Lanotiziaweb, oltre ad informare, parla ai suoi lettori. E li ascolta. La cifra di questo esperimento da “agorà telematica” la si può riscontrare nella seguitissima e partecipata rubrica “Scrivo per…”, grazie alla quale tanti  cittadini di Cerignola hanno modo e spazio per sollevare problemi, formulare denunce, proporre soluzioni.  In data 13 settembre 2011 viene recapitata e pubblicata una lettera, firmata Alba R., in cui la scrivente, rivolgendosi direttamente al sindaco, denunciava il problema dell’ “accattonaggio selvaggio”. Alba partiva da una serie di episodi circostanziati nel tempo e nello spazio di cui lei stessa è stata protagonista… o forse vittima.  Un argomento che ha sollevato un vespaio di commenti, facendo venire a galla posizioni, idee e sensibilità non soltanto diverse ma addirittura opposte. Brutalizziamo con schemi da stadio giusto per capirci, anche se poi le sfumature dei ragionamenti e dei semplici pareri andrebbero scandagliate con minore superficialità: da una parte i “pro – accattoni”, quelli che se sollevi la questione accattonaggio o inviti l’accattone a cercarsi un lavoro sono subito pronti a scomodare la Shoa e l’apologia di fascismo; dall’altra parte i “duri e puri”, i “leghisti per caso”, quelli che quando camminano per strada non hanno voglia di vedersi sbattuti in faccia povertà, disperazione e sfruttamento, perché in fondo i problemi dentro casa ce li abbiamo tutti e mica tutti ci mettiamo a fare la carità. Descritte sommariamente le due curve ultras, qualche riflessione sul tema, potrebbe risultare utile. Il reato di accattonaggio non esiste, nessun agente delle forze dell’ordine può portare dentro l’accattone perché tende la mano e ti chiede l’elemosina (diverso il caso dell’impiego di minori nell’accattonaggio). Un principio da stato di diritto, il contrario significherebbe istituire il reato di povertà. Anzi in tal senso si è espressa anche la Corte Costituzionale, forse ultimo autentico presidio di civiltà in questo paese, che, nel merito ha parlato di “legittima richiesta di umana solidarietà”. E’ la stessa Corte però a specificare che tale richiesta deve avvenire senza intaccare “né l’ordine pubblico né la pubblica tranquillità”. Partire dal problema giuridico per arrivare al cuore della problematica sociale: il problema non è l’accattonaggio ma la sicurezza dei cittadini. Brutta parola, quest’ultima, “sicurezza”, osteggiata in certi ambienti (radical chic ?) perché troppo spesso abbinata a concetti quale “ordine pubblico” e “tolleranza zero” che, a torto o a ragione, da una certa sinistra vengono visti come lo spauracchio da evitare. Chiariamoci: l’esaltazione dell’ amministrazione comunale di Cerignola per  l’arresto del bambino (perché a 16 anni tali si è) bulgaro che ruba la ghisa dai tombini o del nordafricano che vende le simil Prada contraffatte è emblema di una “cafonaggine istituzionale” senza precedenti, becerume politico tipico di chi è “forte con i deboli e debole con i forti” Allo stesso tempo però è ormai divenuta insopportabile la retorica vetero – buonista di chi si maschera dietro mal interpretati concetti di solidarietà ed umanità per non vedere in faccia il problema.  Non sappiamo chi sia Alba e né c’interessa saperlo. Anche secondo me (magari mi smentirà) utilizza il termine “zingari” con intenti non proprio elogiativi… Ma non importa (o importa fino ad un certo punto) perchè non è questo il nocciolo della questione. Alba è una cittadina della nostra Cerignola, ha denunciato un problema condiviso da molti a giudicare dai commenti, Alba in quelle circostanze da lei narrate ha avuto paura, per la sua incolumità e per quella delle persone che le erano accanto. Sacrificare quella paura sull’altare dell’idealismo  senza criterio è un’operazione legittima ma fuori dal tempo. Non capire quell’angoscia significa perdere quella “umanità” che invece tanto si decanta. E’ chi utilizza la paura come metodo di governo che va condannato, non chi quella paura effettivamente la vive. E chi la vive sono spesso i ceti popolari ed intermedi di una società, quelli in nome dei quali tanti capi – popolo parlano. Senza capire, magari, che la “guerra tra poveri” è l’unica cosa da non fare. Magari si potrebbe cominciare proprio dalla “sicurezza”, chiedendosi perché, oltre al diritto allo studio, al lavoro ecc. non si possa finalmente parlare anche di “diritto alla sicurezza” ?

Stefano Campese   

9 COMMENTI

  1. Ma allora per adeguarsi a questi tempi,bisognerebbe disonorare gli idoli e privilegiare i pregiudizi?
    Il diritto alla sicurezza è un diritto umano.
    Riconoscere a tutti i membri della società umana una dignita’ specifica e gli stessi diritti inalienabili,significa porre una base di libertà,di giustizia e di pace.
    Garantire la sicurezza a chi dunque?
    Proteggere il cittadino da chi?
    La sicurezza,secondo questo sacrosanto principio universale,deve essere anche il diritto di uno zingaro o di un nordafricano.Un diritto che un cerignolano,un parigino,o uno svedese, potrebbe compromettere per un motivo qualunque e in un momento qualunque.

