Il 18 maggio 1980 si suicidava Ian Curtis, il carismatico cantante dei Joy Division. Oggi la loro musica è ancora musa per diversi artisti. È probabilmente per tale motivo che Giorgio Canali, storica chitarra dei C.S.I., la band “guida” dell’alternative anni ’90 in Italia, ha deciso, insieme a parte dei Rossofuoco, di riproporre il repertorio del gruppo di Manchester. Uno spettacolo davvero unico nel suo genere che lascia a bocca aperta i tanti ragazzi accorsi, cresciuti con i Joy e con la musica di Giorgio, eclettico artista contemporaneo.

Dopo il concerto Canali ha concesso in esclusiva una intervista a lanotiziaweb.it.

Perchè “ricordare” proprio i Joy Division? E’ iniziato tutto circa un anno fa, in occasione del trentennale dalla morte di Ian. Avevano chiesto ad Angela di fare qualcosa. Ci siamo incontrati ed è nato tutto così. Dopo 10 giorni eravamo già fratello e sorella. Abbiamo fatto la prima data al Museo di Scienze Naturali di Reggio Emilia e siccome ci eravamo molto divertiti abbiamo deciso di andare avanti, e di portarlo in giro.

Nuovi progetti? Esce il 26 il nuovo album di Rossofuoco, il sesto della serie. Sono 11 brani inediti. Poi ho riaperto la mia etichetta, la psicolabilis, con cui ho intenzione di far uscire roba di amici miei. Non mi interessa scoprire nulla di nuovo. Voglio produrre cose di amici con cui sto bene e che reputo intelligente.

E i compagni del passato? …possono essere anche compagni del futuro, se siamo compatibili. Non è un problema. Come produttore ho sempre cercato di fare una cosa e poi via, un pò in controtendenza. Anche perchè la prima volta di diverti tantissimo, la seconda ti rompi i coglioni a morte perchè sai come va a finire. Economicamente è un suicidio, ma va bene così. Come con i Verdena e con gli altri.

Ritorni in puglia? Certo, è la patria putativa di tutta la storia che mi vede protagonista. Da Melpignano sono partiti Litfiba e CCCP per andare in Unione Sovietica e da li son nati i C.S.I. Inoltre in Salento capita che mi riconoscono nei bar, cosa che non succede neanche a casa mia.

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