Era questo il titolo originale di Estate, lo standard jazz di Bruno Martino. E sono davvero in molti gli italiani ad odiare “questa estate”, la stagione calda della manovrina Tremonti che turba le vacanze di tanti. Senza scendere nei particolari legislativi di un provvedimento “necessario” (almeno per il Governo), basta dire che, tanto per cambiare, si tratta di tagli.
Da mesi tagliare è sinonimo di risparmiare, ma anche di “possibile crescita”, ignorando che senza investimento, magari in ricerca e formazione, non c’è ne crescita ne sviluppo.
Tagliare i comuni con meno di 1000 abitanti non è risparmio, anzi. Forse si allontana ancor più la politica dai cittadini (quelli dei piccoli centri urbani). Tagliando qualche parlamentare probabilmente si comincerebbe a ridurre i costi considerevoli della politica e non di poco.
Mesi fa era stato garantito ai cittadini che non si sarebbe verificato quanto successo in Grecia. Oggi si chiede un nuovo sacrificio, chiaro preludio di una caduta a picco verso una crisi ancor più aspra, simile sempre più a quella ellenica.
“Tornerà un altro inverno”, allora?
Si, magari con nuovi tagli, in cultura, tra i più “deboli” e in ricerca. E nessuno si preoccupa, tanto “la neve coprirà tutte le cose”.

1 COMMENTO

  1. Accodarsi a quanto G. Balzano scrive è facile, ma forse viene spontaneo porsi anche la domanda: ma noi siamo veramente la sesta potenza economica di questa terra? A vedere i risultati economici si direbbe di no! Tanto che anche Nazioni con poteri forti più del nostro hanno grandi difficoltà. Certamente la differenza è da fare tra l’economia virtuale e quella reale, ma “il potere economico” quello che i movimenti “estremi della politica” hanno combattuto, senza successo loro malgrado è ancora più forte, di qualsiasi strategia o sistema politico di questa terra. Le privatizzazioni hanno reso più forte questa “realtà”, infatti se solo guardiamo i grandi gruppi bancari ed i grandi gruppi che producono beni di consumo, capillarmente diffusi (Ford- Fiat- WV- Telecom- Wind- ecc. ecc.) ci si rende conto che non si sfugge a questa regola “la globalizzazione”; una parola con dentro tutto. Grecia, Portogallo, Spagna, Giappone, USA, Italia, sono solo delle tappe, a queste si aggiungano le sommosse giuste del Mediterraneo e le jeu son fai, rien va plus.

Comments are closed.