui la Giunta comunale di Cerignola era ed è ancora oggi espressione? Era inevitabile che il suo atteggiamento provocatorio ed offensivo avrebbe suscitato la stizza dei rappresentanti del Pdl e la conseguente richiesta delle sue dimissioni. Senza considerare che il caso politico Pece c’ era tutto e ampiamente condiviso dalla totalità dei componenti del partito e non solo dai Magnifici 4, come lui, una volta, amava chiamarli. Infatti, non era pensabile che un unico rappresentante Fli potesse entrare a far parte dell’ organo propulsore dell’ amministrazione di Cerignola, nettamente pidiellino e uddiccino. Così, alla luce di tali accadimenti, Pece pensava bene di dimettersi da coordinatore, scegliendo il silenzio per non irrigidire ulteriormente la situazione e per poter continuare ad adempiere all’’ incarico da assessore, rimanendo seduto alla poltrona, cui si è sempre dimostrato attaccato. Dimostrazioni ce ne sono tante. Basti pensare che per una intera settimana ha tentato, con ripetuti inviti, di trattare con i magnifici 4 al tavolo di una pizzeria, convinto di poter riconquistare la loro fiducia e garantirsi la continuità dell’ incarico da assessore. Purtroppo il futurista, molto probabilmente, non si era reso conto che prima o poi tutti i nodi vengono al pettine, così dall’ oggi al domani, si è ritrovato fuori dai giochi, sconfitto, furioso e nuovamente pronto a sputare veleno contro coloro che hanno osteggiato il suo lavoro, del quale non si può esprimere un giudizio, data la brevità del mandato. La sua rabbia è emersa il giorno successivo alle sue dimissioni, visto che, da quella data, ha cominciato ad attaccare sia i 4, che l’ hanno palesemente osteggiato, sia lo stesso sindaco, ritenuto un incapace. Ancora oggi procede definendo i 4 dei ricattatori, sebbene sia noto a tutti che Defeudis, Laguardia, Morano e Netti non hanno mai chiesto niente né tantomeno hanno intenzione di farlo: credono ancora in una politica scevra dai giochi di potere, dai nepotismi, dagli interessi personali.

5 COMMENTI

  1. E’ fantastico, quanto ci ha comunicato il consigliere Laguardia.
    Con questa nota che rende ancor di più “indignati” tutti coloro che seguono le vicende comunali. Il consigliere ha fatto un distinguo: non c’erano di mezzo nè poltrone, nè posti in altre istituzioni! Categorico.
    Nel linguaggio politichese vuol dire che sono stati richiesti accomodamenti, ma qualcuno ha risposto: ciccia!
    La motivazione a questa risposta: se comincio a dare a Voi qualcosa, sicuramente a giorni ci sarà la richiesta di altri (Mennuni e C.).
    Ma ancor più scioccante è stata l’agginta a questa dichiarazione:
    il voto contrario nell’assise di ieri.
    A guardare bene sembra che il Consigliere Netti era assente, sopraggiunti impegni di famiglia? Qualcunogli ha consigliato di non presentarsi? Oppure?
    I restanti erano certi che tutto sarebbe passato, quindi il loro puntare i piedi iniziale, era la classica scenetta da teatrino “politichese”.
    Secondo indiscrezioni raccolte a caldo tra i cittadini di Cerignola, sembra che per molte ore siano rimasti con il fiato sospeso, in attesa di conoscere la decisione dei quattro (meno 1) e dell’altro pre-aventiniano; a nessuno è stato offerto niente? Ma a quel punto che cosa dovevano chiedere? Stendete un velo di composta pietà su questa storia: Pece si, Pece no.
    L’unico serio pensiero dovreste rivolgerlo a coloro che attendono il mantenimento di promesse ed impegni: (quello della campagna elettorale); quelli che Vi hanno mandato lassù, mi auguro che abbiano a ricordarsi di questa commedia da tre soldi.
    Ritiratevi sotto il vostro ombrellone al mare e continuate a fare castelli di sabbia, visto che vi hanno dato le ferie. La paletta, il secchiello e le formine acquistatele o fatevele prestare dai vostri figli e/o nipoti. Buone Vacanze!

  2. caro staff,

    non è certamente offensivo dire che non ritengo utile il medico della mutua o assolutamente inutile l’ospedale di cerignola, ma è certamente offensivo che la povera gente sia costretta a curarsi fuori pur non avendone voglia e disponibilità. la gente denuncia anche alla stampa perchè è stufa e il vostro dovere è quello di dar voce alla gente. le minacce non spaventano nessuno. non dovrebbero neanche voi se siete liberi come dite! MEDITATE GENTE, MEDITATE!

  3. laguardia dillo a chi nn ti conosce che persona sei …………………… vi lascio immaginare dove tira il vento va laguardia

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