Il problema lavoro è questione globale. La Chrysler, la Fiat e le grandi potenze orientali ne sono l’esempio più esplicito. A Cerignola lavorare, e farlo onestamente, è un problema non di poco conto. «Certe attività commerciali – ci dice Laura, ex-commessa “a nero” – pagano 400 euro al mese per lavorare a tempo pieno, più di otto ore al giorno tutti i giorni esclusa una mezza giornata e la domenica. Le ferie non pagate, nessuna assicurazione e nessun diritto. Adesso comunque con la crisi la situazione è peggiorata. Alcune mie amiche stanno prendendo 250 euro al mese. O ci stai o ti licenziano». Questa la realtà lavorativa di diverse ragazze. Ma non se la passano meglio gli uomini. Infatti nei lavori manuali e/o artigianali (agricoltori, meccanici, muratori, ecc.) i giovani ritrovano le medesime condizioni, seppur a prezzi differenti. E il più delle volte è “a nero”.

E tra i professionisti? Non migliorano le cose tra i professionisti, coloro che dopo aver studiato, cominciano a lavorare nello studio di qualche “grande” che può avviarli alla professione. I giovani si trovano ad essere molte volte la “manovalanza gratuita” di turno, tanto per imparare c’è tutta una vita.

Problemi. Difficile prospettare soluzioni se non si affronta il problema dalla base. Sono almeno 3 infatti le problematiche:

  1. la tassazione del lavoro, che in momenti di crisi sopratutto diventa problematica per le aziende che vogliono assumere regolarmente;
  2. la contrattazione, che oramai sembra optare sempre e solo per il contratto a progetto, anche a lungo periodo;
  3. la riconversione (dell’impresa e del lavoratore), ovvero la capacità di riadattarsi ai cambiamenti e alle trasformazioni (contingenti) del mercato.

E le istituzioni? Le istituzioni provano a far qualcosa per “tamponare”, ma spesso gli sforzi, data la situazione, risultano pressocchè nulli. A livello regionale sono diversi i bandi che offrono aiuti alle imprese sia per lo stat-up (Sistema Puglia) sia per l’assunzione agevolata di personale (Dote Occupazionale). Il vero problema è che Cerignola è anche strutturalmente restia a “scommettere” facendo impresa e recepisce poco le iniziative istituzionali, basti pensare che è una delle città da cui sono giunte meno domande in assoluto per il primo bando della Dote Occupazionale.

La nostra città può ripartire? Di sicuro, come direbbe il sociologo Pierpaolo Donati, dovremmo ripartire dalla dimensione relazionale. Cerignola dovrebbe ripartire dalle persone. Dai rapporti autentici, dove la relazione si gioca tra persone e non “sulle” persone. Rapporti migliori aprono a parole come diritti, dignità e rispetto, termini che molti a Cerignola, da un punto di vista lavorativo, hanno imparato con Di Vittorio, e che oggi stanno pian piano sparendo. Da qui si (ri)parte, e non è solo teoria. Se una ragazza è “costretta” e prendere 250 euro al mese “a nero” e un giovane aspirante professionista impara il mestiere facendo fotocopie il problema non è lavorativo. E’ umano.

23 COMMENTI

  1. Il problema sono soprattutto i giovani di oggi che non sono entusiasmati dal lavoro che svolgono,che non prestano attenzione a quello che fanno nelle aziende,alle responsabilità che gli si affidano.Oggi per un azienda è difficile trovare lavoratori seri che abbiano voglia di lavorare,che siano onesti,che si presentano puntuali sul posto di lavoro,che si assumano la responsabilità e l umiltà di dire “ho sbagliato”,di rispettare il capo e gli altri collaboratori.In questa maniera l azienda è anche non motivata a retribuire il giusto stipendio etc.Secondo me bisogna tener conto di tutto questo prima di parlare di diritti.Esperienze avute sulla mia pelle.

