Nel prossimo anno scolastico l’Istituto Tecnico Agrario Statale “Giuseppe Pavoncelli” ospiterà il Corso per “Tecnico Superiore per la trasformazione delle produzioni ortofrutticole”.  Si tratta di uno dei due corsi organizzati per il settore agroalimentare dalla Fondazione ITS-Istituto Tecnico Superiore Area “Nuove Tecnologie per il Made in Italy-Sistema alimentare settore produzioni agroalimentari”, istituita dalla Regione Puglia e che ha come istituto scolastico di riferimento l’IISS “Basile Caramia- Gigante” di Locorotondo (Bari). La presentazione dei percorsi formativi della Fondazione Its è avvenuta stamane, durante una conferenza stampa tenutasi a Bari, presso la Presidenza della Regione Puglia, a cui hanno preso parte l’assessore regionale alla Formazione, Alba Sasso; il preside della Facoltà di Agraria dell’Università di Bari, Vito Nicola Savino; i dirigenti scolastici dei due istituti tecnici agrari interessati. Il Comune di Cerignola era rappresentato dal consigliere del Pdl, Domenico Carbone, delegato dal Sindaco Antonio Giannatempo.

La Fondazione costituisce un nuovo canale formativo post-secondario, il cui obiettivo è contribuire alla diffusione della cultura tecnica e scientifica e offrire una nuova opportunità di alta formazione post-diploma che non si identifica con i percorsi universitari né con quelli tradizionali di formazione professionali. Con l’adesione alla Fondazione, l’ Itas “Pavoncelli” e Cerignola hanno ottenuto il ritorno dell’alta formazione in agricoltura dopo le esperienze  dell’ IFTS (istituzione formazione tecnica superiore) e del corso universitario in marketing agroalimentare. Si riprende così la strada della integrazione degli studi tecnici con un percorso post-diploma di 2000 ore. Le ore di lezione saranno suddivise in quattro semestri, di cui almeno il 30% dedicato a stage. Inoltre, per almeno il 50% del monte ore del corso saranno coinvolti docenti provenienti dal mondo del lavoro e delle professioni con esperienza specifica almeno quinquennale.

Il corso con sede a Cerignola ha l’obiettivo di formare tecnici superiori con specifiche competenze delle filiere di trasformazione dei prodotti ortofrutticoli nel rispetto degli standard di qualità, di sicurezza e della normativa regionale, nazionale e comunitaria. In particolare, il percorso mira a formare figure professionali in grado di valutare le materie prime, gestire i cicli di lavorazione ad elevato contenuto tecnologico e le procedure di controllo secondo i principi di eco-compatibilità e sostenibilità. Il tecnico superiore per la trasformazione delle produzioni ortofrutticole può operare in qualità di dipendente o come lavoratore autonomo in diversi ambiti, per conto di aziende singole ed associate, di laboratori di analisi, di consorzi per la valorizzazione e la tutela nonché di enti di controllo e certificazione che operano nell’ambito della trasformazione e conservazione delle produzioni e dei prodotti ortofrutticoli di qualità. Il corso è destinato a venti cittadini di uno degli Stati dell’Unione Europea, in possesso di un diploma di istruzione secondaria superiore. È prevista altresì la presenza di cinque uditori individuati secondo l’ordine di merito. La selezione consisterà in una prova scritta (test a risposta multipla), un colloquio motivazionale e nella valutazione del curriculum vitae.

 

1 COMMENTO

  1. L’iniziativa merita plauso, considerando la poca propensione alla valorizzazione di questa speciale e richiesta tecnica, tendente alla salvaguardia della genuinità ed igienizzazione dei prodotti.
    Ma la prima ed imprescindibile iniziativa da coltivare è quella che consente una aggregazione pratica di produttori, quella che per altre attività analoghe porta ad un Consorzio. La parola in se non dà molte sensazioni, ma se applicata e spalmata per quella che risulta essere l’effettiva validità della stessa, potrebbe aprire scenari commerciali inattesi. Tutti i canali di vendita utilizzano la tecnica per il confezionamento del prodotto ortoagricolo e quello ortofrutticolo, che possono rappresentare una delle voci attive del bilancio territoriale, se solo si riescono a tutelare e salvaguardare tutti gli interventi, gli attori, la genuinità e qualità del prodotto. Non è un’impresa titanica, bisogna adoperare la testa.

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