    Saluti cari Stefano:)

  2. Sicuramente l’accattonaggio selvaggio è un problema da non sottovalutare , specialmente quando mette in pericolo l’incolumità dei cittadini. Ritengo, però, che il problema più grande sia ideologico e sociale : ideologico poiché si tende costantemente a banalizzare e a colpevolizzare un’intera comunità e non il singolo, sociale perché i mezzi di comunicazione di massa , in primis la TV , portano una società culturalmente “avanzata” e mediamente istruita nell’oscuro baratro dell’odio razziale. Non bisogna avere paura di utilizzare il termine razziale, è la nuda e cruda verità, l’odio nei confronti di una determinata “razza” ( per quanto sia possibile dividere l’umanità in “razze”) che sia asiatica o ispanica , purtroppo, esiste ancora. Ci tengo a precisare che, pur essendo molto giovane, non appartengo a quella fazione di persone che cercano di nascondere un reale problema con il finto buonismo o con distorti concetti di solidarietà e non appartengo neppure alla fazione dei “leghisti per caso” ( complimenti per la definizione appropriata, è mirata e d’effetto), non per questo non ho ideali. Tuttavia, penso che si debba revisionare anche il concetto di “sicurezza” , spesso la paura è così diffusa e così rarefatta tale che non sappiamo nemmeno quale sia l’oggetto di questa “diffidenza sociale” . Personalmente, io mi sento più sicura vicino ad una persona con la pelle scura piuttosto che a un branco di “giovincelli” autoctoni , (magari anche ubriachi o strafatti di chissà cosa, non possiamo negare l’evidenza , è troppo semplice essere oggettivi solo con chi è “diverso”) sbruffoni e pronti al confronto fisico. Oltre che difenderci dagli altri, difendiamoci da noi stessi. Ci sono certamente accattoni, ladri, o “zingari”, eppure ho visto branchi di “giovincelli” accanirsi contro un barbone. I ragazzi scendono da una macchina e lo picchiano selvaggiamente a calci in faccia e alle costole, si avvicina un’altra autovettura , si ferma , scendono altri ragazzi ,e ,forse a causa di un perverso e degradato spirito di emulazione, per non essere da meno all’altro gruppo, anche loro si accaniscono contro il barbone.

    P.S. Nel mio commento riguardo ai giovincelli rissosi, ovviamente , non faccio riferimento a tutta la gioventù cerignolana, anzi ritengo che la gioventù del Sud sia politicamente , socialmente e artisticamente frizzante e innovativa. Ergo, mi riferisco a casi che non sono diffusi , ma nemmeno peregrini.

    Tanti cari saluti.

  3. Separiamo i fatti: l’accattonagio può dare più o meno fastidio, se non ci piace possiamo girare lo sguardo altrove e via. Ma un minore non solo non dovrebbe, ma per la legge italiana non può essere utilizzato dagli adulti come accattone. Non mi interessano le giustificazioni etniche “in certe culture, è usuale..”. Io semplicemente toglierei dalla strada i minori intercettati a chiedere elemosina, li inserirei in case protette e li avvierei all’istruzione e ad una scuola professionale, visto che i loro genitori non sono in grado di garantire loro niente del genere. Un minore accattone oggi sarà un maggiorenne disabituato alla fatica ed al lavoro domani, che al massimo sarà capace di organizzare un servizio di accompagnamento, riscossione e sfruttamento di minori accattoni .
    E al diavolo il falso buonismo dell’elemosina!

  4. Signori, venerdì 16 settembre, alle ore 12,30 mi sono fermata al supermercato che c’è tra via falcone e via san ferdinando, e davandi all’ingresso c’era una donna, dall’abigliamento probabilmente zingara, che chiedeva l’elemosina. Diciamo che io nei loro confronti sono completamente intollerante per via di una visita non gradita in casa con tanto di testimoni, la cosa che mi ha ulteriormente scandalizzato è che a poca distanza da lei, c’era un bambino di non più di 10 anni con lo zaino di ben ten in spalla! Che c’è di strano, ora ve lo spiego: sono entrata nel supermercato per fare la spesa, ci avrò messo non più di 10 minuti, per prendere giusto 2 o 3 cose.
    Quando sono uscita, la donna non c’era più e neanche lo zaino di ben ten (che, per la cronaca, mia sorella ha regalato a mio nipote e non lo ha pagato poco), ma era rimasto solo il ragazzino, per giunta ben vestito, pulito e profumato, con la faccia un pò stanca (probabilmente per via della scuola) al solito mi ha allungato la mano per chiedere soldi e la mia risposta è stata se hai fame ti do qualcosa ma soldi no! Il bimbo ha guardato nella mia busta della spesa ha scelto quello che voleva, io sono andata via e lui ha continuato il suo “lavoretto” dopo scuola….
    Qualche metro più avanti, in via borsellino ho incontrato la donna di prima con lo zaino in spalla..
    Scusate, ma se l’accattonggio non è reato, farlo diventare un vero e proprio lavoro, con tanto di sfruttamento del lavoro minorile, non è peggio?
    Il bimbo va a scuola, però mamma chiede l’elemosina, lo zaino di ben ten, un regalo di qualche buon samaritano? Ok ci sta, ma non è più semplice che mamma provi anche solo ad andare a fare le pulizie o provi a fare magari da guardiana in campagna o via dicendo……
    Qualche anno fa, alla signora (simpaticissima) balla ai semafori fu offerto di trasferirsi in campagna in una casa dotata di tutti i confort tranne il telefono (superabile con il cellulare) alloggio gratuito e stipendio per fare da guardiana, lei e il marito ed eventuali figli….. la risposta fu: ti ringrazio, ma io qui guadagno 3 volte di più…. ma siete sicuri che tutti quelli che sono per strada lo fanno per bisogno??????