    • Scusa … ma questo è solo un aspetto…
      Quanti datori di lavoro seri hai conosciuto a Cerignola che:
      1) pagano regolarmente alle scadenze del 28 f.m.
      2) contrattualizzano seriamente e non con quelle “cartacce” di formazione cococo-cocopro etc etc
      3) pagano tredicesime intere
      4) pagano tutti i contributi
      5) danno 30 giorni fiere annuali e comunque tutte le spettanze del contratto BASE del lavoratore
      6) trattano con DIGNITA’ i propri dipendenti anche over 50 …. senza confidenze

      Io ho 40 anni ed ho passato almeno 5 datori di lavoro diversi… ed ho un lavoro specialistico… TUTTI UGUALI ! E’ UNO SCHIFO….
      Questo è il paese che è riuscito ad infangare il simbolo Maiuscolo della Dignità del Lavoro … GIUSEPPE DI VITTORIO !!!!

  2. Io ho perso il lavoro nel 2009. Lavoravo in una azienda ” spa “, quindi quotata in borsa. Con la scusa della crisi ( in quel settore non c’era crisi) ha deciso di chiudere i battenti per aprire in Arabia. Hanno messo tutti i lavoratori nelle liste di mobilità. Il problema maggiore è che, nonostante gli sgravi fiscali che le aziende possono ricevere assumendo questa tipologia di lavoratori, tutti se ne fregano, preferiscono assumere un operaio extracomunitario perchè facilmente ricattabili, piuttosto che altri. Ho inviato curriculum ovunque, ma in 2 anni non ho mai avuto neanche una risposta. Il marcio è ovunque e prima o poi finirà come in Grecia, anzi, mi meraviglio come non sia ancora successo, visto che a pagare il prezzo di questa storia siamo tutti, anche quelli che pensano di essere intoccabili.

  3. Il redattore dell’articolo mi perdonerà se questa volta sarò più esplicito di altre. Questa interessante iniziativa, avrà avuto i suoi effetti in città, dove meglio si rappresentano i diritti dei lavoratori, ma qui dal dopoguerra, ci siamo fregiati dell’effigie del “compagno” Di Vittorio, per quanto concerne la retorica rappresentazione di tutele e rivendicazione di averne dato i natali, ma in quanto a rispetto dei diritti: ZERO.
    Questa città tiene alto il vessillo del ricatto lavorativo, le nostre donne, le nostre madri, i nostri padri tutti intruppati a fare “gli interessi del padrone, principale, titolare”, con una attenuante schiavista, “che cosa ci devono dire le persone che facciamo i contestatori, che poi ci lasciano a casa”.
    Quando è stata trovata qualche struttura che si adeguava al sistema, il ricatto era al contrario, lavoratori che non volevano essere messi in regola per non perdere il sussidio di: disoccupazione (agricola prevalentemente) anche se effettivamente facevi il cameriere/a, cuoco/a, muratore, commessa, impiegata in uffici privati, applicati di uffici professionali (tanto di laurea e diploma) ma effettivamente il ragazzo/a dell’office. Quando il titolare, padrone decideva per motivi “aziendali” di ridurre il personale allora quella precedente concessione “dal lavoratore richiesta” si tramutava in denuncia al giudice del lavoro, con una possibilità concreta di ottenere migliaia di lire e/o euro per una “buonuscita accomodante” e per limitarne i danni alla azienda, con buona pace di tutti, ( i Sindacati e gli organi di controllo? ASSENTI!) Le aziende così venivano venivano messe in ginocchio, CRISI.. Allora si è iniziato a sentire parlare di “crisi” del lavoro oppure il classico: NON PAGANO La paura di prendere altre scoppole, induce l’azienda a ricorrere ad altri sistemi, “nascono per buona pace di tutti i: caporali di giornata, caporali di stagioni, caporali di brigata, i quali forniscono alle aziende interessate la manodopera giusta “garantita”. Il lavoratore deve riconoscere “un caffè” al caporale (italico stanziale).
    Una soluzione drastica: quando il mio titolare, padrone mi dice che questo è quello che posso darti, fai quello che vuoi! Allora si comunica ad un Sindacato Vero che tutela i lavoratori e dovrebbe organizzare un sit-in dinanzi alla attività che ha posto questo ricatto, segnalando la stessa ad altre Istituzioni in grado di fare una verifica, così da intervenire sul lavoro nero, quello che ti “sottopone ad una serie di umiliazioni “. Quelle umiliazioni che ben conoscono i giovani i quali “strumentalmente” perdono la loro predisposizione alla correttezza dei rapporti umani, in quanto non vogliono “ridursi” come gli altri familiari, che li hanno fatto crescere e dato da vivere, studiare e divertirsi. (Il sociologo è informato ora su quanto succede dalle nostre parti, dal mio punto di osservazione e conoscenza diretta).

