Il caso “concorso dei vigili”, che ha visto coinvolti l’assessore alla Sicurezza Reddavide e il Comandante dei Vigili Urbani Mandrone, si risolve con una archiviazione. All’indomani di tale atto Reddavide ha rilasciato delle dichiarazioni importanti a lanotiziaweb.it, precisando alcuni passaggi.

«Bisogna chiarire alla città che il sottoscritto – precisa Reddavide – non ha mai fatto gestione. Ho solo dato indirizzi di riferimento al dirigente per bandire il concorso. Non ho fatto altro; né partecipato a commissioni d’esame, né avuto contatti con candidati, né altro. Ho sempre detto che i miei tabulati telefonici sono a disposizione e, cosa importante, non ho mai avuto il sospetto che la gente mi avesse dipinto a tinte fosche. Dico solo che l’agone politico non può essere esasperato nelle aule di giustizia». Chiaro in questo passaggio il riferimento al Movimento Politico La Cicogna, animato da una “naturale” propensione ai procedimenti legali.

«Non si fa più politica nelle sedi opportune ma nelle aule di tribunale. Io non posso vedere – continua l’assessore – il leader de La Cicogna patrocinare la causa della dott.ssa Tortorella e venire egli stesso in tribunale ad arringare, seppur legittimamente, sull’accaduto. Voglio dire alla città che ben tre PM e tre Giudici, quindi sei persone differenti, hanno detto ‘smettetela che fate ridere’. Inoltre giungono giornalmente lettere anonime, ne è già arrivata un’altra, si aprirà un nuovo filone d’inchiesta e siamo punto e a capo. Intanto il sottoscritto continua a lavorare. In poco più di un anno ho raggiunto tutti gli obiettivi prefissati. Concorso, multe aumentate, a differenza di ciò che scriveva qualche giornalista, e transazione con ACI risolta».

Chi paga però in tutto questo la parcella difensiva dell’avvocato di Franco Reddavide? «Di sicuro non Franco Reddavide – commenta l’Assessore alla Sicurezza -. La deve pagare il Movimento Politico La Cicogna, invece la paga il Comune di Cerignola. Io non so se qualche buon cittadino amante della legalità non si prenda la briga di citare per danno erariale qualcuno che ha voluto a tutti i costi esasperare l’agone politico così come è avvenuto in questo anno».