Interviene con un comunicato stampa il gruppo consiliare del Pd su quanto accaduto nell’ultimo consiglio comunale spiegando, in forma estesa, le dinamiche verificatesi in consiglio venerdì 15 e il siparietto finale Ruocco-Dalessandro.

In consiglio comunale del 15/7/2011 è emersa, ancora una volta,  la profonda crisi  politico-amministrativa di questa maggioranza di centrodestra. Infatti, durante i lavori, tutto è filato liscio fin tanto che si è parlato di ordinaria amministrazione. Quando si è passati alla discussione dei punti all’o.d.g. riguardanti l’urbanistica, (cementificazione della nostra città nelle mani dei soliti noti)  per le cui delibere  occorreva almeno la presenza di almeno 16 consiglieri, si è assistito alle fibrillazioni della maggioranza già divisa al suo interno: nel PDL la spaccatura tra i quattro dissidenti e  gli altri consiglieri e nell’UDC tra  Mennuni e Moccia.
Il Sindaco e i consiglieri a lui vicino  hanno letteralmente “placcato” i dissidenti, per usare una espressione tipica del rugby,   impedendo loro di uscire dall’aula e  implorandoli a restare per non far venir meno il numero necessario per deliberare. Tant’è che alcuni  consiglieri, pur di raggiungere l’ obiettivo, si sono fatti garanti dell’accomodamento tra il Sindaco e i dissidenti PDL. Mentre il consigliere Moccia dell’UDC ha messo a disposizione di Mennuni l’incarico di capogruppo a condizione che lo stesso fosse rientrato nell’UDC. ll capogruppo PDL Vitullo, dopo la dichiarazione di Defeudis di abbandonare l’aula,  preso dal panico e dalla disperazione, ha implorato pubblicamente i dissidenti a non andare via e ha, persino, rivolto un appello alle minoranze ad un senso di responsabilità.

Il risultato di tanta confusione è stato che i dissidenti hanno desistito dal loro intento di abbandonare l’aula ed hanno accettato la proposta furbesca del Sindaco di rimanere in aula votando contro la stessa maggioranza il punto in quel momento in discussione “approvazione definitivo dell’EUROCENTER”.
Quanto accaduto in consiglio è la conferma che questa maggioranza di centrodestra è in piena crisi, alla faccia dei proclami di compattezza avvenuti dopo l’approvazione del bilancio di previsione 2011; che naviga a vista; che non risolvere i  problemi dei cittadini di Cerignola  nascondendosi sempre dietro il dito della mancanza di soldi, salvo poi a sprecarli in feste e festicciole. Il motivo principale della crisi è da rinvenirsi nella politica del Sindaco che invece di governare con una maggioranza fatta di partiti e programmi politici lo fa accontentando di volta in volta i consiglieri.
I consiglieri del PD sanno che Giannatempo e la sua maggioranza sono stati eletti per governare Cerignola e non già per vivacchiare in attesa della scadenza del mandato; che  quando si allontanano dall’aula, facendo mancare il numero legale, lo fanno per indurre  la maggioranza ad assumersi le proprie responsabilità senza ricatti e veti da parte dei suoi consiglieri; che i “dissidenti” di turno nella maggioranza in futuro non potranno contare sulla sponda dei consiglieri PD che, come detto, tra le sue finalità, annovera quella di assicurare, a chi ha vinto le elezioni, il buon governo della città, nel rispetto degli impegni assunti con i cittadini; che saranno sempre più vigili affinché vi sia una maggiore attenzione nei confronti delle fasce più deboli della nostra società denunciando, all’occorrenza, il Sindaco e la sua maggioranza tutte le volte che metterà le mani nelle tasche dei cittadini, così come è avvenuto con la TARSU; che bisogna lavorare  per realizzare le condizioni per lo sviluppo e l’occupazione nella nostra città.
Il gruppo consiliare del PD denuncia, inoltre, l’inadeguatezza del Presidente del Consiglio Comunale individuata nella parzialità, a tutto vantaggio della maggioranza, nell’assegnazione dei tempi di intervento dei consiglieri in seno al consiglio comunale e nella incapacità dello stesso a richiamare all’ordine e al rispetto delle regole quei consiglieri di maggioranza che  puntualmente interrompono e tolgono la parola a chi invece la sta utilizzando nei modi e nei tempi fissati dal regolamento comunale per esprimere il proprio punto di vista, e che si rivolgono ai consiglieri di minoranza con toni offensivi.
Emblematico di quanto sopra denunciato è stato l’ultimo episodio verificatosi in consiglio comunale dove il consigliere Rocco Dalessandro, e tutto il gruppo consiliare del PD, è stato offeso pesantemente dalla maggioranza, questa volta nella persona dell’assessore comunale RUOCCO solo perché, dopo un lungo intervento di quest’ultimo, anche in questo caso senza limiti di tempo, contrariamente a quanto prevede il regolamento, il consigliere Dalessandro  ha fatto notare  che stranamente alle ore 1,30 circa, in piena notte, l’assessore Ruocco si era scomodato per partecipare ed intervenire,  per la prima volta, in aula consiliare per difendere la propria proposta di delibera di convenzione da stipularsi con l’AQP, assegnando voti e giudizi gratuiti all’opposizione senza che il Presidente sia intervenuto per sanzionare tale comportamento. A seguito di ciò Dalessandro, dopo essere stato continuamente interrotto ed offeso, è stato costretto a rinunciare nel proseguire l’intervento e si è allontanato per protesta.
Di tanto ci riserviamo di relazionare al sig. Prefetto affinché, dalla verifica di quanto sarà denunciato, sanzioni, se necessario, la conduzione dei lavori da parte del Presidente del Consiglio che non garantisce una discussione serena e civile in  Consiglio Comunale. Inoltre ci  riserviamo ulteriori  azioni tese al rispetto dei ruoli in una società civile come noi la intendiamo.