  4. Il sistema è tutto sbagliato sia da parte dei lavoratori che degli imprenditori ma purtroppo la situazione ahimè non può cambiare perchè soprattutto a Cerignola ci si trova a parlare difronte a gente molto ignorante(sia imprenditori che lavoratori) senza parlaredella presenza indiscussa e molteplice di”LAVORATORI IENE” che seppur dopo rapporti lavorativi di 10 anni avuti insieme,ti minacciano per avere liquidazionI e diritti e cose astruse dopo che loro stessi hanno deciso di andarsene dalla tua azienda!!
    Il verme marcio di questa gente continuerà ad esserci E QUINDI MIEI CARI IMPRENDTORI NON FATE TANTO BENE PERCHE’ E’ TEMPO PERSO!!!

  5. 250euro al mese a tempo pieno ….neppure al terzo mondo! io (laureato) per risolvere questo problema indecente di sottopaga sono partito (purtroppo) al nord e mi pagano con uno zero in piu al mese (2.500) con ferie e malattie pagate e premi produzione. Il lavoro c’e’.. bisogna andarselo a trovare anche in periodi di crisi come questo.
    Ad esempio oggio ho visto un distributore di benzina qui al nord che ha esposto il biglietto (cercasi ragazzo per lavaggio auto… tutto a posto): garantiti sicuramente non meno di 1.200 euro con tutto pagato ferie e malattie…. ragazzi bisogna purtroppo preparare le valige.

  6. Aggiungo: a cerignola ho degli amici laureati in biologia… cosa fanno? niente perche non vogliono muoversi da cerignola. Alcuni aspettano una spintarella per entrare all’ospedale per fare degli stage non retribuiti: vi rendete conto?!!

    di contro, ho una amica biologa di Bari, che dopo aver visto come era l’andazzo al sud… cosa a fatto? ha speditoil suo curriculum per il mondo. Cosa fa ora? dopo dei collogui “tosti” ora lavora in Canada per “merito” in un prestigioso laboratorio con uno stipendo da favola… questi sono gli effetti della globalizzazione….

  7. Seee 1200 euro stipendio base per chi si sposta al nord e poi devi pagare un affitto camera di 700 euro e sono 1200 – 750 uguale 450 poi i prezzi del cibo sono il 30 per cento in più e considerando per una persona minimo al mese un 200 euro per mangiare 450 – 200 sono 250.Meglio rimanere qui noo???

    • No…. perché qui la dignità del lavoratore viene calpestata anche a livello personale… meglio al nord… squattrinati… ma meglio li’!

    • Scusa Guerriero, ma io questo ragionamento che sento fare da almeno 20 anni, proprio non lo riesco a mandare giù… poiché è un ragionamento che sostanzialmente dice “o questa minestra o giù dalla finestra”… ma pretendere condizioni più vicine al mondo occidentale … no?
      Oggi mi sembra tanto che ci sia una specie di “cartello” tra la piccola imprenditoria per “garantire” condizioni analoghe a tutti i lavoratori… tranne poche mosche bianche (che poi tra l’altro vengono ripagate anche in maniera becera da lavoratori che tutto sono tranne che tali, rubando e tradendo la fiducia di chi gli dà da mangiare più che dignitosamente) e sappiamo bene a chi ci riferiamo… ma di questi esempi a Cerignola quanti ce ne sono … francamente ????

