La Dote occupazionale ha la sua prima graduatoria. Ne fanno parte 170 aziende tutte pugliesi fatta eccezione per due con sede legale a Bologna e a Milano, ma con investimenti e assunzioni rigorosamente in Puglia.  Di queste, 74 sono le domande risultate ammissibili, 36 necessitano di chiarimenti o integrazioni, mentre 60 sono le escluse per mancanza o difformità della documentazione o perché prive dei requisiti richiesti. La graduatoria è stata pubblicata sul Bollettino ufficiale del 28 luglio 2011.

Sono 638 le assunzioni incentivate ed è di oltre 7,5milioni il contributo pubblico messo a disposizione. A Cerignola, ad esempio, sono due le aziende che potranno assumere grazie a questa iniziativa regionale. E intanto il bando è ancora aperto. Nel frattempo la Dote occupazionale (incluse le aziende in graduatoria) ha raggiunto le 349 pratiche totali con una previsione di 1.629 nuove assunzioni, per oltre 18,37 milioni di contributo richiesto.

“Questo incentivo – ha commentato l’assessore al Welfare Elena Gentile – ha avuto un successo davvero imprevisto sin dal primo giorno di apertura. Così la Regione si è attivata per completare l’istruttoria delle prime 170 richieste nel più breve tempo possibile. Adesso è compito delle aziende ammesse all’incentivo dare una risposta altrettanto celere alle aspettative di occupazione dei pugliesi, provvedendo velocemente alle assunzioni”.

Per le imprese interessate ad ampliare l’organico con meno di 10 lavoratori ci sono 60 giorni di tempo per procedere con le assunzioni, per le aziende che hanno bisogno di un numero maggiore di unità il tempo a disposizione si allunga fino al 31 dicembre 2011.

La prossima graduatoria per altre 161 aziende è in fase di istruttoria e sarà completata entro la prima metà di settembre.

“Faremo rapidamente tesoro – ha aggiunto l’assessore Gentile – delle criticità rappresentate dalla stesura del bando per consentire a tutte le aziende di utilizzare al meglio le opportunità offerte da quest’incentivo”.

 

4 COMMENTI

  1. E’ un vero peccato che questa città con almeno dieci sportelli bancari, una economia ostentata con auto, palazzi, cantieri aperti ed altri da aprirsi, ora che è passata questa altra tornata di suoli resi “milionari” per i possessori e costruttori, abbia solo due domande inoltrate per la “dote occupazionale”. Forse il restante della popolazione lavorativa lavora per lo Stato? Parastato? Enti Pubblici? Autonomie locali? Oppure c’è il sospetto che lavorino in nero?
    Ai posteri l’ardua sentenza. Buon lavoro.

    • spero vivamente si cambi tendenza pure da noi. Ho visualizzato la graduatoria l’altro giorno, e sono rimasta sorpresa – amaramente – quando ho visto che a Cerignola si parlava solo di due aziende. E credo centri molto il discorso proprio sul famigerato lavoro nero. Non sanno approfittare nemmeno di queste occasioni, e questa cosa mette rabbia e amarezza, e ancor di più ti spinge a preparare la valigia di cartone come secoli fa sperando di riuscire ad andar via.
      Hanno ancora altri 60 giorni di tempo, però. Vedessero di mettere un po’ di sale in zucca, o si ritroveranno con una città vuota o ridotta a Borgo, se continuano su questa via.

  2. “Una rondine non fa primavera”, questo detto è ormai entrato nel quotidiano, quando si odono risultati miracolosi ed inusitati, allora si esordisce con quel motto. I nostri amministratori lo dovrebbero conoscere ancor di più, in quanto sanno che a Cerignola non vi è nessuna possibilità di crescita occupazionale, mentre esiste la prerogativa di un superamento percentuale ogni anno di quella delinquenziale. Si è stanchi di leggere, in continuazione, episodi di cronaca che vedono coinvolti nostri concittadini. Il lavoro per le forze dell’ordine non manca, neanche agli avvocati, neppure ai cancellieri e giudici, non dimentichiamo che questa “industria” è una delle più grandi d’Italia e forse del mondo. Attorno a questa squallida realtà girano interessi e capitali che non conoscono crisi, non sono legati a metamorfosi e cambiamenti politici, inflazione e deflazione sono solo argomenti per innalzare al richiesta ai poveri parenti e congiunti; la casa circondariale da altro lavoro per altre realtà dirette ed indotte. A questo punto viene spontaneo chiedersi: Così come avviene per” l’inefficienza manifesta” che i paesi progrediti mostrano nel combattere la fame nel mondo; allo stesso modo a nessuno viene in mente di risolvere anche parzialmente “la disoccupazione”; entambe la desolanti situazione un risultato positivo per altre categorie lo porta.
    Non ho trovato altra giustificazione, alla completa assenza di risultati all’iniziativa (accomunati Cerignola e Foggia). L’imperativo è “lavoro nero”, estirpiamo questa piaga, diamo forza ai nostri padri, fratelli, mogli di ribellarsi a questi “oppressori – ricattatori- sfruttatori), popolazioni intere sottomesse.
    Di quali diritti dei lavoratori vogliamo parlare? Quelli nostrani e quelli dei migranti: sono nella stessa condizione. Una sopravvivenza per poveri!!!!!!

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