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Ieri pomeriggio, a Trani, personale del locale Commissariato di Polizia ha arrestato due cerignolani, Antonio Detto (24 anni) e Matteo D’Angelo (21 anni), entrambi con precedenti, poiché colti nella flagranza dei reati di furto aggravato, in concorso tra loro e con persona da identificare, di un motociclo marca Yamaha T Max 500 nonchè di possesso ingiustificato di arnesi atti allo scasso.

Intorno alle 17 un poliziotto del commissariato, libero dal servizio, aveva notato dalle parti di via De Nicola un’autovettura (una Lancia Lybra SW di colore grigio chiaro) con a bordo tre persone, che si aggiravano con fare sospetto tra le autovetture in sosta. L’agente ha immediatamente richiesto l’ausilio sul posto della pattuglia della squadra di polizia giudiziaria, al fine di procedere al controllo dell’auto e dei suoi occupanti. (fonte TraniViva)

Giunti sul posto, gli operanti notavano uscire da una rampa condominiale un motociclo con due persone a bordo, che si dirigeva verso l’ospedale. Insospettiti dal fare guardingo dei due occupanti del mezzo gli agenti hanno deciso di intervenire. Accortosi della presenza della polizia, uno dei due (risultato poi essere D’Angelo) con una mossa fulminea è sceso dal motore e si è introdotto all’interno della Lancia ferma a bordo strada e guidata da Detto. Mentre il ciclomotore si allontanava facendo perdere le proprie tracce verso il centro della città, l’autovettura Lancia Libra, a velocità sostenuta, ha cercato la fuga verso il senso di marcia opposto. L’auto veniva però seguita, raggiunta e fermata per il controllo.

A seguito della perquisizione a bordo dell’autovettura venivano rinvenuti numerosi arnesi atti allo scasso, debitamente sottoposti a sequestro, nonché tre telefoni cellulari, presumibilmente utilizzati dai malfattori per comunicare tra loro nel corso dello svolgimento dell’attività illecita. Nel contempo il personale operante appurava che pochi istanti prima era pervenuta la segnalazione di furto di un motociclo in riparazione presso un’officina ubicata nei pressi del luogo dell’intervento. Gli arrestati, dopo le formalità di rito, sono stati accompagnati in carcere.

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