  8. Nel 2009 sono stato licenziato da un’azienda privata di Cerignola che ha chiuso per circostanze non proprio chiare, al danno anche la beffa perche aspetto il tfr per vent’anni di dipendenza. Quasi quasi metto anch’io i manifesti come ha fatto un negozio ben noto in questa citta’

  9. a Guerriero: qui al nord in ogni famiglia lavorano sempre entrambi i coniugi, e quindi in ogni casa minimo 2200/2400 euro al mese entrano.
    Il tuo ragionamento è il tipico ragionamento del 90% dei cerignolani ed è difficile da sdraricare: in ogni caso secondo te è meglio sentirsi utili lavorando o dei vegetali che vengono sfrutta a 200 euro al mese senza ferie, senza malattia, senza tredicesima e senza tfr? cose dell’altro mondo.

    aggiungo: un mio amico muratore cerignolano lavorava in una grande impresa del nord a 1.500 al mese, insieme con altri 4 cerignolani con contratto regolare, nelle gradi opere che fanno qui al nord, con vitto e alloggio pagato. inoltre 1 viaggio in treno andata e ritorno pagato a settimana per tornare al meridione
    Dopo 5 mesi ha deciso di abbandonare il gruppo di cerignolani e di licenziarsi e di fare il disoccupato a cerignola perche (consigliato male) aveva raggiunto i giorni annui per richiedere la disoccupazione e vivere sulle spalle dello stato: una storia che non richiede commenti…

  10. Sono convinto che Antonio ha ragione,;Ercules è stato provvido di notizie ed informazioni; Guerriero argomenta come un po’ tutti i cerignolani che forse non paga da mangiare o altri consumi ?(sulle spalle dei genitori?); il Moralista è speranzoso su un gruppo di “cartello” che potrebbe garantire il minimo. Mi sembra di tornare ai tempi delle grandi migrazioni, quelli della Lega un po’ di ragione l’hanno. Dal dopoguerra ad oggi l’assistenzialismo riservato al Sud è stato tale che forse si poteva fare altrove un’altra Italia, nell’era del telefonino e della televisione satellitare abbiamo ancora condizioni al Sud da terzo mondo. Sfruttamento dell’individuo, mancato riconoscimento degli elementari diritti da lavoratore e da professionista, se poi guardiamo quanto si spende per maritare un figlio ed una figlia, ti accorgi che non bastano due anni di stipendio di un nordista, ma limitandosi solo alla cerimonia e qualcosa d’altro, se poi dobbiamo provvedere alla casa con prezzi che vanno da € 2.000 a 4.000 al mq. ed il costo dei mobili che prevediamo di acquistare, ecco che le cifre sono da capogiro. Il ricorso alla disoccupazione (più fittizia che reale), ed altre forme di assistenzialismo sono molto più inseguite qui da noi al sud. Adesso come posso spiegare alla ricercatrice che ha scelto il Canada o al lavoratore che ha preferito il Nord ,che le loro sono scelte dettate dal bisogno, ma certamente molto più profique in termini di intercultura, per conquistare traguardi e per un arricchimento culturale che ad onor del vero non potrà mai maturare stando in questa città.

  11. Non si posso fare delle “classifiche”, ovvero dire se fa bene chi emigra o chi resta a Cerignola, Ognuno ha i propri interessi, esigenze, problemi ecc ecc… Le scelte sono influenzate da 1000 variabili.

    Ciao

  12. la mia compagnia di amici in cui sono cresciuto negli anni ’90 nel corso degli anni si è spaccata in due: un gruppo è emigrato e un altro è rimasto a cerignola.. purtroppo tutti quelli che sono emigrati vivono una vita agiata con un livello di vita apprezzabile, a differenza di chi è rimasto a cerignola che svolge lavori in cui è sfruttato in “nero” con stipendi da fame, oppure è disoccupato. Nessuno dei miei amici che è rimasto è soddisfatto di quello che fa e si lamenta sempre… e l’unica variabile che ha influenzato la loro scelta (DICHIARATA) di non emigrare è stata il non volersi allontanare dai parenti. Nessun altra variabile entrata in gioco (salute, problemi, ecc)… e parlo di 7 miei amici.

  13. conosco un tizio laureatissimo e…disoccupato, che pretende di essere chiamato “dottore”!!! HAHAHAHA!!! Nessuno va al nord perchè la mamma li fa mangiare e gli lava la roba GRATIS! Vogliono andare in giro con il SUV del papy GRATIS! Ubiacarsi il sabato sera in Piazza Mercadante con i soldi non guadagnati e quindi…UNA VITA GRATIS!!! Crescete…ho colleghi al nord che lavorano e si fanno valere…guadagnano bene…e la roba non costa tre volte che quì!