1 COMMENTO

  1. Quanto lo staff ha scritto è certamente lo stile cronaca di una giornata “di lucida noia”, in quanto da quello che emerge sembra che il P.D. sembra che lamenti gli sberleffi ed i dispettucci del “branco”.
    Il risultato elettorale ha portato al governo una compagine agguerrita e bramosa di dare “lavoro” a Cerignola, visto che l’ultima Giunta l’aveva forse dimenticato. Ma a bocce ferme viene in mente quanto “non fatto” dal Valentino & C., tanto che i padri di famiglia di allora erano costretti a percorrere settimanalmente l’autostrada per trovare “ristoro lavorativo” in altre città centro-nord. A Cerignola lavoravano con sub-appalto di Manfredonia, della Campania, anche qui i lavori li prendevano i soliti noti (sempre quelli), qualunque sia la compagine Alicino, Calice, Caiaffa, DiDonato, Daniello.
    Oggi si confrontano altri guitti che lavorano per gli stessi,con altre finalizzazioni, ma portano tutti benefici per la lucentezza del dio denaro, che comunque non emana odore e colore.
    La democrazia è morta! Da sempre, nonostante sia tramontata l’ideologia becera che contraddistingueva le fazioni, oggi con un semplice baratto o compromesso si può accedere a posti di comando nell’amministrazione.
    Il coinvolgimento maggiore viene dai peones della politica, i quali pur di farsi belli con i loro sponsor non disdegnano di “bruciare” qualche amico, tanto deve passare questo quinquennio. Lì dovremo avere il coraggio di aspettarli edm invece di mettere solo una croce sul loro nome, nel seggio, dovremmo aggiungerci anche i chiodi. Che l’invito degli “scontenti” dell’opposizione sia accolto anche dal Signor Prefetto, ma a noi inermi cittadini vorremmo una più vibrante azione di contrasto contro questa “mano longa” che si sta arraffando la città. Il Signore vede e spero provveda, nel nome di quella tanto attesa GIUSTIZIA.

Comments are closed.