  5. Beh Paola,forse in Italia la questua non è reato,perchè è un paese democratico che rispetta ed accoglie la cultura e le tradizioni dei popoli che ospita, nei limiti, ovviamente, del rispetto delle sue leggi.

  6. Buongiorno,
    confermo quanto detto dalla signora Paola riguardo la proposta di lavoro non accettata. Per alcuni è diventato un lavoro vero e proprio. Qualunque cosa si dica si verrebbe criticati di mancanza di sensibilità, di varie forme di apologia, di mancanza di tatto. Penso che ognuno però voglia un vivere relativamente tranquillo, forse un pò più ordinato: vivere in un contesto dove vi sono servizi carenti, mancanza di controlli, poco rispetto delle regole porta ad un abbassamento dei livelli di sopportazione e tolleranza. E’ umano: tutto quello che si dice nei confrono della tolleranza è alcune volte solo teoria ma poca pratica: si vuole fare la parte del buono senza che si vogliano scocciature di sorta. Poi vi sono quelli che fanno volontariato in chissà quali zone del mondo, senza rendersi conto che vi sono necessità anche vicino l’uscio di casa: ma è più ” scick ” farlo altrove. Il giustificare sempre e comuque porta ad una totale diseducazione di tutti con alcuni che sicuramente ne approfittano. Un normale controllo dei documenti, il togliere i bambini minorenni dalla strada, il sequestrare l’auto senza libretto ed assicurazione, denunciare affitti non registrati, istituire una mensa per i più bisognosi, fare una vera raccolta di indumenti e darla ai più poveri, cercare di far capire ai più piccoli che si può vivere diversamente ( qui si apre un altro dibattito: imparare un mestiere qui dove le scuole professionali hanno chiuso i battenti e dove non c’è alcun legame tra formazione e richieste occupazionali…?!?), cercare di raccogliere il superfluo dalle case per darlo ai più bisognosi per evitare lo squallore umano nel vedere persone buttate nei cassonetti, sarebbe forse cosa da fare.

  7. Per teresa. No in Italia chiedere l’elemosina non è un reato, ma solo se utilizzi un minore. ma comunque un episodio che mi ha sconcertato è successo poco tempo fa a San Giovanni Rotondo. Due accattoni, sono stati fermati dalla Polizia, che è intervenuta su richiesta di due monaci, i quali hanno di fatto impedito che sul sagrato questi disperati chiedesso l’elemosina all’ingresso. Senza voler fare discorsi retorici, ma in forza di un provvedimento emesso dal Sindaco dell’epoca, su specifica richiesta dello stesso ordine ecclesiastico che “gestisce” gli affari dell’Istituzione di San Pio. Evviva la Carità Cristiana, la Solidarietà, l’Accoglienza. Nel nome “degli uomini” ritengo dopo aver assistito a tale evento. Una zingara che si recava al semaforo di Via Melfi fu da me inviata a lavorare in una azienda del posto, lì nelle immediate vicinanze a € 30 al giorno. Dopo due settimane la ritrovai allo stesso semaforo e mi disse: Signore io quei soldi li prendo in due ore al mattino, non mi devo alzare alle 06,00 e quando voglio fermarmi per comprare qualcosa vado al negozio. Pertanto, abbandoniamo i sentimenti di soccorso e pensiamo ai nostri bisognosi, quelli che per ipocrita dignità non si mostrano, la città è piena. Fate un giro alla mensa della Caritas Diocesana e conoscerete solo una minima parte di realtà. Il vostro vicino “ha più bisogno” di questi “industrializzati bisognosi”. Occhio che non vede, cuore che non duole.

  8. Forse i monaci di cui si parlava prima non volevano gli accattoni davanti la chiesa perchè sottraevano parte delle offerte che avrebbero ricevuto loro in chiesa e che avrebbero utilizzato per dar da mangiare e da vestire agli altri poveri che normalmente si rivolgono a loro?!
    I Rumeni senza fissa dimora e senza un lavoro non dovrebbero proprio entrare in Italia e non solo per l’accattonaggio e per lo sfruttamento minorile!!!

Comments are closed.