    Grazie per lo spazio.

  14. Caro Antonio,ma tu lo sai che per il nord e i settentrionali tu del sud sei un lavoratore di seconda classe??Sai perchè ke aziende del nord vengono al sud a prendersi gli ingegneri laureati??Per sottopagarli!!
    Per rispondere a Remy si è vero che i ragazzi sono molto viziati in questa città di merda e le mamme sono la rovina dei figli.Essendo coccolati dalle famiglie ignoranti ovviamente a lavoro serietà da parte di sti ragazzi è pari a ZERO rispetto pure.Diciamo che dovrebbe essere un rapporto costruttivo tra l imprenditore e il lavoratore e quest ultimo se fa vedere l impegno,la puntualità a lavoro,l onestà verrà sicuramente premiato a mio avviso!
    PER RISPONDERE A PREAMBOLO:
    Sai l’argomento che faccio purtroppo se fosse come quello che fanno tutti i cerignolani non saremmo nella situazione attuale e ti dico il perchè:
    Innanzitutto molti cerignolani vanno a lavorare fuori al nord e centro sud e caro Antonio hai dati errati a tal proposito;
    Inoltre la cosa che fa rabbia è che qui al sud il lavoro c è e come,ma con i ragazzi (cerignolani) della nuova generazione il lavoro non ci sarà perchè sono letteralmente INCAPACI di poter affrontare fatiche simili;
    Antonio, se tutti ragionassero come te, il sud scomparirebbe invece per fortuna ci sono persone che ragionano come me che portano avanti il Mezzogiorno.

  15. Bravo guerriero!!!!!! secondo il sapiente preambolo il sud deve diventare una terra deserta. Gente non fatevi prendere dai luoghi comuni. W il sud ed anche il nord…ed anche il centro.
    Grazie..

  16. Rispondo a Guerriro:
    io lavoro in ambito informatico in una grande azienda: tutte i Capi Area e i Responsabili provengono dal Sud e non sono assolutamente sottopagati… anzi. Le aziende del nord non vengono al sud a prendersi i laureati… ma sono i laureati che vengono al nord a fare i colloqui “non truccati” e vengono scelti per la loro bravura e non per clientelismo. io ho superato 3 colloqui importanti con uno staff di esperti.

    Io sono un cerignolano e quindi è ovvio che i cerignolani che vanno fuori a lavorare sono veramente tanti… io volevo dire che se un ragazzo non trova lavoro al sud, in un era di globalizzazione, non deve fermarsi: deve guardarsia attorno e partire perche il lavoro non ti viene a chiamare… ma sei tu che lo devi cercare.

    Il lavoro a cerignola certo che c’e’ ma a certe condizioni: a nero, senza ferie pagate e senza malattia. Ho anche alcuni amici a cerignola che pur avendo avuto l’assunzione, gli vengono tolti alcuni diritti fondamentali: appunto le ferie, gli straordinari pagati, e inoltre devono firmare una busta paga da 1.200 euro quando in realta gli viene retribuito solo 800 euro. E’ questo come lo chiami? lo sapete che le cassiere nei supermercati a cerignola firmano buste paghe da 1000 euro ma in realtà li pagano 450 euro? se non accettano possono andare via tanto ne trovano di altri polletti da spellare.

    Il mio non è un ragionamento che ha l’obiettivo non di svuotare il sud ma di far svegliare i giovani a non accettare certe imposizioni. Secondo voi fanno bene ad accettare un lavoro nero a 250euro al mese a tempo pieno? queste persone andrebbero denunciate! basterebbe anche solo una telefonata anonima alla G.di F….

  17. Il Guerriero ha ragione quando ha detto i giovani di oggi di questa città sn dei incapaci perchè sono troppo viziati di non fare niente e xke piace guadagnare soldi facili e semmai GRATIS di vivere la vita.E poi i genitori fanno finta di niente non gli hanno mai imparato a niente.Alla fine dei conti ke kavolo fanno a fare la famiglie i matrimoni ecc.

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