È stato Onofrio Giuliano a condannare “quel modo” di fare politica che non è attenta ai bisogni del territorio, l’antipolitica appunto, durante l’incontro tenutosi ieri pomeriggio all’Ex Opera. Per l’assessore alle attività produttive invece, è dai giovani che si deve ripartire, vera eccellenza del territorio. Sono inoltre intervenuti durante l’incontro “Cerignola nel cuore” Ignazio Abatino, coordinatore Giovane Italia, Raffaele Di Mauro, coordinatore provinciale Giovane Italia, Giandonato La salandra, Presidente provinciale Giovane Italia, Aristide Guerrasio, Antonio Giannatempo e Rosario Di Donna. Potenziare l’indotto dell’agroalimentare è il dictat, anche se manca una reale proposta concreta e ci si perde in discorsi di circostanza “politica”. Si spera che alle belle intenzioni seguano i fatti. Un plauso a chi “prova” con queste iniziative a smuovere l’aria.

7 COMMENTI

  1. L’impegno civico diffuso e la partecipazione sono un grande tema da cui dipende il destino delle democrazie contemporanee. Essi traducono in linguaggio politico l’interesse dei cittadini per le cose che li riguardano ed esprimono il punto di vista della comunità sulle scelte di governo. Sono cioè alla base del sentimento democratico. L’antipolitica così come viene rappresentata è una reale utopia: un gioco di parole, ma concetto concreto.
    Negli ultimi decenni la crisi della militanza partitica come forma della partecipazione democratica, collegata al tramonto del partito di massa inequivocabilmente attestato dal calo degli iscritti di tutti i partiti storici più o meno trasformati e trasfigurati, ha determinato la ricerca di nuove vie di impegno sociale e un forte indebolimento della rappresentanza politica a tutti i livelli, dal parlamento ai consigli comunali. Al dato quantitativo va aggiunto quello qualitativo, caratterizzato da patologie gravi nelle relazioni tra elettori ed eletti e nell’uso della comunicazione politica, che hanno raggiunto il loro apice nel berlusconismo, non di Berlusconi, dunque, ma di tutti coloro (politici o amministratori ) che hanno a noia i blog, i comitati e tutte le altre forme di aggregazione che negli ultimi anni sono nati prontamente di fronte a scelte significative caratterizzate da un impatto sociale o ambientale, riguardanti in primo luogo il territorio,il paesaggio e in genere il consumo delle risorse di base. Dalla sfiducia nella politica, e dal venir meno di modelli ideali alternativi che ha impedito le effettive possibilità di scelta riducendole quasi sempre all’opzione per il meno peggio, scaturisce il rischio del qualunquismo. Da qui è nato anche il leghismo ed i suoi inquietanti derivati.
    Ma che cos’è la politica? Senza tornare sui celebrati modelli genetici della polis, basterebbe recuperare semplicemente il senso di quando si affermava che,la politica è l’arte del possibile, tutta la vita è politica, o quello più diretto del prendersi cura di ciò che ci riguarda.

  2. io credo si che ci voglia la pulizia che tu dici ma non mi piace ad esempio il modo di fare politica della cicogna. che secondo me e populismo è basta. ci goliono volti nuovi nuovi

  3. ci sono polemiche sul laboratorio bollenti spiriti ora la piazza si è spostata li

  4. ma perchè i locali in piazza devono pagare le tasse e rimanere vuoti e invece …….. senza pagare tasse o affitto? è bun accssè a fè cultour !

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