Il Sottosegretario all’Interno ha preso parte al vertice nazionale sulla legalità organizzato dalla Consulta Provinciale degli Studenti di Foggia, svoltosi stamane al Teatro Mercadante di Cerignola. Il Sindaco Antonio Giannatempo: “Le mafie peggiorano la nostra vita, riducono la nostra libertà. I  giovani organizzatori di questa iniziativa dimostrano quanto sia forte la sensibilità delle nuove generazioni nei confronti di temi come il contrasto alla criminalità”.

Verranno collaudati nei prossimi giorni, e immediatamente dopo saranno operativi, gli impianti per la sorveglianza installati nei punti nevralgici di Cerignola e che si spera possano rappresentare un deterrente contro la criminalità locale. Lo ha garantito stamane il sottosegretario all’Interno, Alfredo Mantovano, al Sindaco Antonio Giannatempo durante il vertice nazionale sulla legalità svoltosi a Cerignola, al Teatro Mercadante, l’incontro organizzato dalla Consulta Provinciale degli studenti di Foggia nell’ambito della programmazione interistituzionale “Primavera della Legalità”, patrocinato dal Ministero dell’Interno e che ha ottenuto il pieno sostegno del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, il quale ha inviato nei giorni scorsi agli organizzatori una medaglia come suo premio di rappresentanza. Un incontro al quale hanno preso parte, oltre a Mantovano e Giannatempo, il procuratore distrettuale antimafia di Bari, Antonio Laudati; il vicedirettore generale della Pubblica Sicurezza e direttore centrale della Polizia Criminale, Francesco Cirillo; il comandante della Legione Carabinieri Puglia, generale Antonio Visone; il Presidente della Provincia di Foggia, Antonio Pepe; il dirigente dell’Ufficio Scolastico Territoriale di Foggia, Giuseppe De Sabato; il vicario generale della Diocesi di Cerignola-Ascoli Satriano, monsignor Carmine Ladogana. Presenti in platea anche il sindaco di Foggia, Gianni Mongelli, e numerose altre autorità, che non hanno voluto mancare ad un’iniziativa di grande valore, merito della sensibilità della Consulta guidata da Felice Piemontese e da un gruppo di ragazzi che dimostrano, ha sottolineato il Sindaco Giannatempo,” come sia forte la sensibilità di molti giovani rispetto a temi come la legalità ed il contrasto a tutte le forme di crimine organizzato, mentre invece, troppo spesso, gli stessi giovani vengono genericamente dipinti come freddi, insensibili, privi di valori e contenuti”.  Giannatempo ha detto che molte volte, al contrario, sono i ragazzi “i primi a rendersi conto delle pesanti limitazioni che la tracotante criminalità pone alla nostra libertà, riducendo la qualità della nostra vita”.

E la criminalità è forte da queste parti, ha detto Mantovano senza giri di parole davanti a tanti studenti in rappresentanza delle scuole superiori di Cerignola: “Assomiglia a un brutto male che colpisce le persone. Per estirparlo c’ è bisogno del chirurgo, rappresentato in questo caso dalle forze dell’ordine. Oltre al chirurgo, però, serve anche la terapia: occorre un forte lavoro degli enti locali per evitare le infiltrazioni mafiose nell’economia, per resistere alle pressioni criminali.  Adesso, devo dire, esistono gli strumenti per affrontare seriamente questa lotta, per esempio in materia di appalti pubblici”. E ha aggiunto: “La terapia sta anche nella creazione e nel rafforzamento di realtà come le associazioni antiracket in provincia di Foggia, un territorio in cui, da questo punto di vista, c’è molto da lavorare. Ne esiste solo una, a Vieste, ma ne occorrono altre, perché riunirsi in un coordinamento antiracket significa per i commercianti sfuggire a una condizione di isolamento, acquistare forza. E la terapia sta infine nel promuovere, moltiplicandole, iniziative come quella di oggi”. Mantovano ha chiuso il suo intervento riallacciandosi a una domanda che gli era stata fatta poco prima da uno studente,  che aveva ricordato una frase di Giovanni Falcone: “Aveva ragione il magistrato siciliano quando diceva che, per quanto forte, la mafia è un fenomeno umano con un’ inizio e una fine”.

Il Sindaco Giannatempo ha ringraziato gli organizzatori per la scelta di Cerignola come sede del vertice: “La città diventa oggi portavoce delle istanze della Capitanata, una terra che per troppi motivi è da tempola Cenerentoladella Puglia, in cui è alto l’allarme sociale destato da una criminalità invasiva e l’ azione dei gruppi mafiosi fa breccia in un contesto contrassegnato da un altissimo tasso di disoccupazione, dalla mancanza di infrastrutture, da uno scadimento della vita sociale e culturale, da un generale impoverimento della popolazione”..

Ma Giannatempo ha voluto ringraziare Mantovano e il governo per quanto stanno facendo in questo territorio nella lotta al crimine: ”Un’azione che sta dando grandi frutti, come dimostra la cattura di numerosi latitanti, tra cui esponenti di spicco di clan mafiosi del territorio”.

 

2 COMMENTI

  1. Molta retorica di scena a Cerignola, si è tenuta un’altra passerella di Eminenti e Potenti della gestione pubblica, sono state citate frasi fatte e ad effetto, si è glissato su argomenti spinosi, sono state fatte le solite e datate promesse che d’incanto faranno sparire le più “scomode” situazioni sul nostro territorio, e così vissero felici e contenti.
    Ci si è dati appuntamento alla prossima Consulta, in tanti si sono voluti far vedere, perchè comunque l’iniziativa era ghiotta e dava “visibilità” a tanti, ma forse a pochi potevano interessare i problemi “radicalizzati” nel nostro tessuto socio-economico.
    Nelle prossime ore (così è sembrato) saranno messe in funzione le tanto agognate telecamere di sorveglianza, quelle che hanno reso l’individuo più schiavo del tempo e spiato nella propria privacy, le intercettazioni saranno moltiplicate in ragione di una sicurezza e legalità che invece s’intrufola nella tua vita privata e t’impedisce (nonostante il progresso sbandierato) di parlare con chi ritieni necessario ed utile, perchè quasi certamente c’è da un’altra parte della nazione qualcuno che ti ascolta (interpretando) in tutto.
    In forza del progresso e della civiltà noi cittadini di questo mondo siamo schiavi di noi stessi, un labirinto, dove è difficile trovare una via d’uscita.
    La legalità si ottiene imponendo a tutti noi cittadini un modello di comportamento che la società stessa confeziona, chi non è in sintonia è dichiarato fuori legge. Basta con “filosofiche” interpretazioni, ogni sistema ha un proprio modello a cui fare riferimento. Quando questo concetto sarà assimilato, le nuove e future generazioni troveranno giusto sintonizzarsi e trovare una linea comune di comportamento. Il sistema democratico della scelta “da esercitare”, è il giusto deterrente per non far radicare sistemi considerati sbagkiati, la tanto agognata alternanza sta in due blocchi.

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